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lunedì 14 marzo 2011
Donne, legalità e sviluppo- breve riflessione sull’assemblea del 9 marzo di Paola Pau
L’assemblea del 9 marzo, all’Aris Garden organizzata dai circoli PD di AXA- Palocco e Ostia Antica con la presenza della senatrice Anna Finocchiaro, ha un titolo chiaro e diretto “Donne, legalità e sviluppo. Il PD un progetto per l’Italia”. Ci pare, dunque, importante partire dal legame tra questi termini per raccontare con molta sintesi un appuntamento particolarmente significativo e
partecipato.
Al centro, la donna, come primo termine del discorso. Di fatto l’eco della grande manifestazione del 13 febbraio, che ha visto scendere in piazza centinaia di migliaia di persone (donne e uomini
amici delle donne)è spunto e occasione per dibattere di molto altro. Di politica vera, cultura, etica, società civile. Il senso di quella piazza non si riassume facilmente. Ci proviamo mettendo insieme alcuni concetti:
Innanzi tutto la partecipazione trasversale, testimonianza di persone appartenenti ad esperienze, culture, pensieri politici diversi. La piazza diventa luogo fisico ed ideale nel quale difendere una dignità frantumata e offesa. Per troppo tempo il silenzio ha ammutolito la voglia di reagire ad una condizione che si misura ancora con la subalternità nel lavoro, la politica, il riconoscimento sociale. Con la pesantezza del doppio ruolo, privato e pubblico. La piazza diventa, quindi, le parole per dirlo, il modo di rappresentarlo, la storia per raccontarlo. Inoltre ( e non per ultimo) quella straordinaria manifestazione ha spiegato quanto sia necessario ascoltare la società civile, prestare attenzione a quello che ha da raccontare e quanto, di conseguenza, sia negativo metterne a tacere volontà ed esigenze.
Le due ossessioni del Presidente del Consiglio – le donne e la giustizia – rischiano di tracciare le scelte della politica e condizionarne i propositi. Senza dubbio non è facile liberare il pensiero dall’obbligo di questi percorsi. Tuttavia, ci pare debba fortemente (ri)trovare vigore l’idea che la costruzione di un partito sia soprattutto l’elaborazione dei suoi valori e principi fondanti. Tutto ciò vale per i temi della giustizia, del lavoro, dei diritti civili, così come per l’attenzione al mondo giovanile e femminile. Vale per una politica dell’integrazione e dell’accoglienza che metta in primo piano la ricchezza e la positività del dialogo interculturale piuttosto che una falsa e pericolosa idea della emergenza sociale, nella precarietà e nell’insicurezza.
Il Partito Democratico non cerca un leader intorno al quale costruire tutto questo. Certamente non può essere negata l’importanza delle figure carismatiche ma vale bene ricordare che senza una volontà diffusa e partecipata la storia si ferma. Quello che sta accadendo nei paesi del Mediterraneo ne è la più drammatica e coraggiosa testimonianza.
Paola Pau
Circolo PD Casalpalocco Axa
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