ci incontriamo tutti i mercoledì alle ore 18:30 al parco della Madonnetta nei locali di fronte al ristorante Gli amici di Aldo
sabato 26 novembre 2011
venerdì 11 novembre 2011
Il Pd Roma XIII annuncia l'apertura di una vertenza sulle problematiche sanitarie del territorio
Il PD annuncia l’avvio di una vertenza che ha per oggetto le problematiche sanitarie del Municipio XIII.
I segnali che continuano a giungere dalla ASL RMD destano grande preoccupazione e non può lasciare
indifferenti le parti politiche municipali.
La grave situazione di emergenza denunciata dai cittadini e dalle associazioni riguarda
i servizi del CPO e dell’ospedale Grassi. La chiusura del nucleo di cure primarie di Casalbernocchi rappresenta l’ultimo segnale in ordine di tempo
di una chiara e decisa volontà di indebolire ulteriormente la sanità territoriale. Lo stato di demotivazionedella dirigenza dell’ASL e la continua contrazione del personale amministrativo e sanitario aggravanosempre più e incidono negativamente sui livelli di assistenza garantita ai cittadini. Nei prossimi giorni il Partito Democratico Municipale, di concerto con i nostri rappresentanti nelle sedi istituzionali, avvierà una fase di ascolto dei disagi dei cittadini e di confronto con le istituzioni regionali locali competenti.
IL PD Municipio XIII
Segretario Andrea Storri
I segnali che continuano a giungere dalla ASL RMD destano grande preoccupazione e non può lasciare
indifferenti le parti politiche municipali.
La grave situazione di emergenza denunciata dai cittadini e dalle associazioni riguarda
i servizi del CPO e dell’ospedale Grassi. La chiusura del nucleo di cure primarie di Casalbernocchi rappresenta l’ultimo segnale in ordine di tempo
di una chiara e decisa volontà di indebolire ulteriormente la sanità territoriale. Lo stato di demotivazionedella dirigenza dell’ASL e la continua contrazione del personale amministrativo e sanitario aggravanosempre più e incidono negativamente sui livelli di assistenza garantita ai cittadini. Nei prossimi giorni il Partito Democratico Municipale, di concerto con i nostri rappresentanti nelle sedi istituzionali, avvierà una fase di ascolto dei disagi dei cittadini e di confronto con le istituzioni regionali locali competenti.
IL PD Municipio XIII
Segretario Andrea Storri
lunedì 7 novembre 2011
“EUROPA DEI POPOLI O EUROPA DELLE BANCHE?”
Il Circolo PD Casalpalocco-Axa
E’ lieto di invitarVi all’incontro- dibattito
“EUROPA DEI POPOLI O EUROPA DELLE BANCHE?”
INTRODUCE
Prof. GIORGIO DI MAIO
Presidente Circolo
RELATORI
On. SANDRO GOZI
Capogruppo del Partito Democratico per la Commissione per le politiche dell’U.E.
e Responsabile nazionale per le Politiche Europee
Dott.ssa INES CALOISI
Segretario Regionale M.F.E. Lazio
L’incontro avrà luogo presso la sede del Circolo in
Via di Macchia Saponara n. 199 (angolo Via Euripide)- Axa_Roma
E’ lieto di invitarVi all’incontro- dibattito
“EUROPA DEI POPOLI O EUROPA DELLE BANCHE?”
INTRODUCE
Prof. GIORGIO DI MAIO
Presidente Circolo
RELATORI
On. SANDRO GOZI
Capogruppo del Partito Democratico per la Commissione per le politiche dell’U.E.
e Responsabile nazionale per le Politiche Europee
Dott.ssa INES CALOISI
Segretario Regionale M.F.E. Lazio
L’incontro avrà luogo presso la sede del Circolo in
Via di Macchia Saponara n. 199 (angolo Via Euripide)- Axa_Roma
giovedì 27 ottobre 2011
"L'inferno di Sarang" da Emiliano Boschetto
“Per un immigrato – ha detto Jean-Léonard Touadi durante un dibattito sull’immigrazione – i documenti sono questione di vita o di morte”. Parole simili a quelle che deve aver pensato anche Sarang quando, dopo aver messo in salvo la moglie e la figlia neonata, si è accorto di non avere con se i documenti. Non ci ha pensato due volte – ci hanno raccontato i suoi amici. E’ tornato in quell’inferno d’acqua per salvare - una seconda volta - la sua vita e quella dei suoi cari (perché senza il permesso di soggiorno puoi avere salva la vita ma non la tua esistenza). Il muro del seminterrato dove abitava però, non si è dimostrato solido ed impenetrabile come quello dell’indifferenza ma, come questa, l’ha sepolto.
Non voglio parlare dell’assurdità di perdere la vita in questo modo nel 2011 o del fatto che accada in una delle più importanti capitali dell’occidente. E neanche voglio fare disquisizioni sulla barbara cementificazione o sul dissesto idrogeologico del territorio capitolino. Non mi interessa. Non ora.
Adesso voglio solo sentire fino in fondo il sapore amaro di questa morte, tragica metafora della vita degli immigrati in Italia. Perché se rischi di morire per un pezzo di carta - dannazione - vuol dire che la tua esistenza senza quel documento non è vita. Ma c’è di più. Perché il permesso di soggiorno non è un diritto legato ad alcune precise condizioni di legge, ma piuttosto un incrocio fra una concessione divina ed un 6 al superenalotto, uno strumento che pone le fondamenta del diritto all’esistenza civica di uno straniero sull’arbitrio e la discrezione. Perché aumentare i requisiti e i costi per ottenere il permesso - come se per esistere dovessi chiedere l’autorizzazione a qualcuno! - senza dare certezze sui tempi e sui modi significa voler porre migliaia di esistenze nella precarietà, vuol dire voler creare quella ‘clandestinità’ – parola maledetta e barbara marchiata a fuoco ora anche nelle nostre leggi – che si dice di voler combattere. Perché, cari signori, non sono i ‘clandestini’ il problema, ma la ‘clandesinità’ che voi in questo modo alimentate.
Non pretendiamo un diritto buono verso i migranti; né ci aspettiamo - purtroppo - leggi giuste nei loro confronti. Sarebbe già una conquista avere norme razionali, chiare e puntuali, riferimenti certi per le esistenze già complicate dei cittadini stranieri. E invece il diritto dell’immigrazione in Italia è vessatorio. Una serie di norme che sembrano rivolte a punire “chi ce l’ha fatta” piuttosto che a guidare la società verso un’integrazione necessaria, magari difficile, ma inevitabile, nel rispetto reciproco e nell’interesse comune di chi arriva in Italia e di chi è qui da sempre.
Non conoscevo Sarang personalmente, ma di ragazzi come lui ne incontriamo tanti. Persone che si ammazzano di lavoro e poi, la sera, vengono ad imparare l’italiano, per capire e farsi capire, per colmare distanze solo apparenti, riempire di senso le vicinanze. Ragazzi che ti guardano con una riconoscenza imbarazzante per un “a, e, i, o, u” mentre non immaginano che regalo stiano facendo loro a tutti noi, lettera dopo lettera, parola dopo parola, sorriso dopo sorriso, stabilendo l’unico linguaggio che possa consentire di costruire una società moderna e civile.
Non stiamo parlando del migliore dei mondi possibili, forse neanche serve, ma semplicemente di una terra dove Sarang non sarà più costretto a rituffarsi nell’inferno per salvare il proprio diritto alla vita.
Emiliano Boschetto – presidente C.I.A.O. onlus
Non voglio parlare dell’assurdità di perdere la vita in questo modo nel 2011 o del fatto che accada in una delle più importanti capitali dell’occidente. E neanche voglio fare disquisizioni sulla barbara cementificazione o sul dissesto idrogeologico del territorio capitolino. Non mi interessa. Non ora.
Adesso voglio solo sentire fino in fondo il sapore amaro di questa morte, tragica metafora della vita degli immigrati in Italia. Perché se rischi di morire per un pezzo di carta - dannazione - vuol dire che la tua esistenza senza quel documento non è vita. Ma c’è di più. Perché il permesso di soggiorno non è un diritto legato ad alcune precise condizioni di legge, ma piuttosto un incrocio fra una concessione divina ed un 6 al superenalotto, uno strumento che pone le fondamenta del diritto all’esistenza civica di uno straniero sull’arbitrio e la discrezione. Perché aumentare i requisiti e i costi per ottenere il permesso - come se per esistere dovessi chiedere l’autorizzazione a qualcuno! - senza dare certezze sui tempi e sui modi significa voler porre migliaia di esistenze nella precarietà, vuol dire voler creare quella ‘clandestinità’ – parola maledetta e barbara marchiata a fuoco ora anche nelle nostre leggi – che si dice di voler combattere. Perché, cari signori, non sono i ‘clandestini’ il problema, ma la ‘clandesinità’ che voi in questo modo alimentate.
Non pretendiamo un diritto buono verso i migranti; né ci aspettiamo - purtroppo - leggi giuste nei loro confronti. Sarebbe già una conquista avere norme razionali, chiare e puntuali, riferimenti certi per le esistenze già complicate dei cittadini stranieri. E invece il diritto dell’immigrazione in Italia è vessatorio. Una serie di norme che sembrano rivolte a punire “chi ce l’ha fatta” piuttosto che a guidare la società verso un’integrazione necessaria, magari difficile, ma inevitabile, nel rispetto reciproco e nell’interesse comune di chi arriva in Italia e di chi è qui da sempre.
Non conoscevo Sarang personalmente, ma di ragazzi come lui ne incontriamo tanti. Persone che si ammazzano di lavoro e poi, la sera, vengono ad imparare l’italiano, per capire e farsi capire, per colmare distanze solo apparenti, riempire di senso le vicinanze. Ragazzi che ti guardano con una riconoscenza imbarazzante per un “a, e, i, o, u” mentre non immaginano che regalo stiano facendo loro a tutti noi, lettera dopo lettera, parola dopo parola, sorriso dopo sorriso, stabilendo l’unico linguaggio che possa consentire di costruire una società moderna e civile.
Non stiamo parlando del migliore dei mondi possibili, forse neanche serve, ma semplicemente di una terra dove Sarang non sarà più costretto a rituffarsi nell’inferno per salvare il proprio diritto alla vita.
Emiliano Boschetto – presidente C.I.A.O. onlus
martedì 25 ottobre 2011
Sopralluogo degli esponenti PD di Roma e Lazio a Infernetto e Casal Bernocchi
Mercoledì 26 ottobre, a partire dalle 9.30 esponenti del PD di Roma e del Lazio faranno un sopralluogo all’Infernetto e a Casal Bernocchi per verificare i danni causati dal maltempo a seguito della cattiva manutenzione di strade e fossi della Capitale. Saranno presenti, tra gli altri, il Capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino, il Capogruppo PD in Consiglio Comunale, Umberto Marroni, il Capogruppo del XIII Municipio, Andrea Tassone.
sabato 15 ottobre 2011
Che "genere" di politica? Verso il FORUM delle donne democratiche del XIII Municipio
Introduce
Andrea Storri Segretario Municipio XIII
Contributi
Valeria Fedeli Comitato promotore Senonoraquando nazionale
Emanuela Droghei Responsabile welfare PD Roma
Conclude
Roberta Agostini Responsabile Conferenza Nazionale Donne PD
Verso il forum delle donne democratiche
Dopo l’ampio e ricco dibattito all’indomani della manifestazione del 13 febbraio di quest’anno, indetta da “Se non ora quando?” e dopo la riflessione imposta dalle note vicende politiche che caratterizzano il nostro paese sempre più negativamente, il forum deve significare, innanzi tutto un luogo di sintesi di idee, spunti e proposte sul ruolo della donna nella politica, la cultura, la società.
Si deve riavviare, a partire dai nostri spazi politici, il dibattito che vede al centro le questioni di genere e rilanci il protagonismo delle donne, perché troppo a lungo ci sono stati silenzio, distrazione e indifferenza. Da qui, l’idea del forum, ossia una rete di donne, aperta naturalmente agli uomini amici, che si pone sia come elaborazione di idee che come centro di ascolto e di confronto, perché le esigenze di tutte, a partire dalle nostre iscritte, trovino spazio e risposte. Le donne devono ritrovare la voglia e la forza di parlare al Partito Democratico, perché la politica ritrovi un concreto senso di appartenenza.
Il progetto del forum dovrà avere un momento di presentazione e ufficialità attraverso un’assemblea pubblica che si svolgerà all’Aris Garden il 25 ottobre.
Questa assemblea è pensata non solo come passaggio formale del percorso o come semplice presentazione del forum ma anche come importante occasione di discussione e di informazione.
Gli spunti di dibattito sono suggeriti dalla gravità della situazione attuale, che significa in primo luogo affrontare il tema della crisi economica e del welfare, per le logiche conseguenze che tutto questo ha nella vita personale, sociale, culturale delle donne.
Andrea Storri Segretario Municipio XIII
Contributi
Valeria Fedeli Comitato promotore Senonoraquando nazionale
Emanuela Droghei Responsabile welfare PD Roma
Conclude
Roberta Agostini Responsabile Conferenza Nazionale Donne PD
Verso il forum delle donne democratiche
Dopo l’ampio e ricco dibattito all’indomani della manifestazione del 13 febbraio di quest’anno, indetta da “Se non ora quando?” e dopo la riflessione imposta dalle note vicende politiche che caratterizzano il nostro paese sempre più negativamente, il forum deve significare, innanzi tutto un luogo di sintesi di idee, spunti e proposte sul ruolo della donna nella politica, la cultura, la società.
Si deve riavviare, a partire dai nostri spazi politici, il dibattito che vede al centro le questioni di genere e rilanci il protagonismo delle donne, perché troppo a lungo ci sono stati silenzio, distrazione e indifferenza. Da qui, l’idea del forum, ossia una rete di donne, aperta naturalmente agli uomini amici, che si pone sia come elaborazione di idee che come centro di ascolto e di confronto, perché le esigenze di tutte, a partire dalle nostre iscritte, trovino spazio e risposte. Le donne devono ritrovare la voglia e la forza di parlare al Partito Democratico, perché la politica ritrovi un concreto senso di appartenenza.
Il progetto del forum dovrà avere un momento di presentazione e ufficialità attraverso un’assemblea pubblica che si svolgerà all’Aris Garden il 25 ottobre.
Questa assemblea è pensata non solo come passaggio formale del percorso o come semplice presentazione del forum ma anche come importante occasione di discussione e di informazione.
Gli spunti di dibattito sono suggeriti dalla gravità della situazione attuale, che significa in primo luogo affrontare il tema della crisi economica e del welfare, per le logiche conseguenze che tutto questo ha nella vita personale, sociale, culturale delle donne.
venerdì 7 ottobre 2011
Piccola Palocco..... continua!
qui di seguito riportiamo, per chi non frequentasse Facebook, l'esito della riunione su Piccola Palocco con il rappresentante del Sindaco e i Comitati di Quartiere, così come apparsa sul gruppo NO PICCOLA PALOCCO costituitosi su FB.
Subito dopo trovate le mie osservazioni e riflessioni già pubblicate anch'esse su FB.
"Terminata alle ore 16,35 la riunione con il dott. Lucarelli, segretario del Sindaco Alemanno.
Presenti, oltre ai rappresentanti dei Comitati già noti (Axa Sicura, SOS Colombo, Amici della Madonnetta, Roma XIII EST, Civico Ambiente, tutela e difesa del cittadino, Comitato via Lisippo, Palocconline)
anche il nostro Presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani con il quale vi è stato un primo scambio di vedute in attesa del dott. Lucarelli in leggero ritardo (forse imbottigliato nel traffico della colombo?! ndr).
In questa prima parte dell'incontro è emersa una originale e curiosa teoria del nostro Presidente Vizzani, secondo la quale
"non avendo il comune i soldi per migliorare strade, viabilità e infrastrutture varie ormai al collasso, bisognerà continuare a far costruire per trovare altri fondi."
Sue testuali parole: "se non accettate Piccola Palocco, voi a Roma non ci arriverete mai".
Inutile dire che ne abbiamo apprezzato l'intento chiaramente provocatorio;)
Alle ore 15,50 è iniziato l'incontro vero e proprio con il dott. Lucarelli che ci ha ascoltato con attenzione, anche se il tempo è stato insufficiente per dare il giusto spazio a tutti.
Moderatore il sig. Vittorio Salvatore che ha introdotto e illustrato gli argomenti e le ragioni del NO dei cittadini nei confronti del progetto Piccola Palocco.
A seguire una relazione tecnica sui problemi di viabilità e traffico, molto esauriente e puntuale, da parte del sig. De Falco.
Francesco Longo (AXA), Adirana Fornaro (Madonnetta) e Gianfranco Casini (SOS Colombo) hanno completato le varie argomentazioni.
Alcune note per il Comitato Roma XIII EST della Sig.a Claudia Antolini.
Dopo averci ascoltato il Dott. Lucarelli ha preso l'impegno di tornare da noi FRA 10 GIORNI per dare risposte ai numerosi quesiti e alle eccezioni tecniche e sostanziali sollevate dai Comitati.
Principalmente sui seguenti argomenti:
- mancanza di una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) indispensabile alla regolarità dei lavori
- controllo della regolarità del meccanismo partecipativo
- situazione idrogeologica del territorio (fognature, depuratore, canali...)
- situazione ambientale: in particolare sull'abbattimento dei pini
- situazione viaria e controllo della fattibilità e realizzabilità degli allargamenti viari in progetto."
"Aspettiamo con ansia le risposte che il Dott. Lucarelli vorrà darci fra una decina di giorni. E in questo tempo continueremo il nostro lavoro sul territorio e negli ambiti che ci sono propri per portare avanti le ragioni di questo NO deciso della popolazione alla costruzione di Piccola Palocco.
In questi mesi abbiamo raccolto centinaia di firme di cittadini, abbiamo monitorato costantemente i passaggi che in municipio e in comune venivano fatti sull'argomento.
Abbiamo tenuta alta l'attenzione per impedire che Piccola Palocco finisse nel dimenticatoio e venisse approvata grazie, anche, alla distrazione generale.
"Disturbiamo spesso" i piani alti della politica perché sentano forte la nostra determinazione.
Eppure le forze politiche del territorio sono state esplicitamente escluse da questa riunione.
Come se i circoli territoriali di un partito avessero qualcosa di diverso e "malato" rispetto ai Comitati o alle Associazioni che si occupano di territorio.
Come se un circolo PD di Casalpalocco e Axa non fosse fatto da cittadini di questi quartieri con gli stessi interessi, diritti e obbiettivi degli altri cittadini.
Come se un circolo politico non fosse fatto di persone e di azioni da valutare singolarmente piuttosto che sullo sfondo di "peccati originali" affibbiati a torto o a ragione al passato.
In questo momento sarebbe bello e auspicabile mettere da parte personalismi e attribuzioni di merito. Non è questa la priorità.
E' importante invece unire tutte le forze che stanno puntando allo stesso obbiettivo.
Non è della politica che si deve aver paura, ma di chi la politica la lascia fare agli altri o ancora peggio la fa subdolamente dietro le quinte.
Noi continuiamo per la nostra strada forti anche del consenso di tanti cittadini e siamo SEMPRE aperti e disponibili a mettere a disposizione le nostre forze, le nostre capacità e il nostro tempo."
Subito dopo trovate le mie osservazioni e riflessioni già pubblicate anch'esse su FB.
"Terminata alle ore 16,35 la riunione con il dott. Lucarelli, segretario del Sindaco Alemanno.
Presenti, oltre ai rappresentanti dei Comitati già noti (Axa Sicura, SOS Colombo, Amici della Madonnetta, Roma XIII EST, Civico Ambiente, tutela e difesa del cittadino, Comitato via Lisippo, Palocconline)
anche il nostro Presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani con il quale vi è stato un primo scambio di vedute in attesa del dott. Lucarelli in leggero ritardo (forse imbottigliato nel traffico della colombo?! ndr).
In questa prima parte dell'incontro è emersa una originale e curiosa teoria del nostro Presidente Vizzani, secondo la quale
"non avendo il comune i soldi per migliorare strade, viabilità e infrastrutture varie ormai al collasso, bisognerà continuare a far costruire per trovare altri fondi."
Sue testuali parole: "se non accettate Piccola Palocco, voi a Roma non ci arriverete mai".
Inutile dire che ne abbiamo apprezzato l'intento chiaramente provocatorio;)
Alle ore 15,50 è iniziato l'incontro vero e proprio con il dott. Lucarelli che ci ha ascoltato con attenzione, anche se il tempo è stato insufficiente per dare il giusto spazio a tutti.
Moderatore il sig. Vittorio Salvatore che ha introdotto e illustrato gli argomenti e le ragioni del NO dei cittadini nei confronti del progetto Piccola Palocco.
A seguire una relazione tecnica sui problemi di viabilità e traffico, molto esauriente e puntuale, da parte del sig. De Falco.
Francesco Longo (AXA), Adirana Fornaro (Madonnetta) e Gianfranco Casini (SOS Colombo) hanno completato le varie argomentazioni.
Alcune note per il Comitato Roma XIII EST della Sig.a Claudia Antolini.
Dopo averci ascoltato il Dott. Lucarelli ha preso l'impegno di tornare da noi FRA 10 GIORNI per dare risposte ai numerosi quesiti e alle eccezioni tecniche e sostanziali sollevate dai Comitati.
Principalmente sui seguenti argomenti:
- mancanza di una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) indispensabile alla regolarità dei lavori
- controllo della regolarità del meccanismo partecipativo
- situazione idrogeologica del territorio (fognature, depuratore, canali...)
- situazione ambientale: in particolare sull'abbattimento dei pini
- situazione viaria e controllo della fattibilità e realizzabilità degli allargamenti viari in progetto."
"Aspettiamo con ansia le risposte che il Dott. Lucarelli vorrà darci fra una decina di giorni. E in questo tempo continueremo il nostro lavoro sul territorio e negli ambiti che ci sono propri per portare avanti le ragioni di questo NO deciso della popolazione alla costruzione di Piccola Palocco.
In questi mesi abbiamo raccolto centinaia di firme di cittadini, abbiamo monitorato costantemente i passaggi che in municipio e in comune venivano fatti sull'argomento.
Abbiamo tenuta alta l'attenzione per impedire che Piccola Palocco finisse nel dimenticatoio e venisse approvata grazie, anche, alla distrazione generale.
"Disturbiamo spesso" i piani alti della politica perché sentano forte la nostra determinazione.
Eppure le forze politiche del territorio sono state esplicitamente escluse da questa riunione.
Come se i circoli territoriali di un partito avessero qualcosa di diverso e "malato" rispetto ai Comitati o alle Associazioni che si occupano di territorio.
Come se un circolo PD di Casalpalocco e Axa non fosse fatto da cittadini di questi quartieri con gli stessi interessi, diritti e obbiettivi degli altri cittadini.
Come se un circolo politico non fosse fatto di persone e di azioni da valutare singolarmente piuttosto che sullo sfondo di "peccati originali" affibbiati a torto o a ragione al passato.
In questo momento sarebbe bello e auspicabile mettere da parte personalismi e attribuzioni di merito. Non è questa la priorità.
E' importante invece unire tutte le forze che stanno puntando allo stesso obbiettivo.
Non è della politica che si deve aver paura, ma di chi la politica la lascia fare agli altri o ancora peggio la fa subdolamente dietro le quinte.
Noi continuiamo per la nostra strada forti anche del consenso di tanti cittadini e siamo SEMPRE aperti e disponibili a mettere a disposizione le nostre forze, le nostre capacità e il nostro tempo."
mercoledì 28 settembre 2011
Idee e proposte del PD contro i tagli del centrodestra
Esterno Montino, Nicola Zingaretti, Fabio Melilli, Ileana Argentin, Vannino Chiti
Giovedì 6 Ottobre 2011 presso il Consiglio regionale del Lazio in via della Pisana 1302 alle ore 11:00
insieme a consiglieri regionali, sindaci, amministratori provinciali, comunali e dei Municipi di Roma per discutere dei tagli e del blocco dei pagamenti imposti dal centro destra. SOno a rischio servizi essenziali ai cittadini, opere pubbliche, mobilità, scuole e formazione, servizi socio-sanitari.
Giovedì 6 Ottobre 2011 presso il Consiglio regionale del Lazio in via della Pisana 1302 alle ore 11:00
insieme a consiglieri regionali, sindaci, amministratori provinciali, comunali e dei Municipi di Roma per discutere dei tagli e del blocco dei pagamenti imposti dal centro destra. SOno a rischio servizi essenziali ai cittadini, opere pubbliche, mobilità, scuole e formazione, servizi socio-sanitari.
lunedì 26 settembre 2011
Piccola Palocco: ultime battute
Il nostro circolo ha focalizzato negli ultimi mesi la propria attenzione sulla questione Piccola Palocco. Lo ha fatto per l'importanza materiale e anche simbolica che gli esiti di questo scellerato progetto potrebbero portare alla popolazione limitrofa e a tutto il territorio del XIII. Opporsi fino all'ultimo vuol dire per noi dare un messaggio inequivocabile a tutte le forze politiche in campo - cui è delegata la scelta e impostazione urbanistica del nostro territorio- che siamo stanchi di subire decisioni e progetti privi di una pianificazione degna di questo nome.
Opporsi fino all'ultimo è necessario per comunicare con chiarezza che i nostri quartieri non possono essere usati come miniere di spazi vuoti da riempire di metricubi senza strategie e investimenti a breve e lungo termine che consentano l'adeguamento delle infrastrutture e il miglioramento della qualità di vita degli abitanti.
Questi ultimi sono stati mesi di lavoro intenso per il nostro gruppo, per essere sempre aggiornati e vigili su quanto si stava muovendo a livello municipale e comunale. Per sensibilizzare il più possibile tutte le forze in campo alle richieste legittime e incalzanti degli abitanti.
Siamo quindi a fianco di tutti i comitati di quartiere interessati e sosteniamo con forza e determinazione la posizione di "no assoluto" alla costruzione di questo nuovo quartiere che aggiungerebbe altro caos in una zona già fin troppo congestionata.
A breve, l’Assemblea Capitolina si riunirà per varare definitivamente il progetto.
Opporsi fino all'ultimo è necessario per comunicare con chiarezza che i nostri quartieri non possono essere usati come miniere di spazi vuoti da riempire di metricubi senza strategie e investimenti a breve e lungo termine che consentano l'adeguamento delle infrastrutture e il miglioramento della qualità di vita degli abitanti.
Questi ultimi sono stati mesi di lavoro intenso per il nostro gruppo, per essere sempre aggiornati e vigili su quanto si stava muovendo a livello municipale e comunale. Per sensibilizzare il più possibile tutte le forze in campo alle richieste legittime e incalzanti degli abitanti.
Siamo quindi a fianco di tutti i comitati di quartiere interessati e sosteniamo con forza e determinazione la posizione di "no assoluto" alla costruzione di questo nuovo quartiere che aggiungerebbe altro caos in una zona già fin troppo congestionata.
A breve, l’Assemblea Capitolina si riunirà per varare definitivamente il progetto.
Da Palocconline è partita giorni fa una richiesta su FB per convocare un assemblea pubblica su Piccola Palocco prima di quest'ultima riunione. Dopo qualche giorno di silenzio ecco che i comitati di zona annunciano un loro incontro per organizzare una manifestazione di protesta che possa ancora una volta rendere visibile l’opposizione dei cittadini a questa ennesima cementificazione.
Noi insieme a loro manifesteremo in tutte le forme utili contro la "violenza a colpi di cemento" perpetrata ormai quotidianamente ai nostri quartieri ed ai loro abitanti.
lunedì 5 settembre 2011
Il Pd di Roma sostiene le iniziative sindacali contro la manovra economica del Governo.
Il Pd Roma partecipa allo sciopero generale indetto dalla Cgil.
L’appuntamento è alle ore 9 a Piazza della Repubblica.L’ultima versione della manovra, più volta a salvaguardare alcuni interessi anziché l’intero Paese dai mercati, non soddisfa il Partito Democratico di Roma che ritiene necessario battersi contro di essa, senza indugi.
“L’oscenità della manovra” – asserisce il Segretario del Pd di Roma, Marco Miccoli – “consiste nel non punire gli evasori, nell’uccidere gli enti locali non proponendo alcun elemento utile a far crescere il Paese”.
Anche per questi motivi il Pd di Roma aderirà alle manifestazioni organizzate in questi giorni dalle forze del lavoro e dalle organizzazioni sindacali allo scopo di ottenere la cancellazione delle misure più inique e vessatorie, in particolare quelle nei confronti dei ceti sociali più deboli e più esposti al vento della crisi.
Un forte, deciso e convinto appello ai propri militanti e simpatizzanti a partecipare e sostenere le due manifestazioni pubbliche che si svolgeranno nei prossimi giorni contro i provvedimenti del governo: il sit-in di protesta convocato dalla Cisl e dalla Uil giovedì 1 settembre di fronte al Senato; la manifestazione territoriale di Roma indetta dalla Cgil in occasione dello sciopero generale del 6 settembre.
Per tutta la direzione: “In un momento di così grave difficoltà per il nostro Paese e per la società italiana è giusto sostenere tutti i momenti di lotta e mobilitazione democratica per impedire che al dramma della crisi si aggiunga il danno di soluzioni in cui pagano sempre gli stessi senza intravedere una via di uscita credibile”.
Il Segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, appreso il disaccordo del Sindaco capitolino Alemanno nei confronti della manovra concepita dal suo stesso governo, esorta il primo cittadino alla coerenza, a sostenere, quindi, le iniziative delle parti sociali contro il provvedimento del Governo, del Pdl e di Silvio Berlusconi.
ACQUA, BENI COMUNI E DEMOCRAZIA: INDIETRO NON SI TORNA!
Mercoledì 7 settembre, dalle ore 11.00 - Piazza Navona
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sarà nei prossimi giorni nuovamente in piazza, a Roma e in altre città, per contrastare l'approvazione di una manovra economica iniqua e sbagliata. Una manovra che da un lato colpisce pesantemente le fasce più deboli della popolazione, dall'altro attacca anche i principi costituzionali fondamentali, da quelli legati al mondo del lavoro fino alla stessa democrazia. Il popolo italiano, nei referendum di giugno, ha infatti detto un chiaro no alla cessione al mercato dei beni comuni e no ai profitti sull'acqua, e lo ha fatto attraverso una grande partecipazione popolare che nessun governo può permettersi di calpestare. Attraverso il provvedimento in discussione al Senato si tenta invece di reinserire la privatizzazione dei servizi pubblici locali, riproponendo sfacciatamente all'art.4 parti di quel decreto Ronchi sonoramente bocciato dai referendum e spingendo gli enti locali a svendere le proprie aziende.
Non sono quindi solo l'acqua e i beni comuni, ma la stessa democrazia e lo stato sociale ad essere in pericolo: si tratta di scegliere tra il mercato, che ha prodotto la crisi che tutt* noi stiamo pagando, e i diritti fondamentali di un popolo.
Per questo il Comitato Referendario Romano "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" invita tutte/i le cittadine e i cittadini e tutte le realtà che hanno reso possibile la grande vittoria del 12/13 giugno 2011 a scendere nuovamente in piazza per affermare insieme che su Acqua, Beni Comuni e Democrazia indietro non si torna!
L'appuntamento è il 7 settembre per le ore 11.00 a Piazza Navona, per un presidio permanente che proseguirà alle 18.00 con un'assemblea cittadina aperta a tutti coloro che si battono per i beni comuni e contro questa manovra, dopo la quale rimarremo in piazza per una cena sociale.
Comitato Referendario Romano "2 Sì per l'Acqua Bene Comune"
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sarà nei prossimi giorni nuovamente in piazza, a Roma e in altre città, per contrastare l'approvazione di una manovra economica iniqua e sbagliata. Una manovra che da un lato colpisce pesantemente le fasce più deboli della popolazione, dall'altro attacca anche i principi costituzionali fondamentali, da quelli legati al mondo del lavoro fino alla stessa democrazia. Il popolo italiano, nei referendum di giugno, ha infatti detto un chiaro no alla cessione al mercato dei beni comuni e no ai profitti sull'acqua, e lo ha fatto attraverso una grande partecipazione popolare che nessun governo può permettersi di calpestare. Attraverso il provvedimento in discussione al Senato si tenta invece di reinserire la privatizzazione dei servizi pubblici locali, riproponendo sfacciatamente all'art.4 parti di quel decreto Ronchi sonoramente bocciato dai referendum e spingendo gli enti locali a svendere le proprie aziende.
Non sono quindi solo l'acqua e i beni comuni, ma la stessa democrazia e lo stato sociale ad essere in pericolo: si tratta di scegliere tra il mercato, che ha prodotto la crisi che tutt* noi stiamo pagando, e i diritti fondamentali di un popolo.
Per questo il Comitato Referendario Romano "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" invita tutte/i le cittadine e i cittadini e tutte le realtà che hanno reso possibile la grande vittoria del 12/13 giugno 2011 a scendere nuovamente in piazza per affermare insieme che su Acqua, Beni Comuni e Democrazia indietro non si torna!
L'appuntamento è il 7 settembre per le ore 11.00 a Piazza Navona, per un presidio permanente che proseguirà alle 18.00 con un'assemblea cittadina aperta a tutti coloro che si battono per i beni comuni e contro questa manovra, dopo la quale rimarremo in piazza per una cena sociale.
Comitato Referendario Romano "2 Sì per l'Acqua Bene Comune"
sabato 3 settembre 2011
Importanti novità dal Comitato di quartiere sulla Questione Discarica
Per tutti i dettagli più tecnici Vi rimandiamo al sito del Comitato di Quartiere di Casalpalocco che offre esaurienti chiarimenti su quanto sta accadendo.
In breve Vi anticipiamo che il 31 Agosto scorso la Polizia Giudiziaria della Provincia di Roma ha posto sotto sequestro il cantiere della discarica.
E ancora Vi invitiamo a non effettuare i pagamenti dei bollettini inviati dal Consorzio prima di avere letto attentamente quanto riportato dal Comitato al link riportato qui sopra.
Nei prossimi giorni troverete nuovamente il gazebo alle Terrazze, fermatevi e dedicate alla questione qualche minuto del vostro tempo, vedrete che ne varrà la pena.
In breve Vi anticipiamo che il 31 Agosto scorso la Polizia Giudiziaria della Provincia di Roma ha posto sotto sequestro il cantiere della discarica.
E ancora Vi invitiamo a non effettuare i pagamenti dei bollettini inviati dal Consorzio prima di avere letto attentamente quanto riportato dal Comitato al link riportato qui sopra.
Nei prossimi giorni troverete nuovamente il gazebo alle Terrazze, fermatevi e dedicate alla questione qualche minuto del vostro tempo, vedrete che ne varrà la pena.
giovedì 4 agosto 2011
Buone vacanze a tutti, ma noi rimaniamo all'erta!
Questa settimana la politica si ferma. Da oggi al 22 agosto consigli municipali e comunali sospendono la propria attività.
Rimangono all’attenzione però molte questioni che riguardano il nostro territorio e i territori limitrofi: progetto edilizio “Piccola Palocco”, nuovo insediamento urbanistico di Malafede, Waterfront di Ostia e altro ancora.
Nelle ultime settimane il nostro circolo si è dato molto da fare perchè queste vere e proprie emergenze (per noi in particolare “Piccola Palocco” e Consorzio) non vengano dimenticate e rimangano all'attenzione dei nostri consiglieri municipali e comunali e di chi, nel nostro partito a Roma, si occupa dell'urbanistica.
Casalpalocco vive una estate molto intensa di avvenimenti il cui esito segnerà in modo incontrovertibile il futuro del territorio. Le vicende che riguardano la gestione consortile (poste all'evidenza grazie al grande lavoro di documentazione e comunicazione fatto dal Comitato di Quartiere) - per il quale il nostro Gruppo Municipale ha presentato un OdG che impegna il Presidente del XIII Municipio a convocare un tavolo istituzionale sulle problematiche del quartiere- come anche i rischi sottesi - alla riapertura dei lavori – al pericolo che il Consiglio Comunale approvi in tempi brevi il progetto edilizio “Piccola Palocco”.
Lo avevamo purtroppo paventato nel nostro comunicato del giugno scorso quando, a fronte di un parere negativo al progetto formulato dal nostro Consiglio Municipale, sottolineavamo la necessità di non abbassate la guardia e di mantenere accesa l’attenzione anche nel passaggio comunale.
Per questo nei giorni scorsi con Andrea Storri e Andrea Tassone – rispettivamente Segretario ed Capogruppo municipale - e Paolo Orneli – in qualità di membro della commissione urbanistica del XIII Municipio - abbiamo deciso di incontrare il responsabile Pd Roma per l'urbanistica- Mario Ciarla – e con lui abbiamo fissato un ulteriore riunione alla quale ha preso parte anche il consigliere Antonio Stampete, membro della commissione urbanistica del Comune. L’esito di queste riunioni ci ha garantito il loro impegno a sostenere le nostre rivendicazioni insieme a quello di presenziare ad una assemblea con i cittadini del territorio nel nostro circolo alla ripresa dei lavori a settembre. Sarà quella -nei nostri intenti- una occasione per fare pubblicamente il punto sulla situazione.
Dicevamo all'inizio, questa settimana la politica si ferma ma gli interessi in campo sono talmente forti da farci temere, da parte dell' attuale maggioranza capitolina, improvvisi sviluppi e colpi di scena, complice la naturale distrazione ed il fisiologico assopimento durante il periodo estivo.
Per questo la nostra scelta e il nostro dovere sono di non abbassare la guardia.
Noi quindi, alternandoci, abbiamo deciso di non “Chiudere per Ferie”…. rimaniamo a disposizione per segnalazioni, informazioni e chiarimenti. Basterà scriverci a circolopdpalocco.axa@gmail.com.
Buone vacanze a tutti
Maria Rita Moro
Coordinatrice Circolo PD di Casalpalocco e Axa
Rimangono all’attenzione però molte questioni che riguardano il nostro territorio e i territori limitrofi: progetto edilizio “Piccola Palocco”, nuovo insediamento urbanistico di Malafede, Waterfront di Ostia e altro ancora.
Nelle ultime settimane il nostro circolo si è dato molto da fare perchè queste vere e proprie emergenze (per noi in particolare “Piccola Palocco” e Consorzio) non vengano dimenticate e rimangano all'attenzione dei nostri consiglieri municipali e comunali e di chi, nel nostro partito a Roma, si occupa dell'urbanistica.
Casalpalocco vive una estate molto intensa di avvenimenti il cui esito segnerà in modo incontrovertibile il futuro del territorio. Le vicende che riguardano la gestione consortile (poste all'evidenza grazie al grande lavoro di documentazione e comunicazione fatto dal Comitato di Quartiere) - per il quale il nostro Gruppo Municipale ha presentato un OdG che impegna il Presidente del XIII Municipio a convocare un tavolo istituzionale sulle problematiche del quartiere- come anche i rischi sottesi - alla riapertura dei lavori – al pericolo che il Consiglio Comunale approvi in tempi brevi il progetto edilizio “Piccola Palocco”.
Lo avevamo purtroppo paventato nel nostro comunicato del giugno scorso quando, a fronte di un parere negativo al progetto formulato dal nostro Consiglio Municipale, sottolineavamo la necessità di non abbassate la guardia e di mantenere accesa l’attenzione anche nel passaggio comunale.
Per questo nei giorni scorsi con Andrea Storri e Andrea Tassone – rispettivamente Segretario ed Capogruppo municipale - e Paolo Orneli – in qualità di membro della commissione urbanistica del XIII Municipio - abbiamo deciso di incontrare il responsabile Pd Roma per l'urbanistica- Mario Ciarla – e con lui abbiamo fissato un ulteriore riunione alla quale ha preso parte anche il consigliere Antonio Stampete, membro della commissione urbanistica del Comune. L’esito di queste riunioni ci ha garantito il loro impegno a sostenere le nostre rivendicazioni insieme a quello di presenziare ad una assemblea con i cittadini del territorio nel nostro circolo alla ripresa dei lavori a settembre. Sarà quella -nei nostri intenti- una occasione per fare pubblicamente il punto sulla situazione.
Dicevamo all'inizio, questa settimana la politica si ferma ma gli interessi in campo sono talmente forti da farci temere, da parte dell' attuale maggioranza capitolina, improvvisi sviluppi e colpi di scena, complice la naturale distrazione ed il fisiologico assopimento durante il periodo estivo.
Per questo la nostra scelta e il nostro dovere sono di non abbassare la guardia.
Noi quindi, alternandoci, abbiamo deciso di non “Chiudere per Ferie”…. rimaniamo a disposizione per segnalazioni, informazioni e chiarimenti. Basterà scriverci a circolopdpalocco.axa@gmail.com.
Buone vacanze a tutti
Maria Rita Moro
Coordinatrice Circolo PD di Casalpalocco e Axa
lunedì 1 agosto 2011
A proposito dei mega-bollettini del consorzio per la discarica
In questi giorni stanno arrivando nelle case dei consorziati la raccomandata con allegati i "mega-bollettini" per il pagamento della discarica.
Consigliamo vivamente a tutti di recarsi presso lo stand del Comitato di Quartiere vicino a Carrefour per avere informazioni e delucidazioni sul da farsi.
Lo stand è aperto tutte le lattina fino a sabato ed il pomeriggio dalle 17.00 in poi da Lunedì a Venerdì.
Nel frattempo consultate anche il loro sito http://www.cdqpalocco.net/cdq/ sempre aggiornatissimo.
Consigliamo vivamente a tutti di recarsi presso lo stand del Comitato di Quartiere vicino a Carrefour per avere informazioni e delucidazioni sul da farsi.
Lo stand è aperto tutte le lattina fino a sabato ed il pomeriggio dalle 17.00 in poi da Lunedì a Venerdì.
Nel frattempo consultate anche il loro sito http://www.cdqpalocco.net/cdq/ sempre aggiornatissimo.
giovedì 14 luglio 2011
Ordine del giorno PD Municipio XIII sulle problematiche del consorzio di Casal Palocco
Municipio Roma XIII
Ordine del Giorno
Problematiche Consorzio Casalpalocco
Premesso che da diverso tempo giungono all’indirizzo del XIII Municipio e del Comune di Roma email e lettere di cittadini e comitati di Casalpalocco che esprimono una sempre maggiore preoccupazione per le sorti del loro Consorzio;
Considerato che in data 24/6 l’assemblea consortile di Casalpalocco ha bocciato le proposte di bilancio consuntivo 2010 e preventivo 2011 del Consorzio, di fatto esprimendo sfiducia nei confronti dell’operato del Presidente e del CdA dello stesso;
Considerato altresì che sempre nel corso dell’ultima assemblea consortile sono stati fortemente contestati i costi ingentissimi, a carico dei consorziati di Casalpalocco, relativi al ripristino della discarica di Via Ierocle (5 milioni di euro) e che, nonostante tali contestazioni, nonostante la bocciatura dei bilanci 2010 e 2011, nonostante una formale lettera di diffida inviata dal Comitato di Quartiere Casalpalocco, in questi giorni sono iniziati i lavori alla suddetta discarica, con abbattimenti di numerosi alberi e senza che tra l’altro sia stato esposto un qualsivoglia cartello che indichi le operazioni in corso e le necessarie autorizzazioni;
Tenuto conto che tali circostanze stanno ingenerando un clima di tensione sociale molto preoccupante e che, pur nel rispetto dell’autonomia del Consorzio, ciò non può lasciare indifferenti le istituzioni del Municipio XIII e del Comune di Roma;
il consiglio municipale
invita il CdA del Consorzio di Casalpalocco a voler sospendere ogni ulteriore azione posta in essere senza il necessario consenso da parte dei Consorziati e al tempo stesso invita la Polizia Municipale a voler verificare i titoli autorizzativi e la correttezza delle procedure fin qui adottate in merito ai lavori della discarica;
invita il CdA, nel rispetto assoluto dell’autonomia del Consorzio, a voler valutare l’opportunità di un passo indietro al fine di rispristinare un clima di confronto civile e sereno sui gravissimi problemi che sta vivendo il Consorzio, e che possono essere superati solamente a partire da una maggiore coesione sociale e dopo una puntuale verifica del consenso dei cittadini verso gli organi apicali dello stesso;
impegna il Presidente del XIII Municipio a voler convocare in tempi brevi un tavolo interistituzionale sulle problematiche di Casalpalocco, al fine di avviare a soluzione le annose questioni relative alle strade e alle aree verdi di Casalpalocco, tutelando i diritti dei consorziati e garantendo la salvaguardia del bene comune e degli spazi pubblici del quartiere.
Ordine del Giorno
Problematiche Consorzio Casalpalocco
Premesso che da diverso tempo giungono all’indirizzo del XIII Municipio e del Comune di Roma email e lettere di cittadini e comitati di Casalpalocco che esprimono una sempre maggiore preoccupazione per le sorti del loro Consorzio;
Considerato che in data 24/6 l’assemblea consortile di Casalpalocco ha bocciato le proposte di bilancio consuntivo 2010 e preventivo 2011 del Consorzio, di fatto esprimendo sfiducia nei confronti dell’operato del Presidente e del CdA dello stesso;
Considerato altresì che sempre nel corso dell’ultima assemblea consortile sono stati fortemente contestati i costi ingentissimi, a carico dei consorziati di Casalpalocco, relativi al ripristino della discarica di Via Ierocle (5 milioni di euro) e che, nonostante tali contestazioni, nonostante la bocciatura dei bilanci 2010 e 2011, nonostante una formale lettera di diffida inviata dal Comitato di Quartiere Casalpalocco, in questi giorni sono iniziati i lavori alla suddetta discarica, con abbattimenti di numerosi alberi e senza che tra l’altro sia stato esposto un qualsivoglia cartello che indichi le operazioni in corso e le necessarie autorizzazioni;
Tenuto conto che tali circostanze stanno ingenerando un clima di tensione sociale molto preoccupante e che, pur nel rispetto dell’autonomia del Consorzio, ciò non può lasciare indifferenti le istituzioni del Municipio XIII e del Comune di Roma;
il consiglio municipale
invita il CdA del Consorzio di Casalpalocco a voler sospendere ogni ulteriore azione posta in essere senza il necessario consenso da parte dei Consorziati e al tempo stesso invita la Polizia Municipale a voler verificare i titoli autorizzativi e la correttezza delle procedure fin qui adottate in merito ai lavori della discarica;
invita il CdA, nel rispetto assoluto dell’autonomia del Consorzio, a voler valutare l’opportunità di un passo indietro al fine di rispristinare un clima di confronto civile e sereno sui gravissimi problemi che sta vivendo il Consorzio, e che possono essere superati solamente a partire da una maggiore coesione sociale e dopo una puntuale verifica del consenso dei cittadini verso gli organi apicali dello stesso;
impegna il Presidente del XIII Municipio a voler convocare in tempi brevi un tavolo interistituzionale sulle problematiche di Casalpalocco, al fine di avviare a soluzione le annose questioni relative alle strade e alle aree verdi di Casalpalocco, tutelando i diritti dei consorziati e garantendo la salvaguardia del bene comune e degli spazi pubblici del quartiere.
martedì 12 luglio 2011
A proposito di province
| Davide Zoggia, responsabile Enti Locali Pd |
"Ieri il PD alla Camera si è astenuto sulla proposta di cancellazione delle Province perché non è cancellando una parola che si risolve il problema dei costi della politica. Esiste una nostra proposta per quanto riguarda il riordino complessivo del sistema delle autonomie locali e delle regioni e in questa si colloca anche quella specifica relativa alle province. Un riordino che non deve e non può avvenire indipendentemente da una nuova e più snella visione dello Stato, per fornire così servizi efficienti e non duplicazioni burocratiche.
Ecco perché non è sufficiente dire che si aboliscono le province. E’ facile demagogia tracciare un segno sulla parola province, sarebbe una operazione identica a quella fatta da Berlusconi con le grandi opere, con i famosi cartelloni pieni di segni che, da inchiostro, non si sono mai trasformati in infrastrutture.
La nostra proposta è concreta e riorganizza il settore con veri tagli e grandi possibilità di risparmio, essa è già depositata in parlamento ed è visibile sul nostro sito internet all’indirizzo partitodemocratico.it/leggeprovince
Se si vuole fare serio bisogna quindi dire a chi, una volta abolite , vanno le funzioni delle province, almeno quelle essenziali, come verrà dislocato il personale che oggi vi lavora. Altrimenti, parlare di costi della politica solo per le province diventa un modo per eludere il problema, per non affrontarlo mai sul serio.
E i tempi di questa nostra riforma saranno brevissimi. Il paese va riformato e riavvicinato alle esigenze dei cittadini e in questo ci stiamo impegnando.
Grazie per l'attenzione, aiutaci a diffondere la proposta del PD"
sabato 2 luglio 2011
martedì 7 giugno 2011
Piccola Palocco: bene il no, ma restiamo vigili
"Finalmente una buona notizia dal Municipio per i cittadini di Casalpalocco e Axa: il consiglio ha espresso parere negativo alla delibera sulla cosiddetta ‘Piccola Palocco’ ”.
E’ quanto dichiara in una nota Maria Rita Moro, coordinatrice del Circolo Pd Casalpalocco-Axa.
“Dopo un’iniziale e prolungata titubanza, anche la maggioranza di centrodestra si è convinta a fare l’unica scelta possibile: il no. L’atteggiamento fermo del Pd in municipio alla fine ha premiato. Accendere i riflettori ed opporsi ad un progetto edilizio scriteriato che infliggerebbe l’ennesima ferita al nostro martoriato territorio, si è rivelata una scelta giusta, merito dei gruppi municipali di opposizione, Pd in testa, dei comitati dei cittadini e dell’impegno che in queste ultime decisive settimane il Circolo Pd Casalpalocco-Axa ha profuso per mantenere viva l’attenzione sul tema. Abbiamo parlato con la cittadinanza, informando centinaia di abitanti che - con la loro firma - hanno dato un contributo determinante ad esprimere il profondo dissenso del nostro quartiere alla cementificazione selvaggia.
Ora però, nessuno abbassi la guardia, anche perché l’ordine del giorno presentato dal centrodestra rischia di offrire ancora pericolose sponde a spiacevoli blitz. L’impegno del Pd di Casalpalocco resterà quello di mantenere un’attenzione vigile sulla vicenda, accompagnandola passo passo fino alla conclusione del suo iter in Assemblea Capitolina".
Maria Rita Moro
Roma, 7 giugno 2011
giovedì 26 maggio 2011
lunedì 23 maggio 2011
Piccola Palocco: nota tecnica di Paolo Orneli
Giovedì prossimo, 26 maggio 2011, il consiglio del XIII Municipio dovrà esprimere un parere – non vincolante ma dal grande significato politico – sull'ennesimo progetto urbanistico della Giunta Alemanno: l'edificazione di circa 150.000 metri cubi di nuove case private su un terreno situato tra Via Macchia Saponara e Via dei Pescatori, tra Casalpalocco e Axa, terreno che il Nuovo Piano Regolatore di Roma aveva invece destinato a verde privato.
La delibera in questione è la numero 31/2011, protocollo 17529/2011 e il programma di trasformazione urbana è denominato “Piccola Palocco”: in pratica la Giunta Alemanno propone per il nostro territorio un Accordo di Programma in deroga al Piano Regolatore per realizzare sull'area verde di cui stiamo parlando case private per circa millecinquecento nuovi residenti, che saranno stipati in palazzine fino a cinque piani di altezza. Una nuova Palocco appunto, eufemisticamente chiamata “Piccola”.
Le aree su cui il Comune di Roma vuole far costruire questo nuovo quartiere sono di proprietà privata e secondo la delibera sopracitata (già approvata dalla giunta comunale) le cubature saranno assegnate, oltre che ai proprietari di queste aree (circa 40.000 metri cubi), anche attraverso due “compensazioni edificatorie”: la prima, più piccola, proveniente dall' Infernetto (sempre XIII Municipio), denominata “Ponte Fusano”; l'altra, di oltre 70.000 metri cubi (in pratica la metà dell'intero programma urbanistico), proveniente dal lontano IV Municipio (Casal Giudeo).
Dall'esame delle carte, a destare stupore è soprattutto la sproporzione esistente tra il valore immobiliare delle aree di Casal Giudeo nel IV Municipio (dove i cosidetti “diritti edificatori” della compensazione erano di circa 90.000 metri cubi) e il valore dell'area situata tra Casalpalocco e Axa, enormemente superiore. In pratica, in questo caso la compensazione sembra attribuire ai soggetti privati in questione un plusvalore molto elevato, derivante dalla differenza tra quanto avrebbero realizzato costruendo case a Casal Giudeo e quanto invece potranno realizzare costruendole a Casalpalocco.
Ma non è l'unica stranezza di questa delibera. Colpisce anche la pochezza delle opere pubbliche che si accompagneranno a tale trasformazione urbanistica. In un territorio che già oggi presenta una gravissima carenza di infrastrutture per la mobilità, nonché oggettivi problemi di tenuta dal punto di vista idraulico e della depurazione delle acque, questo nuovo quartiere non potrà non determinare un aggravamento della qualità della vita non soltanto per i residenti di Casalpalocco e Axa, ma per tutto il quadrante della città.
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| Paolo Orneli |
Incomprensibile appare anche il comportamento della destra municipale guidata da Giacomo Vizzani (PdL).
Fino ad ora, tranne qualche voce isolata (Cristiano Rasi, Riccardo Colagreco, il presidente del Consorzio di Casalpalocco Fabrizio Testa, quest'ultimo però stranamente timido e defilato), non c'è stata alcuna mobilitazione politica contro questo progetto da parte della destra locale. Solo un imbarazzato silenzio e qualche tentativo di “ragionare” su possibili aumenti dei contributi straordinari dei privati per realizzare qualche opera pubblica in più. Insomma, un profilo del tutto inadeguato rispetto a quanto stanno chiedendo da mesi cittadini, comitati di quartiere e associazioni del nostro territorio.
Forse il mio è un processo alle intenzioni. Magari sarò smentito giovedì mattina, quando il consiglio municipale dovrà votare su questa proposta di delibera. Ma intanto, ho il dovere di segnalare che molti consiglieri del PdL locale hanno finora scelto la via del silenzio: persone come Sergio Pannacci, Stefano Salvemme, Salvatore Colloca, Carmine Stornaiolo, Tommaso D'Annibale – solo per fare qualche nome – non hanno ancora espresso con chiarezza il loro orientamento. Come voteranno? E Giacomo Vizzani, Presidente del XIII Municipio: perchè in questi ultimi mesi non ha mai voluto prendere una posizione chiara di fronte ai cittadini rispetto a questo progetto urbanistico?
E' appena il caso di ricordare che associazioni, comitati e forze politiche (in primo luogo i Verdi) stanno raccogliendo firme da oltre un anno contro questo progetto. Lo scorso luglio, mentre molti andavano in vacanza, quasi cento cittadini hanno partecipato ad un incontro presso l'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Roma per ribadire il loro punto dei vista e proporre osservazioni alla delibera in questione. Osservazioni che purtroppo sono rimaste inascoltate.
Lo scorso fine settimana, ho partecipato all'iniziativa promossa alle Terrazze dal circolo Pd di Casalpalocco, per raccogliere altre firme contro il progetto “Piccola Palocco”. E lì ho potuto avere la conferma (con centinaia di adesioni in poche ore) di quanto sia vasta e trasversale l'opposizione dei cittadini a quello che comunemente è stato definito “l'ennesimo scempio” ai danni del nostro territorio.
Giovedì prossimo, il centrosinistra sarà unito per chiedere a gran voce la bocciatura di questa proposta di delibera (come avvenne nel 2008, quando il XIII Municipio era governato da noi e, di fronte ad una analoga proposta da parte dei costruttori, sempre sull'area di Via dei Pescatori, ci fu una nostra presa di posizione, chiara ed inequivocabile, che portò al ritiro del progetto).
Il Presidente Vizzani, e la destra che lo sostiene, fanno ancora in tempo ad ascoltare i cittadini del nostro territorio. A dire con forza “NO” a questa insensata, ennesima colata di cemento che finirebbe per penalizzare la qualità della via dei residenti del Municipio.
Un “NO” che non deve essere burocratico o di facciata, ma al quale deve corrispondere (perchè è ciò che chiedono a gran voce i cittadini di ogni colore politico che vivono tra Casalpalocco e Axa) una forte iniziativa politica di tutto il Municipio verso il Campidoglio, finalizzata ad ottenere il ritiro definitivo della proposta di delibera approvata dalla Giunta Alemanno. Se non ora, quando?
Giovedì mattina, 26 maggio 2011, a partire dalle 10, sarà un momento molto importante, che ci aiuterà finalmente a capire in quale direzione vuole andare la “classe dirigente” del nostro Municipio.
venerdì 20 maggio 2011
giovedì 19 maggio 2011
Presidio contro la cementificazione
La difesa del nostro territorio contro la scellerata cementificazione proposta dal Centro-Destra è un obiettivo che dobbiamo assolutamente raggiungere! Questo può essere fatto solo con l'aiuto di tutti, con l'intervento delle nostre forze politiche ma, sopratutto, con la mobilitazione di noi cittadini che non possiamo e non vogliamo subire un ulteriore deturpamento del territorio, un degrado della qualità della vita, una mobilità sempre più caotica ed esasperante!
Partecipiamo uniti al presidio che il Circolo PD CasalPalocco Axa ha organizzato presso il centro commerciale LE TERRAZZE, PIAZZALE FILIPPO IL MACEDONE, PARCHEGGIO CARREFOUR.
Insieme ai consiglieri municipali, che stanno lottando nelle sedi politiche contro il disegno di ridurre il nostro territorio in una colata di cemento, la nostra partecipazione massiccia e compatta è fondamentale!
VENITE A FIRMARE!!!
L'appuntamento è i giorni 21-22 e 28-29 maggio presso il Centro Commerciale Le Terrazze, Piazzale Filippo il Macedone, Parcheggio Carrefour. Sabato dalle 9.30 alle 19.00. Domenica dalle 9.00 alle 14.00.
GRAZIE
martedì 17 maggio 2011
Direzione PD su questione Piccola Palocco
Carissimi democratici e democratiche,
Martedì 17 ore 18 e' convocata la direzione PD
presso il circolo di Casalpalocco-Axa
(presso il Centro Commerciale Le Terrazze sopra Carrefour - ingresso scale davanti a Gonfalone).
Ordine del giorno:
Posizione del PD su lottizzazione urbanistica denominata Piccola Palocco.
La direzione e' aperta agli iscritti.
sul blog www.storri.net trovate i link per approfondire l'argomento.
Martedì 17 ore 18 e' convocata la direzione PD
presso il circolo di Casalpalocco-Axa
(presso il Centro Commerciale Le Terrazze sopra Carrefour - ingresso scale davanti a Gonfalone).
Ordine del giorno:
Posizione del PD su lottizzazione urbanistica denominata Piccola Palocco.
La direzione e' aperta agli iscritti.
sul blog www.storri.net trovate i link per approfondire l'argomento.
mercoledì 11 maggio 2011
Il Mediterraneo tra immigrazione, dialogo e crisi
Giovedì 19 maggio, ore 18.30-20.30
Incontro intorno al Tavolo del Mediterraneo - Love Difference di Michelangelo Pistoletto con il Gruppo di Riflessione su Asilo e Immigrazione.
Gli incontri di riflessione e analisi sull’immigrazione rappresentano un’esperienza originale svolta, da oltre 5 anni nel nostro paese, da un gruppo di intellettuali, operatori delle chiese e del sindacato, di ONG ed associazioni che operano a favore di immigrati, di giuristi, parlamentari e di alcune associazioni imprenditoriali, così come di membri di istituzioni pubbliche, di organizzazioni internazionali e amministrazioni, che hanno creato una rete per discutere dell’immigrazione, dell’asilo e delle loro problematiche, per affrontare i temi connessi al governo di tali fenomeni e per analizzare alcuni aspetti rilevanti della loro gestione.
L’incontro al MAXXI sarà presentato e coordinato da Daniela Carlà e Ugo Melchionda.
Incontro intorno al Tavolo del Mediterraneo - Love Difference di Michelangelo Pistoletto con il Gruppo di Riflessione su Asilo e Immigrazione.
Gli incontri di riflessione e analisi sull’immigrazione rappresentano un’esperienza originale svolta, da oltre 5 anni nel nostro paese, da un gruppo di intellettuali, operatori delle chiese e del sindacato, di ONG ed associazioni che operano a favore di immigrati, di giuristi, parlamentari e di alcune associazioni imprenditoriali, così come di membri di istituzioni pubbliche, di organizzazioni internazionali e amministrazioni, che hanno creato una rete per discutere dell’immigrazione, dell’asilo e delle loro problematiche, per affrontare i temi connessi al governo di tali fenomeni e per analizzare alcuni aspetti rilevanti della loro gestione.
L’incontro al MAXXI sarà presentato e coordinato da Daniela Carlà e Ugo Melchionda.
L’ITALIA E’ IL PAESE DOVE IL RICICLAGGIO DEL DENARO SPORCO AMMONTA AL DIECI PER CENTO DEL PIL
E DOVE IL “BUON” TREMONTI HA CANCELLATO LE NORME SULLA TRACCIABILITA’ DEI
PAGAMENTI.
Da La Repubblica. “Esiste in Italia una vera e propria industria del riciclaggio che vale
oltre il 10% del Pil, cioè più di 160 miliardi di euro, il doppio della media mondiale. Il
suo giro d`affari oltretutto cresce «in funzione dell`apertura internazionale dei mercati e
del ricorrere delle crisi economiche». Oggi i criminali arrivano «a sedere nei consigli di
amministrazione; contribuiscono all`assunzione di decisioni economiche, sociali e
politiche rilevanti». E` l`allarme di Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale della
Banca d`Italia. Nella sua definizione il riciclaggio rappresenta un «ponte» tra
criminalità e società civile che offre ai malviventi «gli strumenti per essere accolti e
integrati nel sistema», anziché «banditi» dalla società. E` un reato pericoloso. «Il denaro
sporco è di per sé"poco liquido",s pendibile senza difficoltà solo all`interno del circuito
illegale», avverte Tarantola, che si occupa da una vita di banche e controlli. «Ha dunque
un potere d`acquisto solo "potenziale" che il riciclaggio trasforma in effettivo». Spiega:
per ripulire i propri capitali illeciti il criminale ha bisogno di avvalersi «di operatori
economici operanti nei circuiti legali: banche,finanziarie, professionisti». Ha il potere di
«coinvolgere e corrompere». Elevato è il «rischio di cattura» nei confronti di quegli
operatori «inizialmente inconsapevoli della provenienza oscura dei fondi». Un
fenomeno inquietante. Nella visione della Banca d`Italia questi enormi flussi di denaro
illecito, come già denunciato dal governatore Draghi, assumono una certa rilevanza
pure sul piano macroeconomico; possono generare gravi distorsioni nell`economia
legale, minandone la stabilità”. …”solo con riferimento al 2010, le anticipazioni fornite
dalla Guardia di Finanza dicono che nell`anno sono state 4700 le segnalazioni sfociate
in procedimenti penali”.
Da ricordare: il primo provvedimento preso dal governo Berlusconi appena insediato
nel 2008 è stata la cancellazione dei provvedimenti per la tracciatura dei pagamenti
presi dal governo Prodi e fortemente voluto da Vincenzo Visco.
PAGAMENTI.
Da La Repubblica. “Esiste in Italia una vera e propria industria del riciclaggio che vale
oltre il 10% del Pil, cioè più di 160 miliardi di euro, il doppio della media mondiale. Il
suo giro d`affari oltretutto cresce «in funzione dell`apertura internazionale dei mercati e
del ricorrere delle crisi economiche». Oggi i criminali arrivano «a sedere nei consigli di
amministrazione; contribuiscono all`assunzione di decisioni economiche, sociali e
politiche rilevanti». E` l`allarme di Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale della
Banca d`Italia. Nella sua definizione il riciclaggio rappresenta un «ponte» tra
criminalità e società civile che offre ai malviventi «gli strumenti per essere accolti e
integrati nel sistema», anziché «banditi» dalla società. E` un reato pericoloso. «Il denaro
sporco è di per sé"poco liquido",s pendibile senza difficoltà solo all`interno del circuito
illegale», avverte Tarantola, che si occupa da una vita di banche e controlli. «Ha dunque
un potere d`acquisto solo "potenziale" che il riciclaggio trasforma in effettivo». Spiega:
per ripulire i propri capitali illeciti il criminale ha bisogno di avvalersi «di operatori
economici operanti nei circuiti legali: banche,finanziarie, professionisti». Ha il potere di
«coinvolgere e corrompere». Elevato è il «rischio di cattura» nei confronti di quegli
operatori «inizialmente inconsapevoli della provenienza oscura dei fondi». Un
fenomeno inquietante. Nella visione della Banca d`Italia questi enormi flussi di denaro
illecito, come già denunciato dal governatore Draghi, assumono una certa rilevanza
pure sul piano macroeconomico; possono generare gravi distorsioni nell`economia
legale, minandone la stabilità”. …”solo con riferimento al 2010, le anticipazioni fornite
dalla Guardia di Finanza dicono che nell`anno sono state 4700 le segnalazioni sfociate
in procedimenti penali”.
Da ricordare: il primo provvedimento preso dal governo Berlusconi appena insediato
nel 2008 è stata la cancellazione dei provvedimenti per la tracciatura dei pagamenti
presi dal governo Prodi e fortemente voluto da Vincenzo Visco.
venerdì 6 maggio 2011
martedì 3 maggio 2011
martedì 26 aprile 2011
Nota del mattino del Partito Democratico 26 aprile 2011
1. LIBIA. BERLUSCONI QUAL PIUMA AL VENTO F A L ’ENNESIMA GIRA VOL T A E PARLA DI BOMBARDAMENTI SENZA AVER AVVERTITO PARLAMENTO, OPPOSIZIONI E ALLEATI AL GOVERNO. PD: VENGA ALLE CAMERE.
«I nostri aerei non sparano e non spareranno». Parole di Silvio Berlusconi, un mese fa, quando il presidente italiano era «addolorato per Gheddafi», l’amico personale al quale aveva anche baciato la mano. Prima ancora non lo aveva voluto «disturbare» mentre il colonnello sparava sui suoi concittadini. Infine, si era allineato all’intervento, ma con pubblica riluttanza, quasi costretto dal ministro degli Esteri, Franco Frattini (lo ha lasciato trapelare più volte attraverso i giornalisti che lo seguono più da vicino). Ieri sera invece Berlusconi ha improvvisamente indossato i panni del guerriero e rendendo nota una telefonata con il presidente Usa, Barack Obama (della serie: noi grandi della terra decidiamo in quattro e quattro otto), ha annunciato che l’Italia bombarderà la Libia.
In realtà la decisione è stata presa giorni fa, durante la visita del presidente della commissione Esteri del Parlamento Usa, Kerry. Ma fino a ieri, quando Berlusconi ha avvertito Napolitano e poi emesso un comunicato, nessuno era stato informato: non il Parlamento, non le opposizioni. I ministri della Lega hanno fatto fuoco e fiamme contro questa scelta. Ma non è chiaro se davvero sono stati presi alla sprovvista e sono disposti ad andare fino in fondo o se hanno fatto una sceneggiata in pubblico ad uso e consumo del proprio elettorato, già consapevoli che poi in Consiglio dei ministri diranno sì.
Le forze dell`opposizione hanno chiesto un immediato dibattito parlamentare. Il fatto che Berlusconi nella telefonata con Obama abbia garantito la disponibilità italiana a raid aerei «mirati» senza passare per un preventivo coinvolgimento delle Camere è stato criticato da Pd, Idv e Udc. Gheddafi è sicuramente «un nemicodel popolo libico che l`Occidentedeve combattere» ha dichiarato Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, ma la partecipazione degli aerei italiani ai bombardamenti costituisce «una svolta improvvisa e inaspettata, di cui è fondamentale capire meglio le motivazioni». Per questo il Pd ha chiesto un dibattito in Parlamento, necessario anche per capire se le nuove regole d`ingaggio della nostra aereonautica rientrino nel dettato costituzionale e nelle scelte già fatte dall’Onu. In ogni caso, «non si può chiedere ai nostri piloti di partecipare ai bombardamenti con un governo diviso e con un Parlamento che ancora non ne ha discusso». I Democratici aspettano insomma il dibattito parlamentare e hanno fin d`ora fissato quali saranno i vincoli della loro posizione. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, lo ha detto chiaramente: «Il nostro riferimento continua ad essere la risoluzione 1973 dell`Onu. Se verranno confermati i confini di quella risoluzione il Pd non farà mancare il suo assenso». Fermo restando che «sono gravi le divisioni irresponsabili che continuano a manifestarsi dentro il governo, con la Lega che continua a prendere le distanze dalle decisioni di Berlusconi. Questo è un fatto per noi inaccettabile che testimonia della crisi continua e irreversibile di questo esecutivo».
2. POPULISMO, PROP AGANDA E AFF ARI. OGGI L ’INCONTRO TRA BERLUSCONI E SARKOZY A ROMA. SI CONCLUDERA’ CON UN ACCORDO SU SCHENGEN, IL SOSTEGNO A DRAGHI PER LA BCE E AFFARI PER PARIGI. LACTALIS LANCIA L’OPA SU PARMALAT.
Non si esclude che la fretta con la quale è stato annunciato il coinvolgimento italiano nei bombardamenti abbia avuto anche lo scopo di far sentire Berlusconi alla stessa altezza del bellicoso Sarkozy, il primo a partire contro Gheddafi. Oggi si svolgerà infatti a villa Madama, a Roma, l’incontro tra i due presidenti, entrambi alle prese con un drammatico calo di consenso interno e alla ricerca di continui colpi di teatro per riprendersi.
La riunione si concluderà con un possibile accordo sulla richiesta di fare il tagliando al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone all’interno dell’Ue (il che non risolve il problema dell’immigrazione, ma permette di mostrare i muscoli) e, forse, con il sostegno francese alla candidatura di Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, alla presidenza della Banca centrale europea. Ma sugli affari non è detto che fili tutto liscio: i francesi sono presenti nel capitale di Edison, gruppo energetico di prima grandezza, e vorrebbero acquisirne il controllo; A2a, colosso milanese e bresciano dell’energia che controlla un’altra quota del capitale della Edison, non intende mollare la presa. I francesi di Lactalis vorrebbero conquistare Parmalat ed hanno lanciato un’opa, offerta pubblica di acquisto. Il governo Berlusconi ha lanciato una crociata per l’italianità della società rinata dopo lo scandalo Tanzi. Ma a un’opa non si risponde con le intenzioni.
Una cosa comunque è già certa: l’incontro sarà un palcoscenico sul quale entrambi i presidenti oggi si esibiranno per fini interni, per mostrarsi ai propri elettori.
3. NAPOLITANO INDICA LA VIA DELLA RESPONSABILITA’. LA DESTRA CANDIDA BERLUSCONI AL QUIRINALE E SI APPRESTA A RIPRENDERE IL CAMMINO PER STRAVOLGERE LA COSTITUZIONE. Il PD AL CENTRO DELLO SCHIERAMENTO DELLE OPPOSIZIONI.
Il discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazi-fascismo è stato apprezzato da tutti. "Il 25 aprile festa della Liberazione si colloca quest'anno nella scia delle celebrazioni del centocinquantenario dell'Unità d'Italia che hanno nel marzo scorso toccato il culmine in tutto il paese. Nel richiamare entrambi gli anniversari i punti di contatto appaiono evidenti. Nonostante la distanza e la diversità dei periodi e degli eventi storici, ritroviamo le forze migliori della nazione impegnate a perseguire gli stessi grandi obbiettivi ideali: libertà, indipendenza, unità". "Quei valori già affermatisi attraverso il moto risorgimentale e sanciti con la nascita dello Stato nazionale italiano, dovettero essere a caro prezzo recuperati fra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945. Fu necessario riconquistare con le nostre forze - cooperando con gli eserciti alleati, senza attenderne passivamente i decisivi successi - le libertà negate dal fascismo, l'indipendenza violata dall'occupazione e dal dominio nazista, l'unità di un'Italia divisa in due". "Nel parlare - il 17 marzo scorso a Montecitorio - delle ardue prove superate nel corso della nostra storia di 150 anni" anche e in particolare "all'esperienza rigeneratrice della Resistenza come risposta a colpi durissimi e a rischi estremi vissuti dalla nazione. Dalla memoria e dalla viva consapevolezza di prove come quella possiamo trarre - voglio ripeterlo - la fiducia indispensabile per affrontare le sfide di oggi e del futuro. La complessità di queste sfide e delle incognite che vi si accompagnano, la difficoltà dei problemi che già ci si pongono e ci incalzano, richiedono un nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza. E' questa consapevolezza, è questa sollecitazione che abbiamo sentito esprimersi
nelle celebrazioni del centocinquantenario lo scorso marzo". "Certo, sono poi seguite settimane di aspra tensione nella vita istituzionale e nei rapporti politici, anche per l'avvicinarsi di normali scadenze elettorali. Ebbene, è nell'interesse comune - ha rilevato il Presidente Napolitano - che le esigenze della competizione in vista del voto non facciano prevalere una logica di acceso e cieco scontro; è nell'interesse comune che dal richiamo di oggi, 25 aprile, agli anni della Resistenza, della ricostruzione democratica e del rilancio economico, sociale e civile dell'Italia, dal richiamo a quelle grandi prove di impegno collettivo, venga lo stimolo a tener fermo quel che ci unisce e deve unirci come italiani. E parlo del lascito della Resistenza, dell'eredità di quell'Assemblea Costituente che sull'onda della Liberazione nacque insieme con la Repubblica". "Si proceda - ha concluso il Presidente della Repubblica - alle riforme considerate mature e necessarie, come in questi anni ho sempre auspicato; lo si faccia con la serietà che è doverosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali in cui tutti possono riconoscersi. Senza mettere in forse quei principi, e quella sintesi - così comprensiva e limpida - dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha nella sua Prima Parte sancito. Rendiamo così omaggio a coloro che combatterono e caddero sognando un'Italia libera, prospera e solidale, non più fatalmente lacerata, capace di rinnovare e rafforzare le basi della sua unità".
Discorso chiaro. Il Pdl ha tentato di strumentalizzarlo dicendo che le opposizioni dovrebbero seguirne l’insegnamento, non opponendosi così strenuamente alle riforme costituzionali. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha però chiarito immediatamente le cose: "Oggi il Capo dello Stato ha rivolto un quanto mai opportuno monito, in una data fondamentale che ricorda le radici della nostra Repubblica, al rispetto, nel pur necessario percorso di riforme che dovrebbe accompagnare la crescita del nostro Paese, dei valori e dei principi che sono alla base della nostra Costituzione. E' un monito e un appello che noi condividiamo e nel quale ci riconosciamo". "Io mi auguro che anche il Governo e la maggioranza vogliano, finalmente e non a parole, ascoltare con responsabilità le sacrosante parole del Capo dello Stato. Il chiaro ed esplicito riferimento fatto dal Presidente alla prima parte della nostra Carta mi sembra un evidente allarme lanciato contro quei tentativi espliciti ed impliciti che da settimane cercano di forzare e stravolgere la natura e le ragioni della nostra Costituzione. Tentativi che non sono certo venuti dalle forze di opposizione ma da esponenti della maggioranza e da un governo che di fatto, ricorrendo anche a forzature legislative, non riconosce quell'esperanto democratico che è la nostra Carta costituzionale".
A confermare la strumentalità delle posizioni della destra, ieri dal Pdl sono arrivate anche le prime esplicite proposte di candidare Berlusconi al Quirinale. «Con questa legge elettorale basta un voto in più per la Camera per avere la possibilità di eleggere il presidente della Repubblica. E credo che chi sta apprezzando adesso un`opera come quella del presidente Napolitano potrà bene immaginare, credo con un brivido, come potrebbe essere diversa la situazione, con Berlusconi al Quirinale» ha detto ieri il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, mentre partecipava a Milano al corteo per il 25 aprile. «Perché ormai è chiaro che perseguirà il massimo degli obiettivi, che il suo sogno è di una posizione di preminenza e non di equilibrio. Lo dico anche a chi ha un po` di puzza sotto il naso quando parlo di alleanze larghe per la ricostruzione». «Nella percezione dei cittadini - ha detto ancora Bersani - è molto forte la parte del messaggio di Napolitano quando dice 'non tocchiamo i capisaldi di questa Costituzione'. La Costituzione dice cose chiare riguardo al lavoro, l'uguaglianza, l'onore nello svolgimento delle funzioni pubbliche. Questi pilastri non possono essere picconati. Questo è il sentimento prevalente in questo 25 aprile, un sentimento di democrazia».
4. ELEZIONI. ULTIMO MESE, VOLATA FINALE PER BATTERE LA DESTRA. DOMANI BERSANI PRESENTA I CANDIDATI DEL CENTROSINISTRA. A ROMA, TRA GLI ALTRI, CON FASSINO, MEROLA, MORCONE E PISAPIA.
Meno di un mese alle elezioni amministrative, comincia la volata finale per battere la destra. Domani, alle 11,00, presso il Residence Ripetta, a Roma, il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, presenterà in un incontro con la stampa i candidati del centrosinistra sostenuti dal Pd. Tra i diversi candidati a sindaco ed a presidente di provincia, vi saranno Fassino, Merola, Morcone e Pisapia. Diretta televisiva su Youdem.
5. ORO, ARGENTO E PETROLIO ALLE STELLE. GIOCHI PERICOLOSI A WALL STREET. TROPPI SOLDI IN GIRO. DEBITO USA SOTTO I RIFLETTORI: DOMANI IL GOVERNATORE USA BEN BERNANKE PARLA ALLA STAMPA.
Oro, argento e petrolio a prezzi record, segnale di pericolo perché questo indica che i mercati si aspettano una ripresa dell’inflazione nel mondo o che il dollaro continui a perdere valore rispetto alle altre monete. In Usa si è scoperto che banche e finanziarie hanno continuato a giocare con titoli pericolosi. Il debito pubblico nordamericano è finito sotto i riflettori. E si avvicina la scadenza in cui la Fed, la banca centrale Usa, dovrà decidere se continuare a sostenere l’economia immettendo denaro liquido.
Sono queste le premesse che hanno fatto alzare tutte le antenne quando Ben Bernanke, il presidente della Fed, ha annunciato che domani, dopo la periodica riunione del comitato monetario della Federal Reserve Usa, farà per la prima volta nella storia non un semplice comunicato di poche righe ma una lunga conferenza stampa. Tutti si aspettano un intervento che chiarisca quale sarà strategia Usa per uscire dalle strette. E che cosa pensa del fatto che ora si prevede che l’economia della Cina superi quella degli Usa già nel 2016.
Su La Repubblica colloquio con Giulio Tremonti. Nessuna novità.
6. SIRIA. CARRI ARMATI CONTRO LA RIVOLTA. MA SI INDEBOLISCE L’ASSE DEGLI SCIITI IN MEDIO ORIENTE.
Da Il Foglio: “Tremila soldati, appoggiati da otto carri armati e due blindati, hanno iniziato ieri il rastrellamento a Deraa. Le testimonianze sono drammatiche: "Stanno bombardando coi mortai il centro della città e colpisconole case con i mitra pesanti". E ancora: "Avanzano a plotoni nelle strade e sparano all`impazzata, a caso". Il regime baathista siriano ha deciso di soffocare la ribellione della città che ha dato inizio alla protesta, dispiegando la stessa ferocia con cui nel 1982 il padre di Bashar, Hafez, soffocò la rivolta di Hama. La differenza è che questa volta il rais, dopo le prime stragi, ha affiancato alla violenza delle brigate speciali guidate dal fratello Maher un volto "riformatore". Ha ricevuto i parenti delle prime vittime, le ha chiamate "martiri", ha licenziato il governatore della città, ha promesso riforme. Questo è il gioco delle parti tra due fratelli che incarnano l`ala politica e l`ala militare del Baath, ma è chiaro che oggi a Damascoprevale la linea della repressione più spietata”. Secondo Il Foglio, la rivolta sunnita (e dei curdi) contro la minoranza sciita al potere in Siria rafforza l’alleanza dei paesi sunniti (Arabia Saudita e Giordania) che era stata indebolita dalla crisi egiziana e invece mette in difficoltà l’asse sciita, i cui pilastri sono Iran e Siria.
«I nostri aerei non sparano e non spareranno». Parole di Silvio Berlusconi, un mese fa, quando il presidente italiano era «addolorato per Gheddafi», l’amico personale al quale aveva anche baciato la mano. Prima ancora non lo aveva voluto «disturbare» mentre il colonnello sparava sui suoi concittadini. Infine, si era allineato all’intervento, ma con pubblica riluttanza, quasi costretto dal ministro degli Esteri, Franco Frattini (lo ha lasciato trapelare più volte attraverso i giornalisti che lo seguono più da vicino). Ieri sera invece Berlusconi ha improvvisamente indossato i panni del guerriero e rendendo nota una telefonata con il presidente Usa, Barack Obama (della serie: noi grandi della terra decidiamo in quattro e quattro otto), ha annunciato che l’Italia bombarderà la Libia.
In realtà la decisione è stata presa giorni fa, durante la visita del presidente della commissione Esteri del Parlamento Usa, Kerry. Ma fino a ieri, quando Berlusconi ha avvertito Napolitano e poi emesso un comunicato, nessuno era stato informato: non il Parlamento, non le opposizioni. I ministri della Lega hanno fatto fuoco e fiamme contro questa scelta. Ma non è chiaro se davvero sono stati presi alla sprovvista e sono disposti ad andare fino in fondo o se hanno fatto una sceneggiata in pubblico ad uso e consumo del proprio elettorato, già consapevoli che poi in Consiglio dei ministri diranno sì.
Le forze dell`opposizione hanno chiesto un immediato dibattito parlamentare. Il fatto che Berlusconi nella telefonata con Obama abbia garantito la disponibilità italiana a raid aerei «mirati» senza passare per un preventivo coinvolgimento delle Camere è stato criticato da Pd, Idv e Udc. Gheddafi è sicuramente «un nemicodel popolo libico che l`Occidentedeve combattere» ha dichiarato Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, ma la partecipazione degli aerei italiani ai bombardamenti costituisce «una svolta improvvisa e inaspettata, di cui è fondamentale capire meglio le motivazioni». Per questo il Pd ha chiesto un dibattito in Parlamento, necessario anche per capire se le nuove regole d`ingaggio della nostra aereonautica rientrino nel dettato costituzionale e nelle scelte già fatte dall’Onu. In ogni caso, «non si può chiedere ai nostri piloti di partecipare ai bombardamenti con un governo diviso e con un Parlamento che ancora non ne ha discusso». I Democratici aspettano insomma il dibattito parlamentare e hanno fin d`ora fissato quali saranno i vincoli della loro posizione. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, lo ha detto chiaramente: «Il nostro riferimento continua ad essere la risoluzione 1973 dell`Onu. Se verranno confermati i confini di quella risoluzione il Pd non farà mancare il suo assenso». Fermo restando che «sono gravi le divisioni irresponsabili che continuano a manifestarsi dentro il governo, con la Lega che continua a prendere le distanze dalle decisioni di Berlusconi. Questo è un fatto per noi inaccettabile che testimonia della crisi continua e irreversibile di questo esecutivo».
2. POPULISMO, PROP AGANDA E AFF ARI. OGGI L ’INCONTRO TRA BERLUSCONI E SARKOZY A ROMA. SI CONCLUDERA’ CON UN ACCORDO SU SCHENGEN, IL SOSTEGNO A DRAGHI PER LA BCE E AFFARI PER PARIGI. LACTALIS LANCIA L’OPA SU PARMALAT.
Non si esclude che la fretta con la quale è stato annunciato il coinvolgimento italiano nei bombardamenti abbia avuto anche lo scopo di far sentire Berlusconi alla stessa altezza del bellicoso Sarkozy, il primo a partire contro Gheddafi. Oggi si svolgerà infatti a villa Madama, a Roma, l’incontro tra i due presidenti, entrambi alle prese con un drammatico calo di consenso interno e alla ricerca di continui colpi di teatro per riprendersi.
La riunione si concluderà con un possibile accordo sulla richiesta di fare il tagliando al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone all’interno dell’Ue (il che non risolve il problema dell’immigrazione, ma permette di mostrare i muscoli) e, forse, con il sostegno francese alla candidatura di Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, alla presidenza della Banca centrale europea. Ma sugli affari non è detto che fili tutto liscio: i francesi sono presenti nel capitale di Edison, gruppo energetico di prima grandezza, e vorrebbero acquisirne il controllo; A2a, colosso milanese e bresciano dell’energia che controlla un’altra quota del capitale della Edison, non intende mollare la presa. I francesi di Lactalis vorrebbero conquistare Parmalat ed hanno lanciato un’opa, offerta pubblica di acquisto. Il governo Berlusconi ha lanciato una crociata per l’italianità della società rinata dopo lo scandalo Tanzi. Ma a un’opa non si risponde con le intenzioni.
Una cosa comunque è già certa: l’incontro sarà un palcoscenico sul quale entrambi i presidenti oggi si esibiranno per fini interni, per mostrarsi ai propri elettori.
3. NAPOLITANO INDICA LA VIA DELLA RESPONSABILITA’. LA DESTRA CANDIDA BERLUSCONI AL QUIRINALE E SI APPRESTA A RIPRENDERE IL CAMMINO PER STRAVOLGERE LA COSTITUZIONE. Il PD AL CENTRO DELLO SCHIERAMENTO DELLE OPPOSIZIONI.
Il discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazi-fascismo è stato apprezzato da tutti. "Il 25 aprile festa della Liberazione si colloca quest'anno nella scia delle celebrazioni del centocinquantenario dell'Unità d'Italia che hanno nel marzo scorso toccato il culmine in tutto il paese. Nel richiamare entrambi gli anniversari i punti di contatto appaiono evidenti. Nonostante la distanza e la diversità dei periodi e degli eventi storici, ritroviamo le forze migliori della nazione impegnate a perseguire gli stessi grandi obbiettivi ideali: libertà, indipendenza, unità". "Quei valori già affermatisi attraverso il moto risorgimentale e sanciti con la nascita dello Stato nazionale italiano, dovettero essere a caro prezzo recuperati fra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945. Fu necessario riconquistare con le nostre forze - cooperando con gli eserciti alleati, senza attenderne passivamente i decisivi successi - le libertà negate dal fascismo, l'indipendenza violata dall'occupazione e dal dominio nazista, l'unità di un'Italia divisa in due". "Nel parlare - il 17 marzo scorso a Montecitorio - delle ardue prove superate nel corso della nostra storia di 150 anni" anche e in particolare "all'esperienza rigeneratrice della Resistenza come risposta a colpi durissimi e a rischi estremi vissuti dalla nazione. Dalla memoria e dalla viva consapevolezza di prove come quella possiamo trarre - voglio ripeterlo - la fiducia indispensabile per affrontare le sfide di oggi e del futuro. La complessità di queste sfide e delle incognite che vi si accompagnano, la difficoltà dei problemi che già ci si pongono e ci incalzano, richiedono un nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza. E' questa consapevolezza, è questa sollecitazione che abbiamo sentito esprimersi
nelle celebrazioni del centocinquantenario lo scorso marzo". "Certo, sono poi seguite settimane di aspra tensione nella vita istituzionale e nei rapporti politici, anche per l'avvicinarsi di normali scadenze elettorali. Ebbene, è nell'interesse comune - ha rilevato il Presidente Napolitano - che le esigenze della competizione in vista del voto non facciano prevalere una logica di acceso e cieco scontro; è nell'interesse comune che dal richiamo di oggi, 25 aprile, agli anni della Resistenza, della ricostruzione democratica e del rilancio economico, sociale e civile dell'Italia, dal richiamo a quelle grandi prove di impegno collettivo, venga lo stimolo a tener fermo quel che ci unisce e deve unirci come italiani. E parlo del lascito della Resistenza, dell'eredità di quell'Assemblea Costituente che sull'onda della Liberazione nacque insieme con la Repubblica". "Si proceda - ha concluso il Presidente della Repubblica - alle riforme considerate mature e necessarie, come in questi anni ho sempre auspicato; lo si faccia con la serietà che è doverosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali in cui tutti possono riconoscersi. Senza mettere in forse quei principi, e quella sintesi - così comprensiva e limpida - dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha nella sua Prima Parte sancito. Rendiamo così omaggio a coloro che combatterono e caddero sognando un'Italia libera, prospera e solidale, non più fatalmente lacerata, capace di rinnovare e rafforzare le basi della sua unità".
Discorso chiaro. Il Pdl ha tentato di strumentalizzarlo dicendo che le opposizioni dovrebbero seguirne l’insegnamento, non opponendosi così strenuamente alle riforme costituzionali. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha però chiarito immediatamente le cose: "Oggi il Capo dello Stato ha rivolto un quanto mai opportuno monito, in una data fondamentale che ricorda le radici della nostra Repubblica, al rispetto, nel pur necessario percorso di riforme che dovrebbe accompagnare la crescita del nostro Paese, dei valori e dei principi che sono alla base della nostra Costituzione. E' un monito e un appello che noi condividiamo e nel quale ci riconosciamo". "Io mi auguro che anche il Governo e la maggioranza vogliano, finalmente e non a parole, ascoltare con responsabilità le sacrosante parole del Capo dello Stato. Il chiaro ed esplicito riferimento fatto dal Presidente alla prima parte della nostra Carta mi sembra un evidente allarme lanciato contro quei tentativi espliciti ed impliciti che da settimane cercano di forzare e stravolgere la natura e le ragioni della nostra Costituzione. Tentativi che non sono certo venuti dalle forze di opposizione ma da esponenti della maggioranza e da un governo che di fatto, ricorrendo anche a forzature legislative, non riconosce quell'esperanto democratico che è la nostra Carta costituzionale".
A confermare la strumentalità delle posizioni della destra, ieri dal Pdl sono arrivate anche le prime esplicite proposte di candidare Berlusconi al Quirinale. «Con questa legge elettorale basta un voto in più per la Camera per avere la possibilità di eleggere il presidente della Repubblica. E credo che chi sta apprezzando adesso un`opera come quella del presidente Napolitano potrà bene immaginare, credo con un brivido, come potrebbe essere diversa la situazione, con Berlusconi al Quirinale» ha detto ieri il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, mentre partecipava a Milano al corteo per il 25 aprile. «Perché ormai è chiaro che perseguirà il massimo degli obiettivi, che il suo sogno è di una posizione di preminenza e non di equilibrio. Lo dico anche a chi ha un po` di puzza sotto il naso quando parlo di alleanze larghe per la ricostruzione». «Nella percezione dei cittadini - ha detto ancora Bersani - è molto forte la parte del messaggio di Napolitano quando dice 'non tocchiamo i capisaldi di questa Costituzione'. La Costituzione dice cose chiare riguardo al lavoro, l'uguaglianza, l'onore nello svolgimento delle funzioni pubbliche. Questi pilastri non possono essere picconati. Questo è il sentimento prevalente in questo 25 aprile, un sentimento di democrazia».
4. ELEZIONI. ULTIMO MESE, VOLATA FINALE PER BATTERE LA DESTRA. DOMANI BERSANI PRESENTA I CANDIDATI DEL CENTROSINISTRA. A ROMA, TRA GLI ALTRI, CON FASSINO, MEROLA, MORCONE E PISAPIA.
Meno di un mese alle elezioni amministrative, comincia la volata finale per battere la destra. Domani, alle 11,00, presso il Residence Ripetta, a Roma, il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, presenterà in un incontro con la stampa i candidati del centrosinistra sostenuti dal Pd. Tra i diversi candidati a sindaco ed a presidente di provincia, vi saranno Fassino, Merola, Morcone e Pisapia. Diretta televisiva su Youdem.
5. ORO, ARGENTO E PETROLIO ALLE STELLE. GIOCHI PERICOLOSI A WALL STREET. TROPPI SOLDI IN GIRO. DEBITO USA SOTTO I RIFLETTORI: DOMANI IL GOVERNATORE USA BEN BERNANKE PARLA ALLA STAMPA.
Oro, argento e petrolio a prezzi record, segnale di pericolo perché questo indica che i mercati si aspettano una ripresa dell’inflazione nel mondo o che il dollaro continui a perdere valore rispetto alle altre monete. In Usa si è scoperto che banche e finanziarie hanno continuato a giocare con titoli pericolosi. Il debito pubblico nordamericano è finito sotto i riflettori. E si avvicina la scadenza in cui la Fed, la banca centrale Usa, dovrà decidere se continuare a sostenere l’economia immettendo denaro liquido.
Sono queste le premesse che hanno fatto alzare tutte le antenne quando Ben Bernanke, il presidente della Fed, ha annunciato che domani, dopo la periodica riunione del comitato monetario della Federal Reserve Usa, farà per la prima volta nella storia non un semplice comunicato di poche righe ma una lunga conferenza stampa. Tutti si aspettano un intervento che chiarisca quale sarà strategia Usa per uscire dalle strette. E che cosa pensa del fatto che ora si prevede che l’economia della Cina superi quella degli Usa già nel 2016.
Su La Repubblica colloquio con Giulio Tremonti. Nessuna novità.
6. SIRIA. CARRI ARMATI CONTRO LA RIVOLTA. MA SI INDEBOLISCE L’ASSE DEGLI SCIITI IN MEDIO ORIENTE.
Da Il Foglio: “Tremila soldati, appoggiati da otto carri armati e due blindati, hanno iniziato ieri il rastrellamento a Deraa. Le testimonianze sono drammatiche: "Stanno bombardando coi mortai il centro della città e colpisconole case con i mitra pesanti". E ancora: "Avanzano a plotoni nelle strade e sparano all`impazzata, a caso". Il regime baathista siriano ha deciso di soffocare la ribellione della città che ha dato inizio alla protesta, dispiegando la stessa ferocia con cui nel 1982 il padre di Bashar, Hafez, soffocò la rivolta di Hama. La differenza è che questa volta il rais, dopo le prime stragi, ha affiancato alla violenza delle brigate speciali guidate dal fratello Maher un volto "riformatore". Ha ricevuto i parenti delle prime vittime, le ha chiamate "martiri", ha licenziato il governatore della città, ha promesso riforme. Questo è il gioco delle parti tra due fratelli che incarnano l`ala politica e l`ala militare del Baath, ma è chiaro che oggi a Damascoprevale la linea della repressione più spietata”. Secondo Il Foglio, la rivolta sunnita (e dei curdi) contro la minoranza sciita al potere in Siria rafforza l’alleanza dei paesi sunniti (Arabia Saudita e Giordania) che era stata indebolita dalla crisi egiziana e invece mette in difficoltà l’asse sciita, i cui pilastri sono Iran e Siria.
venerdì 15 aprile 2011
tra "vecchi consorziati" e nuove accuse: quali soluzioni per la questione discarica di Casalpalocco?
Il Circolo PD Casalpalocco Axa esprime tutta la sua solidarietà alle esponenti del Comitato di Quartiere ed al COmitato di quartiere tutto, fatti oggetto di pesanti accuse ed illazioni su di un volantino diffuso in questi giorni a tutti i consorziati.
Gli autori delle accuse, pur non facendosi scrupolo di infangare e colpire anche sentimenti privati, hanno scelto di firmarsi con il generico appellattivo di "gruppo di vecchi consorziati", violando in questo modo le più basilari norme di correttezza e lealtà e sottraendosi di fatto a quel necessario confronto che aiuterebbe a fare davvero chiarezza su questo spinoso argomento.
Siamo fermamente convinti che ciascuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ma che nessuno può esimersi dal rispetto delle persone e delle regole di comportamento che sono imprescindibile fondamento di una società civile e democratica.
Il volantino al contrario, attraverso l'anonimato, assume piuttosto i contorni inquietanti dell'intimidazione e della minaccia perché di fatto nulla aggiunge di costruttivo e propositivo alla risoluzione dell'intera vicenda.
Il problema della discarica è di grande importanza per il nostro quartiere e dovremmo piuttosto dare merito a chi, offrendo la possibilità di un confronto pubblico aperto alla cittadinanza, si sta adoperando per tenerla informata e cercare di risolvere questa, come altre questioni, che ci riguardano da vicino.
Purtroppo negli anni molte di queste vicende si sono trasformate in un vero e proprio ginepraio ormai difficilissimo da comprendere anche alle persone più attente, ginepraio reso ancor più indistricabile dalla difficoltà per i consorziati di accedere e conoscere, in tempi utili, conti e vicissitudini del consorzio.
Auspichiamo quindi, a cominciare dall'Assemblea pubblica di Sabato 16 Aprile alle ore 10,00 presso il CSP, un confronto più civile e fruttuoso, che miri alla soluzione dei problemi del quartiere e non solo alle attribuzioni di meriti e colpe. L'occasione sarà resa fruttuosa se TUTTI INSIEME ci adopereremo per comprendere come si è arrivati a questo punto, ma soprattutto per capire cosa si può fare e se è possibile evitare ulteriori, sempre più gravose conseguenze per la cittadinanza di Casalpalocco.
mercoledì 13 aprile 2011
La nota del mattino del 13 aprile 2011
1. GIUSTIZIA & RIMPASTO. IN AULA SI PARLA DI PRESCRIZIONE BREVE. I PD LEGGONO LA COSTITUZIONE. FUORI PROTESTANO I FAMILIARI DELLE VITTIME DELL’AQUILA. I RESPONSABILI CONTANO I POSTI DI GOVERNO.
Oggi alla Camera è previsto il voto finale, in diretta tv, sul processo breve, compresa la prescrizione breve che serve al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per scansare la eventuale condanna per corruzione nel processo Mills, con annessa interdizione dai pubblici poteri. Mentre in aula a Montecitorio si svolgerà la battaglia finale su questo testo, fuori, nelle piazze di Roma, si riuniranno i familiari delle vittime di diversi disastri, dall’Aquila a Viareggio, o le vittime di diversi raggiri finanziari, da Cirio a Parmalat, per protestare contro una norma che, pur di salvare Berlusconi, cancellerà la possibilità di avere giustizia in questi e in molti altri casi. Il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ieri è stato netto: “Si rischia di cancellare la possibilità di fare i processi”. Un dato che vale soprattutto per coloro che hanno risorse finanziarie e potere, con avvocati capaci di mandare i lavori per le lunghe. Un favore ai ricchi, insomma: soprattutto ai cosiddetti colletti bianchi nei casi di corruzione. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ieri ha detto in aula che questa norma avrà un impatto limitatissimo, inciderà solo sullo 0,2 per cento dei processi. E questo passaggio ha fatto scattare ancora più forte la protesta. Pierferdinando Casini, leader dell’Udc: “E allora perché, se è così modesto il problema, siamo qui inchiodati da tre settimane?”. Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Pd: «Non si può dire con tanta arrogante convinzione che un provvedimento non serve a nulla ma lo dobbiamo fare assolutamente. Non siamo mica all`asilo, ci vuole un minimo di decenza».
Di fronte all’ennesimo attacco al sistema giudiziario, le opposizioni hanno fatto ancora una volta muro. Nel momento in cui è arrivata in discussione la norma sulla prescrizione breve, i parlamentari del Pd, su suggerimento del presidente del gruppo, Dario Franceschini, hanno deciso di usare il tempo a disposizione per leggere gli articoli della Costituzione che le forzature della destra e del governo vorrebbero destrutturare. Franceschini ha letto l’articolo uno. A ruota lo hanno seguito Bersani (art. 2), Letta (art. 16), Bindi (art. 3) e tutti gli altri, per una sessantina di interventi. Massimo D`Alema ha scelto l`articolo 87, quello sui poteri del presidente della Repubblica. «E meno male che c`è - ha chiosato D’Alema - dato che in questo momento rappresenta l`unico punto di riferimento per i cittadini». Quindi ha letto l`inizio dell`articolo successivo, l`88: «Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro presidenti, sciogliere le camere o anche una sola di esse». Sottolineando: «Più che una lettura è un auspicio».
Sia pure per pochi voti, una decina in tutto, la maggioranza ha tenuto. Grazie anche alla riunione chiarificatrice avvenuta tra Denis Verdini, coordinatore del Pdl, e i cosiddetti responsabili. Da Il Corriere della Sera: «Siamo partiti che nessuno ci credeva e volevano farci tornare indietro. Ora la vediamo, la nuova America. Siamo quasi arrivati a terra: però ora dobbiamo colonizzarla». Il novello Cristoforo Colombo è Luciano Sardelli, deputato «Noi Sud» e capogruppo dei Responsabili, la «nuova America» è il governo e la colonizzazione è lo sbarco nei ministeri, con la creazione di un insediamento, ovvero un partito. I Responsabili escono rassicurati dall`incontro con Denis Verdini, uno dei coordinatori pdl. Le poltrone ci sono, non è ancora chiaro se quattro o cinque alla Camera e una o due al Senato (a Coesione nazionale-Io Sud), ma
sono disponibili. Ogni sottogruppo dei Responsabili sarà accontentato. In cambio, la pattuglia dei 29 deputati ha assicurato massima fedeltà alla maggioranza….”.
2. IMMIGRAZIONE ED EUROPA. LA LEGA ABBASSA LA CRESTA, TRA IMPOTENZA E INCAPACITA’. LA CHIESA OFFRE UNA MANO E BACCHETTA L’UE. MA CASTELLI ROMPE L’INCANTESIMO E IMBRACCIA IL FUCILE.
Dopo i fuochi artificiali contro l’Europa, ieri lo stato maggiore della Lega ha dovuto abbassare i toni, su pressione di tutto il resto del governo, per non fare altre brutte figure. Il governo non è riuscito infatti a gestire un’emergenza sicuramente grave, ma che in altri momenti non ha creato tutti questi problemi (i numeri relativi all’immigrazione durante la crisi del Kosovo furono molto più alti, ma la situazione fu gestita con efficienza). L’Europa ha respinto al mittente tutte le richieste chiedendo all’Italia di fare prima di tutto il suo dovere, sfruttando anche la perdita di credibilità dell’Italia dovuta ai comportamenti personali del premier per non fare sforzi più impegnativi.
Il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, ha criticato ieri l’atteggiamento dell’Europa, venendo così anche in aiuto del governo italiano. Ma l’insperato sostegno è stato in qualche modo vanificato dalle terribili parole in libertà pronunciate ieri, durante una trasmissione radiofonica, dal sottosegretario leghista Castelli: “Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli, almeno per ora».
3. OGGI CONSIGLIO DEI MINISTRI. TREMONTI PRESENTA IL CONTO DI ALTRI TAGLI DA FARE IN ITALIA E DELLE PROMESSE DA PORTARE IN EUROPA. IL PD RIPRESENTA IL SUO PIANO NAZIONALE PER LE RIFORME PER MOSTRARE COSA SI POTREBBE FARE DI MEGLIO.
Oggi all’ora di pranzo si riunirà il Consiglio dei ministri per varare il Def, documento di finanza pubblica che mette le basi per poi preparare bilancio e legge di stabilità (la vecchia finanziaria) e per varare il piano nazionale delle riforme che l’Italia comune tutti i paesi Ue deve presentare all’Europa entro la fine del mese. Secondo le anticipazioni, la crescita dell’economia italiana sarà inferiore al previsto, l’1,1 rispetto al previsto 1,3 per cento, e solo l’anno venturo dovrebbe arrivare all’1,3. Il rallentamento avrà un impatto pesante anche sui conti pubblici. Il valore del deficit pubblico in queste condizioni sarà pari al 4,6 per cento del Prodotto interno lordo (tutta la ricchezza prodotta dal paese in un anno). Bisognerà ridurlo al 3,9 per cento, secondo la tabella di marcia stabilita da Tremonti anche in collegamento con gli impegni europei. E questo significa un intervento pari a 8 o 9 miliardi di euro l’anno. Come ha scritto oggi La Stampa: “Altro che maggiori risorse per la crescita, calo delle tasse e ministeri più ricchi, come invoca un pezzo della maggioranza di governo. I colleghi di Giulio Tremonti se ne dovranno fare una ragione”. Non a caso ieri, durante il dibattito parlamentare sul processo breve, nei capannelli del centrodestra non si parlava altro che di tagli. Il ministro dell’Economia oggi presenterà anche il Pnr, documento in cui metterà l’accelerazione delle opere pubbliche, la riprogrammazione dei fondi comunitari per le regioni meridionali non ancora spesi, il rilancio del Sud, l’aumento dell`efficienza della pubblica amministrazione, un Piano nazionale per le Reti di nuova generazione che potrebbe veder coinvolta anche la Cassa Depositi e Prestiti. Cioè, per larga parte, quello che il governo avrebbe potuto fare e non ha fatto nella normale gestione del paese.
Nelle stesse ore in cui si riunisce il Consiglio dei ministri il Partito Democratico terrà una conferenza stampa alla Camera per ripresentare il piano nazionale delle riforme messo a punto nei mesi scorsi con il contributo di diversi centri di ricerca e di economisti, oltre che con le proposte scaturite dalle assemblee nazionali del Pd. Piano già presentato a Bruxelles e illustrato in diverse occasioni alle forze sociali, la Confindustria, i commercianti e gli artigiani, le aziende cooperative, l’associazione bancaria, i sindacati confederali. E’ il contropiano del Pd per la riscossa del paese: dove si propongono la riforma fiscale per abbassare le tasse sui lavoratori e sulle imprese per alzarle sulla rendita finanziaria (esclusi i bot), la lotta all’evasione fiscale, norme per fare in modo che il lavoro flessibile costi di più alle imprese del lavoro precario e norme contro la precarietà; molti interventi per il lavoro femminile; riforme per favorire gli investimenti e la vita delle piccole e medie imprese… Insomma un contropiano completo, con proposte relative anche alla possibilità di affrontare il problema dei debiti pubblici in Europa creati per colpa della crisi. Il Pd ha pronto il proprio progetto alternativo per l’Italia.
4. DOPO LE LEGGI, LA DESTRA VORREBBE CHE ANCHE LA STORIA FOSSE SCRITTA AD PERSONAM.
Da L’Unità: Definire Alcide De Gasperi «uno statista formatosi nel clima della tradizione politica cattolica» è un «tentativo subdolo di indottrinamento» presente nel libro di storia contemporanea scritto da Della Peruta-Chittolini-Capra. Un testo eversivo a tal punto, questo come altri, da richiedere l`istituzione di una Commissione d`inchiesta parlamentare «sull`imparzialità dei libri di testo scolastici», in particolare quelli di storia. La prima firmataria del progetto di legge è Gabriella Carlucci, ma i deputati indignati del Pdl sono già 19 e il testo presentato il 18 febbraio è stato assegnato alla commissione Cultura della Camera il 14 marzo. Quindi, se ne discuteràpresto. Un`«emergenza nazionale» che il Pdl vuole risolvere subito. Secondo i firmatari i libri di storia sono pieni di «visioni ufficiali» asservite al centrosinistra e pericolose per le giovani generazioni. Per esempio è incredibile leggere nel De Bernardi-Guarracino che dal 1948 «l`attuazione della Costituzione sarebbe diventato uno degli obiettivi dell`azione politica delle forze di sinistra e democratiche»; ancora più grave trovare nell`Ortoleva-Revelli, noti storici sovversivi, questa definizione di Oscar Luigi Scalfaro: uomo distintosi «per il rigore morale e la valorizzazione delle istituzioni parlamentari».
5. POTERE, DENARO E GEOPOLITICA. SI RIUNISCE IL G20 E IL FMI IN USA, MA PRIMA, IN UN’ISOLA CINESE, SI RIUNISCONO I NUOVI GRANDI: CINA, INDIA, RUSSIA, BRASILE, SUD AFRICA.
Oggi ad Hainan, isola e provincia cinese, si riuniscono a sorpresa i rappresentanti di Cina, Brasile, India, Russia e Sudafrica. Il vertice lampo del cosiddetto Brics - acronimo dai nomi dei Paesi che lo compongono - precede la riunione del G20, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale in Usa. L’iniziativa, presa dalla Cina, è significativa. Vi partecipano quattro presidenti e un premier. «Sotto un sistema politico ed economico dominato dall`Occidente, ricchezza e potere globali sono stati a lungo distribuiti in modo iniquo tra Paesi sviluppati e no», ha scritto in un editoriale Tao Wenzhao, del centro per le relazioni sino-americane dell`università Tsinghua, e invece i Paesi del Brics hanno «influenza sugli sforzi globali per una buona "governance"».
Ecco un gruppo di potere con il quale l’Occidente industrializzato, finora dominatore incontrastato nel mondo, dovrà imparare a fare i conti.
6. ANCHE GLI USA HANNO PROBLEMI DI DEFICIT. E QUESTA INCERTEZZA SUL FUTURO SOSTIENE LA QUOTAZIONE DELL’EURO.
Da Il Sole 24 Ore: “Il Fondo monetario lancia l`allarme sulla situazione dei conti pubblici degli Usa. Alla vigilia dell`annuncio da parte del presidente Barack Obama del piano di riduzione del debito, il “Fiscal Monitor” dell`Fmi osserva che gli Usa sono l`unico Paese avanzato, insieme al Giappone, che accuserà nel 2011 un aumento del deficit pubblico. Il disavanzo americano toccherà il 10,8 per cento del Pil, il più alto fra le principali economie.
Gli Stati Uniti devono adottare misure credibili di riduzione del deficit al più presto, secondo Carlo Cottarelli, direttore del dipartimento affari fiscali dell`Fmi, per evitare sforzi più pesanti successivamente”.
Secondo molti esperti, l’incertezza sul futuro dei conti pubblici in Usa sta indebolendo il dollaro (cioè gli investitori stanno lasciando parzialmente gli Usa per mettere i soldi in altre aree dove regnano altre monete). E questo sarebbe una delle ragioni che sostengono le quotazioni dell’euro.
7. FUKUSCHIMA. ALLARME ROSSO COME A CERNOBYL. L`Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha deciso di alzare fino al massimo il livello dell`emergenza nella centrale atomica di Fukushima e di ammettere, così, quello che molti esperti internazionali vanno dicendo ormai da settimane. E cioè che a Fukushima la situazione è stata sottovaluta. Quindi da ieri non più livello 5 ma 7, il più alto della scala Ines, quella che classifica gli incidenti nucleari per gravità. Nella storia dell`energia atomica il mondo ha assistito a un disastro di quel grado soltanto con l`esplosione del reattore di Chernobyl, in Ucraina, nel 1986.
Oggi alla Camera è previsto il voto finale, in diretta tv, sul processo breve, compresa la prescrizione breve che serve al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per scansare la eventuale condanna per corruzione nel processo Mills, con annessa interdizione dai pubblici poteri. Mentre in aula a Montecitorio si svolgerà la battaglia finale su questo testo, fuori, nelle piazze di Roma, si riuniranno i familiari delle vittime di diversi disastri, dall’Aquila a Viareggio, o le vittime di diversi raggiri finanziari, da Cirio a Parmalat, per protestare contro una norma che, pur di salvare Berlusconi, cancellerà la possibilità di avere giustizia in questi e in molti altri casi. Il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ieri è stato netto: “Si rischia di cancellare la possibilità di fare i processi”. Un dato che vale soprattutto per coloro che hanno risorse finanziarie e potere, con avvocati capaci di mandare i lavori per le lunghe. Un favore ai ricchi, insomma: soprattutto ai cosiddetti colletti bianchi nei casi di corruzione. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ieri ha detto in aula che questa norma avrà un impatto limitatissimo, inciderà solo sullo 0,2 per cento dei processi. E questo passaggio ha fatto scattare ancora più forte la protesta. Pierferdinando Casini, leader dell’Udc: “E allora perché, se è così modesto il problema, siamo qui inchiodati da tre settimane?”. Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Pd: «Non si può dire con tanta arrogante convinzione che un provvedimento non serve a nulla ma lo dobbiamo fare assolutamente. Non siamo mica all`asilo, ci vuole un minimo di decenza».
Di fronte all’ennesimo attacco al sistema giudiziario, le opposizioni hanno fatto ancora una volta muro. Nel momento in cui è arrivata in discussione la norma sulla prescrizione breve, i parlamentari del Pd, su suggerimento del presidente del gruppo, Dario Franceschini, hanno deciso di usare il tempo a disposizione per leggere gli articoli della Costituzione che le forzature della destra e del governo vorrebbero destrutturare. Franceschini ha letto l’articolo uno. A ruota lo hanno seguito Bersani (art. 2), Letta (art. 16), Bindi (art. 3) e tutti gli altri, per una sessantina di interventi. Massimo D`Alema ha scelto l`articolo 87, quello sui poteri del presidente della Repubblica. «E meno male che c`è - ha chiosato D’Alema - dato che in questo momento rappresenta l`unico punto di riferimento per i cittadini». Quindi ha letto l`inizio dell`articolo successivo, l`88: «Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro presidenti, sciogliere le camere o anche una sola di esse». Sottolineando: «Più che una lettura è un auspicio».
Sia pure per pochi voti, una decina in tutto, la maggioranza ha tenuto. Grazie anche alla riunione chiarificatrice avvenuta tra Denis Verdini, coordinatore del Pdl, e i cosiddetti responsabili. Da Il Corriere della Sera: «Siamo partiti che nessuno ci credeva e volevano farci tornare indietro. Ora la vediamo, la nuova America. Siamo quasi arrivati a terra: però ora dobbiamo colonizzarla». Il novello Cristoforo Colombo è Luciano Sardelli, deputato «Noi Sud» e capogruppo dei Responsabili, la «nuova America» è il governo e la colonizzazione è lo sbarco nei ministeri, con la creazione di un insediamento, ovvero un partito. I Responsabili escono rassicurati dall`incontro con Denis Verdini, uno dei coordinatori pdl. Le poltrone ci sono, non è ancora chiaro se quattro o cinque alla Camera e una o due al Senato (a Coesione nazionale-Io Sud), ma
sono disponibili. Ogni sottogruppo dei Responsabili sarà accontentato. In cambio, la pattuglia dei 29 deputati ha assicurato massima fedeltà alla maggioranza….”.
2. IMMIGRAZIONE ED EUROPA. LA LEGA ABBASSA LA CRESTA, TRA IMPOTENZA E INCAPACITA’. LA CHIESA OFFRE UNA MANO E BACCHETTA L’UE. MA CASTELLI ROMPE L’INCANTESIMO E IMBRACCIA IL FUCILE.
Dopo i fuochi artificiali contro l’Europa, ieri lo stato maggiore della Lega ha dovuto abbassare i toni, su pressione di tutto il resto del governo, per non fare altre brutte figure. Il governo non è riuscito infatti a gestire un’emergenza sicuramente grave, ma che in altri momenti non ha creato tutti questi problemi (i numeri relativi all’immigrazione durante la crisi del Kosovo furono molto più alti, ma la situazione fu gestita con efficienza). L’Europa ha respinto al mittente tutte le richieste chiedendo all’Italia di fare prima di tutto il suo dovere, sfruttando anche la perdita di credibilità dell’Italia dovuta ai comportamenti personali del premier per non fare sforzi più impegnativi.
Il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, ha criticato ieri l’atteggiamento dell’Europa, venendo così anche in aiuto del governo italiano. Ma l’insperato sostegno è stato in qualche modo vanificato dalle terribili parole in libertà pronunciate ieri, durante una trasmissione radiofonica, dal sottosegretario leghista Castelli: “Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli, almeno per ora».
3. OGGI CONSIGLIO DEI MINISTRI. TREMONTI PRESENTA IL CONTO DI ALTRI TAGLI DA FARE IN ITALIA E DELLE PROMESSE DA PORTARE IN EUROPA. IL PD RIPRESENTA IL SUO PIANO NAZIONALE PER LE RIFORME PER MOSTRARE COSA SI POTREBBE FARE DI MEGLIO.
Oggi all’ora di pranzo si riunirà il Consiglio dei ministri per varare il Def, documento di finanza pubblica che mette le basi per poi preparare bilancio e legge di stabilità (la vecchia finanziaria) e per varare il piano nazionale delle riforme che l’Italia comune tutti i paesi Ue deve presentare all’Europa entro la fine del mese. Secondo le anticipazioni, la crescita dell’economia italiana sarà inferiore al previsto, l’1,1 rispetto al previsto 1,3 per cento, e solo l’anno venturo dovrebbe arrivare all’1,3. Il rallentamento avrà un impatto pesante anche sui conti pubblici. Il valore del deficit pubblico in queste condizioni sarà pari al 4,6 per cento del Prodotto interno lordo (tutta la ricchezza prodotta dal paese in un anno). Bisognerà ridurlo al 3,9 per cento, secondo la tabella di marcia stabilita da Tremonti anche in collegamento con gli impegni europei. E questo significa un intervento pari a 8 o 9 miliardi di euro l’anno. Come ha scritto oggi La Stampa: “Altro che maggiori risorse per la crescita, calo delle tasse e ministeri più ricchi, come invoca un pezzo della maggioranza di governo. I colleghi di Giulio Tremonti se ne dovranno fare una ragione”. Non a caso ieri, durante il dibattito parlamentare sul processo breve, nei capannelli del centrodestra non si parlava altro che di tagli. Il ministro dell’Economia oggi presenterà anche il Pnr, documento in cui metterà l’accelerazione delle opere pubbliche, la riprogrammazione dei fondi comunitari per le regioni meridionali non ancora spesi, il rilancio del Sud, l’aumento dell`efficienza della pubblica amministrazione, un Piano nazionale per le Reti di nuova generazione che potrebbe veder coinvolta anche la Cassa Depositi e Prestiti. Cioè, per larga parte, quello che il governo avrebbe potuto fare e non ha fatto nella normale gestione del paese.
Nelle stesse ore in cui si riunisce il Consiglio dei ministri il Partito Democratico terrà una conferenza stampa alla Camera per ripresentare il piano nazionale delle riforme messo a punto nei mesi scorsi con il contributo di diversi centri di ricerca e di economisti, oltre che con le proposte scaturite dalle assemblee nazionali del Pd. Piano già presentato a Bruxelles e illustrato in diverse occasioni alle forze sociali, la Confindustria, i commercianti e gli artigiani, le aziende cooperative, l’associazione bancaria, i sindacati confederali. E’ il contropiano del Pd per la riscossa del paese: dove si propongono la riforma fiscale per abbassare le tasse sui lavoratori e sulle imprese per alzarle sulla rendita finanziaria (esclusi i bot), la lotta all’evasione fiscale, norme per fare in modo che il lavoro flessibile costi di più alle imprese del lavoro precario e norme contro la precarietà; molti interventi per il lavoro femminile; riforme per favorire gli investimenti e la vita delle piccole e medie imprese… Insomma un contropiano completo, con proposte relative anche alla possibilità di affrontare il problema dei debiti pubblici in Europa creati per colpa della crisi. Il Pd ha pronto il proprio progetto alternativo per l’Italia.
4. DOPO LE LEGGI, LA DESTRA VORREBBE CHE ANCHE LA STORIA FOSSE SCRITTA AD PERSONAM.
Da L’Unità: Definire Alcide De Gasperi «uno statista formatosi nel clima della tradizione politica cattolica» è un «tentativo subdolo di indottrinamento» presente nel libro di storia contemporanea scritto da Della Peruta-Chittolini-Capra. Un testo eversivo a tal punto, questo come altri, da richiedere l`istituzione di una Commissione d`inchiesta parlamentare «sull`imparzialità dei libri di testo scolastici», in particolare quelli di storia. La prima firmataria del progetto di legge è Gabriella Carlucci, ma i deputati indignati del Pdl sono già 19 e il testo presentato il 18 febbraio è stato assegnato alla commissione Cultura della Camera il 14 marzo. Quindi, se ne discuteràpresto. Un`«emergenza nazionale» che il Pdl vuole risolvere subito. Secondo i firmatari i libri di storia sono pieni di «visioni ufficiali» asservite al centrosinistra e pericolose per le giovani generazioni. Per esempio è incredibile leggere nel De Bernardi-Guarracino che dal 1948 «l`attuazione della Costituzione sarebbe diventato uno degli obiettivi dell`azione politica delle forze di sinistra e democratiche»; ancora più grave trovare nell`Ortoleva-Revelli, noti storici sovversivi, questa definizione di Oscar Luigi Scalfaro: uomo distintosi «per il rigore morale e la valorizzazione delle istituzioni parlamentari».
5. POTERE, DENARO E GEOPOLITICA. SI RIUNISCE IL G20 E IL FMI IN USA, MA PRIMA, IN UN’ISOLA CINESE, SI RIUNISCONO I NUOVI GRANDI: CINA, INDIA, RUSSIA, BRASILE, SUD AFRICA.
Oggi ad Hainan, isola e provincia cinese, si riuniscono a sorpresa i rappresentanti di Cina, Brasile, India, Russia e Sudafrica. Il vertice lampo del cosiddetto Brics - acronimo dai nomi dei Paesi che lo compongono - precede la riunione del G20, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale in Usa. L’iniziativa, presa dalla Cina, è significativa. Vi partecipano quattro presidenti e un premier. «Sotto un sistema politico ed economico dominato dall`Occidente, ricchezza e potere globali sono stati a lungo distribuiti in modo iniquo tra Paesi sviluppati e no», ha scritto in un editoriale Tao Wenzhao, del centro per le relazioni sino-americane dell`università Tsinghua, e invece i Paesi del Brics hanno «influenza sugli sforzi globali per una buona "governance"».
Ecco un gruppo di potere con il quale l’Occidente industrializzato, finora dominatore incontrastato nel mondo, dovrà imparare a fare i conti.
6. ANCHE GLI USA HANNO PROBLEMI DI DEFICIT. E QUESTA INCERTEZZA SUL FUTURO SOSTIENE LA QUOTAZIONE DELL’EURO.
Da Il Sole 24 Ore: “Il Fondo monetario lancia l`allarme sulla situazione dei conti pubblici degli Usa. Alla vigilia dell`annuncio da parte del presidente Barack Obama del piano di riduzione del debito, il “Fiscal Monitor” dell`Fmi osserva che gli Usa sono l`unico Paese avanzato, insieme al Giappone, che accuserà nel 2011 un aumento del deficit pubblico. Il disavanzo americano toccherà il 10,8 per cento del Pil, il più alto fra le principali economie.
Gli Stati Uniti devono adottare misure credibili di riduzione del deficit al più presto, secondo Carlo Cottarelli, direttore del dipartimento affari fiscali dell`Fmi, per evitare sforzi più pesanti successivamente”.
Secondo molti esperti, l’incertezza sul futuro dei conti pubblici in Usa sta indebolendo il dollaro (cioè gli investitori stanno lasciando parzialmente gli Usa per mettere i soldi in altre aree dove regnano altre monete). E questo sarebbe una delle ragioni che sostengono le quotazioni dell’euro.
7. FUKUSCHIMA. ALLARME ROSSO COME A CERNOBYL. L`Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha deciso di alzare fino al massimo il livello dell`emergenza nella centrale atomica di Fukushima e di ammettere, così, quello che molti esperti internazionali vanno dicendo ormai da settimane. E cioè che a Fukushima la situazione è stata sottovaluta. Quindi da ieri non più livello 5 ma 7, il più alto della scala Ines, quella che classifica gli incidenti nucleari per gravità. Nella storia dell`energia atomica il mondo ha assistito a un disastro di quel grado soltanto con l`esplosione del reattore di Chernobyl, in Ucraina, nel 1986.
lunedì 11 aprile 2011
Breve resoconto dell'incontro del 6 Aprile "Progetti ed iniziative sul ruolo della donna nella società contemporanea"
Sono presenti all’incontro:
Paola Pau, Claudia Antolini, Rosa Maria Cilli, Daniela Marisi, Annalucia Nicosia – circolo Axa Palocco; Claudia Monesi, Anna Misciatelli – circolo Acilia; Donatella Buno – circolo Ostia Antica
Analisi della situazione: Si parte dalla necessità di dare seguito al grande movimento politico e di opinione creato dalla manifestazione “Se non ora, quando?”, come fondamentale punto di partenza perché la politica (e il Partito Democratico, dunque) sia sollecitata a dare centralità al ruolo delle donne nel lavoro, la società civile, la cultura. I numeri sono illuminanti: 9 milioni di donne sono fuori dal lavoro; le donne, a parità di mansioni guadagnano fino al 30% in meno rispetto all’uomo; la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società non arriva al 7 %. Con il governo Berlusconi è’ stato cancellato quanto di positivo era stato proposto a favore della partecipazione delle donne. Questo vale per i finanziamenti per gli asili nido, per le politiche della famiglia, per i centri antiviolenza. Al contrario, le proposte del Partito Democratico sono finalizzate a rimarcare che il sostegno all’occupazione femminile, come un welfare totalmente diverso rappresentino crescita e progresso per la società tutta.
Proposte : Partendo da quanto detto, è evidente l’esigenza di fare rete tra i circoli del Municipio, coinvolgendo maggiormente donne e uomini, per far emergere le necessità comuni e perché si faccia sintesi su proposte concrete. In questa direzione bisogna mettere da parte le analisi solo teoriche e dare corpo ad iniziative specifiche. I temi sui quali l’attenzione è più forte sono senza dubbio: il mondo del lavoro, la politica economica, il welfare. Soprattutto quest’ultimo argomento appare a tutte come il più stimolante e interessante. L’idea è quella di organizzare appuntamenti di riflessione, ricerca, analisi, proposte operative. Questo risulta ancora più significativo in una fase intermedia come questa nella quale non è chiaro il ruolo di un coordinamento municipale femminile.
Il prossimo incontro è aggiornato a mercoledi 20 aprile, ore 18 sempre nella sede del circolo Axa Palocco.
Paola Pau, Claudia Antolini, Rosa Maria Cilli, Daniela Marisi, Annalucia Nicosia – circolo Axa Palocco; Claudia Monesi, Anna Misciatelli – circolo Acilia; Donatella Buno – circolo Ostia Antica
Analisi della situazione: Si parte dalla necessità di dare seguito al grande movimento politico e di opinione creato dalla manifestazione “Se non ora, quando?”, come fondamentale punto di partenza perché la politica (e il Partito Democratico, dunque) sia sollecitata a dare centralità al ruolo delle donne nel lavoro, la società civile, la cultura. I numeri sono illuminanti: 9 milioni di donne sono fuori dal lavoro; le donne, a parità di mansioni guadagnano fino al 30% in meno rispetto all’uomo; la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società non arriva al 7 %. Con il governo Berlusconi è’ stato cancellato quanto di positivo era stato proposto a favore della partecipazione delle donne. Questo vale per i finanziamenti per gli asili nido, per le politiche della famiglia, per i centri antiviolenza. Al contrario, le proposte del Partito Democratico sono finalizzate a rimarcare che il sostegno all’occupazione femminile, come un welfare totalmente diverso rappresentino crescita e progresso per la società tutta.
Proposte : Partendo da quanto detto, è evidente l’esigenza di fare rete tra i circoli del Municipio, coinvolgendo maggiormente donne e uomini, per far emergere le necessità comuni e perché si faccia sintesi su proposte concrete. In questa direzione bisogna mettere da parte le analisi solo teoriche e dare corpo ad iniziative specifiche. I temi sui quali l’attenzione è più forte sono senza dubbio: il mondo del lavoro, la politica economica, il welfare. Soprattutto quest’ultimo argomento appare a tutte come il più stimolante e interessante. L’idea è quella di organizzare appuntamenti di riflessione, ricerca, analisi, proposte operative. Questo risulta ancora più significativo in una fase intermedia come questa nella quale non è chiaro il ruolo di un coordinamento municipale femminile.
Il prossimo incontro è aggiornato a mercoledi 20 aprile, ore 18 sempre nella sede del circolo Axa Palocco.
martedì 5 aprile 2011
Una nuova sede!
... di Paola Pau
Ricordo molto bene il clima degli anni 2006 e 2007 quando si dibatteva con forza e non poche insicurezze sulla nuova funzione di una sede politica, in virtù della quale sembrava particolarmente urgente abbattere l’inutilità della vecchia concezione di sezione, corrispondente ad un ’altrettanto superata idea della politica, lontana dalla gente e dai bisogni.
Erano molto familiari parole come laboratorio aperto, sfida culturale, spazio del fare. Erano frequenti
i riferimenti alla necessità di dialogo, scambio, interazione. Il termine democratico rimandava
all’organizzazione di una cultura originale e dirompente, molto oltre le vecchie ideologie e le antiche
cordate. Ci si domandava se fosse più semplice, o giusto, denominare circolo uno spazio più simile alla
sede di un’associazione aperta, senza tanta severità o disciplina. Una grammatica nuova, tutta da scrivere e le trasformazioni, si sa bene, danno euforia e disorientamento. Il contesto nel quale si animava questo preciso discorso era la convinzione che in una società di solitudini ed egoismi, nella quale i valori e le idee si scompongono, il principio guida di un’anima progressista e riformista potesse anche ricostruire un tessuto di relazioni e di sentimenti.
Sono trascorsi alcuni anni da allora e quelle riflessioni hanno l’aspetto ingenuo dei passaggi non ancora risolti. Il Partito Democratico non ha avuto un avvio semplice e ancora oggi, nei nostri dibattiti ed incontri, non sono rari i rimandi alla ricerca di un’identità più definita, così come all’assunzione di una più concreta responsabilità dove concetti e valori siano quelli, senza ambiguità e ripensamenti.
Più da vicino, localmente, la vita del circolo ha vissuto non poche difficoltà. La chiusura dei capannoni
di Via Ascalona, diventati in poco tempo luogo di incontri politici, discussioni, momenti di festa molto
vivaci, ha deluso e scoraggiato molti, come fosse l’emblema di un progetto da interrompere ma anche,
al contrario, motivato e animato altri, perché spazi all’aperto e gazebo possono essere tranquillamente
luoghi stabili in cui riconoscersi e ripartire. Dal simbolo della coccinella di Paolo Barnacca, che è stata
per un certo periodo l’immagine scelta per rappresentare l’anima testarda e paziente contro gli abusi di
un’ingiustizia verso la società e l’ambiente, c’è stato un frattempo nel quale si sono celebrati congressi,
eletti segretari, discusso mozioni.
La vita di un partito, insomma.
E’ con questo spirito che saluto l’apertura della nuova sede del circolo AXA Palocco alla quale, senza
troppa retorica, auguro, in un’atmosfera simile a quella di un battesimo laico, lunga vita, vivace armonia, concretezza e sogni.
Ricordo molto bene il clima degli anni 2006 e 2007 quando si dibatteva con forza e non poche insicurezze sulla nuova funzione di una sede politica, in virtù della quale sembrava particolarmente urgente abbattere l’inutilità della vecchia concezione di sezione, corrispondente ad un ’altrettanto superata idea della politica, lontana dalla gente e dai bisogni.
Erano molto familiari parole come laboratorio aperto, sfida culturale, spazio del fare. Erano frequenti
i riferimenti alla necessità di dialogo, scambio, interazione. Il termine democratico rimandava
all’organizzazione di una cultura originale e dirompente, molto oltre le vecchie ideologie e le antiche
cordate. Ci si domandava se fosse più semplice, o giusto, denominare circolo uno spazio più simile alla
sede di un’associazione aperta, senza tanta severità o disciplina. Una grammatica nuova, tutta da scrivere e le trasformazioni, si sa bene, danno euforia e disorientamento. Il contesto nel quale si animava questo preciso discorso era la convinzione che in una società di solitudini ed egoismi, nella quale i valori e le idee si scompongono, il principio guida di un’anima progressista e riformista potesse anche ricostruire un tessuto di relazioni e di sentimenti.
Sono trascorsi alcuni anni da allora e quelle riflessioni hanno l’aspetto ingenuo dei passaggi non ancora risolti. Il Partito Democratico non ha avuto un avvio semplice e ancora oggi, nei nostri dibattiti ed incontri, non sono rari i rimandi alla ricerca di un’identità più definita, così come all’assunzione di una più concreta responsabilità dove concetti e valori siano quelli, senza ambiguità e ripensamenti.
Più da vicino, localmente, la vita del circolo ha vissuto non poche difficoltà. La chiusura dei capannoni
di Via Ascalona, diventati in poco tempo luogo di incontri politici, discussioni, momenti di festa molto
vivaci, ha deluso e scoraggiato molti, come fosse l’emblema di un progetto da interrompere ma anche,
al contrario, motivato e animato altri, perché spazi all’aperto e gazebo possono essere tranquillamente
luoghi stabili in cui riconoscersi e ripartire. Dal simbolo della coccinella di Paolo Barnacca, che è stata
per un certo periodo l’immagine scelta per rappresentare l’anima testarda e paziente contro gli abusi di
un’ingiustizia verso la società e l’ambiente, c’è stato un frattempo nel quale si sono celebrati congressi,
eletti segretari, discusso mozioni.
La vita di un partito, insomma.
E’ con questo spirito che saluto l’apertura della nuova sede del circolo AXA Palocco alla quale, senza
troppa retorica, auguro, in un’atmosfera simile a quella di un battesimo laico, lunga vita, vivace armonia, concretezza e sogni.
lunedì 28 marzo 2011
La nota del mattino del 28 marzo
1. MEDITERRANEO, SPONDA SUD: PETROLIO IN MANO AI RIBELLI LIBICI. GHEDDAFI IN DIFFICOLTA’. LA NATO IN COMANDO. ASSAD TENTA LA CARTA DELLA TRATTATIVA IN SIRIA. ALTRE TENSIONI IN YEMEN.
Oggi il comando delle operazioni in Libia passa nelle mani della Nato. Ma intanto i ribelli hanno riconquistato negli ultimi giorni tutti i siti più importanti per il petrolio e il gas della Libia (Es Sider, Ras Lanuf, Brega, Zueitina, Tobruk). I ribelli hanno fatto accordi per esportare petrolio con il Qatar: «In meno di una settimana produrremo dai 100.000 ai 130.000 barili al giorno» ha annunciato un loro portavoce.
Finiti il petrolio e i il gas nelle mani dei ribelli, Gheddafi sta cercando una via di uscita diplomatica. Silvio Berlusconi ha già dichiarato il desiderio di trovare una soluzione diplomatica.
In Siria il presidente Assad sta tentando la strada della mediazione con i ribelli. Ancora non ha fatto nulla, ma ha promesso di abolire le leggi speciali e le dimissioni del governo. Difficile che basti. Molto dipenderà da che cosa accadrà oggi e domani nelle piazze siriane. In Yemen e Bahrein ancora tensioni.
2. LAMPEDUSA: IL GOVERNO GIOCA AL TANTO PEGGIO TANTO MEGLIO. LA LEGA SFRUTTA L’EMERGENZA IN FUNZIONE ELETTORALE. E BERLUSCONI COSTRINGE LOMBARDO (SICILIA) A CHIEDERE…
Lampedusa scoppia. Non solo per gli arrivi dei barconi che si susseguono uno dopo l’altro. La verità è che il governo, come hanno denunciato Livia Turco, Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema alla conferenza nazionale del Partito Democratico sull’immigrazione, ha giocato al tanto peggio tanto meglio: ha evitato di gestire il problema per farlo esplodere sotto i riflettori e le telecamere per sfruttare il tema dell’immigrazione in campagna elettorale e per mettere in difficoltà il governo siciliano, reo di aver lasciato la maggioranza di centrodestra.
In altri momenti drammatici, l’Italia ha dovuto affrontare emergenze altrettanto importanti, ma le ha gestite. Questa volta invece si è voluto far esplodere il problema. E adesso che bisogna gestire il disastro la Lega mostra i muscoli. Intervista del ministro Maroni a Il Corriere della Sera: «La Tunisia aveva promesso un impegno immediato per fermare i flussi migratori, ma le barche continuano ad arrivare. Se non ci sarà un segnale concreto entro i prossimi giorni, procederemo con i rimpatri forzosi». Il ministro dell`Interno Roberto Maroni alza il tiro in materia di contrasto agli sbarchi. Fa propria e rilancia la linea della Lega, poi analizza la posizione dell`Italia nella coalizione che partecipa ai raid in Libia: «Per provare a uscire dal pantano, l`unica soluzione è quella diplomatica proposta da Franco Frattini in accordo con la Germania». Domanda. Venerdì al rientro da Tunisi lei si era mostrato fiducioso sulla collaborazione con il governo locale. Che cosa è cambiato? «Sono arrivate altre mille persone che dicono di essere tunisine. E poi, a bordo di due barconi provenienti dalla Libia, circa mille tra somali ed eritrei. Non siamo in grado di sostenere questi ritmi e dunque bisogna adottare un nuovo atteggiamento»…. Domanda. Lei ha annunciato un piano per la distribuzione dei profughi con una stima di 50.000 persone che potrebbero arrivare dalla Libia in Italia. Crede davvero di riuscire ad assisterle?
«Sono rimasto male impressionato per l`atteggiamento di alcuni amministratori locali che ufficialmente mostrano buona volontà e poi sottobanco cercano motivi per evitare di essere coinvolti. Lo ripeto: l`unica regione esclusa sarà l`Abruzzo. Altrove si procederà secondo il piano che ho sottoposto alle regioni, che prevede un tetto massimo di 1.000 profughi ogni milione di abitanti». Domanda. Chi decide dove alloggiarli? «I governatori in accordo con province e comuni». Domanda. E se ci saranno rifiuti? «Allora saremo noi a individuare le aree…».
Il governatore della Sicilia Lombardo ha lanciato ieri l’allarme. Berlusconi lo riceverà mercoledì. Ed è già prevedibile che metterà sul tavolo anche il tema di uno scambio politico che riguarda la maggioranza di centrodestra.
BATOSTE ELETTORALI PER MERKEL E SARKOZY. IN GERMANIA DILAGANO I VERDI. IN FRANCIA SOCIALISTI E LEPENISTI.
Dopo 58 anni il partito della cancelliera tedesca Angela Merkel è costretto a cedere la guida del Land del Baden-Württemberg, uno dei più importanti motori tecnologici e industriali del Paese. Stando ai risultati provvisori alle elezioni regionali di ieri la formazione conservatrice ha perso il 5,2 per cento dei voti, fermandosi al 39 per cento. Trionfano invece i Verdi, che per la prima volta nella storia si avviano a esprimere un governatore regionale, il docente di etica Winfried Kretschmann. Sull`onda del dibattito sul nucleare il partito ecologista ha centrato il 24,2 per cento dei voti, un dato che non aveva mai raggiunto prima in un`elezione regionale. Rispetto al 2006 si tratta di un balzo di 12,5 punti, sufficienti per scavalcare anche la Spd, che, col 23,1 per cento (-2,1%), raccoglie invece il peggior risultato di sem- pre in Baden-Wiirttemberg. Pesante tonfo per la Fdp, finora al governo con la Cdu: i liberali dimezzano i propri voti e riescono di un pelo a superare lo sbarramento del 5 per cento. Verdi ed Spd insieme governeranno con 71 seggi, uno in più della maggioranza assoluta in parlamento e 4 in più di Cdu e Fdp. I trend del Baden-Württemberg sono stati confermati in parte dalle contemporanee elezioni in Renania-Palatinato. I Verdi, finora fuori dal parlamento regionale, conquistano il 15,3 per cento dei voti, salendo del 10,7 per cento rispetto al 2006. La Spd, al governo da 16 anni con Kurt Beck, resta sì primo partito col 35,7 per cento, ma perde ben il 9,9 per cento dei voti. Buona affermazione per la Cdu, che guadagna il 2,4 e sale al 35,2 per cento. Catastrofico, invece, il dato della Fdp: i liberali dimezzano i loro voti e, con appena il 4,2 per cento, restano fuori dal parlamento regionale. Un risultato, questo, che può innescare il prossimo terremoto politico a Berlino. Non è infatti escluso che Rainer Bruderle, presidente della Fdp in Renania-Palatinato e alleato al governo nazionale di angela Merkel, si dimetta da ministro federale dell`Economia. Il crollo dei liberali è attribuito anche alla sua gaffe sul nucleare, svelata alla vigilia del voto: in una riunione a porte chiuse coi vertici della Confindustria tedesca Briderle avrebbe spiegato che il dietrofront di Berlino sul nucleare era una mossa tattica dovuta solo alle elezioni regionali.
Batosta elettorale anche il presidente gfrancese Sarkozy, nonostante la prova muscolare in Libia. Al secondo turno delle amministrative, vittoria dei socialisti e del Fronte nazionale di Le Pen. Secondo l`ultimo sondaggio Ipsos, al primo turno delle presidenziali Sarkò sarebbe superato sia da madame Le Pen sia da tre dei quattro possibili candidati socialisti, Aubry, Hollande, StraussKahn. Sarkozy passerebbe al secondo turno (sempre dopo Le Pen) solo se i socialisti decidessero di candidare Ségolène Royal.
3. GIUSTIZIA, SETTIMANA DECISIVA PER GLI INTERVENTI SALVA-BERLUSCONI ALLA CAMERA. OGGI SHOW DEL PRESIDENTE A MILANO, CON LA CLAQUE.
Stamane Silvio Berlusconi varcherà la soglia di un`aula del tribunale di Milano per un processo a suo carico. Si tratta dell`udienza preliminare per il caso Mediatrade, nel quale è accusato assieme ad altri 11 imputati, tra cui il figlio Pier Silvio e il presidente di Mediaset Confalonieri, di frode fiscale e appropriazione indebita. Ad accoglierlo troverà, tra gli altri, i suoi fans mobilitati dal Pdl per sostenerlo.
La presenza in tribunale si spiega questa volta con l’esigenza di “mostrare” la propria buona volontà nella settimana della spallata per le gli interventi salva-Silvio alla Camera. Oggi infatti approda all’esame dell’aula di Montecitorio il processo breve e dunque anche la norma per la prescrizione breve per gli incensurati (studiata esattamente per ottenere la prescrizione nei processi più pericolosi per il presidente, come quello per corruzione nei confronti dell’avvocato Mills, già condannato come corrotto). Nonsolo. Dopo l`ok di stretta misura (11 a 10) ricevuto dalla Giunta per le autorizzazioni, da martedì alla Camera la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione per togliere il processo Ruby al tribunale di Milano e passarlo al tribunale dei ministri sarà al vaglio della Giunta per il regolamento dove il centrosinistra è in maggioranza. E` probabile che la decisione finale venga lasciata all`Aula di Montecitorio. Ma resta da vedere se il voto arriverà prima dell`inizio del processo al tribunale di Milano o se le opposizioni riusciranno a dilazionarei tempi fino a dopo il 6 aprile.
4. PD. OGGI IN DIREZIONE LA RINCORSA PER IL VOTO AMMINISTRATIVO E LE INIZIATIVE PER ANDARE OLTRE IL BERLUSCONISMO. INTERVISTA DI BINDI. LE RIUNIONI DI AREADEM E 360.
Questa mattina si riunisce la direzione nazionale del Partito Democratico. Al centro del dibattito, la situazione politica. La Direzione sarà il trampolino di lancio per la corsa finale verso le elezioni amministrative.
Nel fine settimana si sono svolte diverse riunioni. A Iseo si è riunita l’Associazione 360 organizzata dal vicesegretario del Pd, Enrico Letta. A Cortona si è riunita Areadem. Il Messaggero: «Un patto tra le opposizioni». In Parlamento innanzitutto. Ma anche nella società «sui terreni che sono già comuni»: Dario Franceschini ha concluso ieri con questa proposta il convegno di Areadem a Cortona. Del resto l`intera tre giorni, cominciata con una tavola rotonda a cui hanno preso parte, oltre al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Fausto Bertinotti, è ruotata intorno al tema dell`«alleanza costituente». Oggi si riunirà a Roma la direzione del Pd. L`asse tra Bersani e Franceschini è ormai l`ossatura della maggioranza interna. E se il segretario sembra intenzionato a centrare la sua relazione sulla crisi di Berlusconi e sulla crescente responsabilità che grava fin d`ora sul Pd, a partire dai voti determinanti sull`intervento in Libia e dall`astensione sul federalismo regionale, il capogruppo alla Camera ieri ha insistito sull`alleanza delle opposizioni (senza esclusioni verso Udc, Idv e Sei) come la base necessaria per un «progetto di ricostruzione».
Intervista del presidente Rosy Bindi a Il Corriere della Sera: «Sul federalismo regionale ci siamo confrontati nel merito, ma nessuno si illuda che ci siano possibilità di collaborare con i leghisti ». «Non sono al corrente di colloqui particolari tra il mio
partito e il partito di Bossi. Non è il caso che Bossi millanti una telefonata con Bersani che è stata smentita. Il dialogo non c`è, salvo quello che tutti conoscono, cioè l`intervista del segretario alla Padania e il nostro comportamento in Parlamento. Bossi ci ringrazia e fa bene, perché con il nostro lavoro in Bicamerale abbiamo impedito o contenuto i danni del "loro" federalismo. Abbiamo messo ancora una volta sub iudice quel provvedimento la cui attuazione non potrà essere avviata prima del 2013, e solo a condizione che ci siano le risorse. Questa è la clausola di salvaguardia. E sia chiaro che, se non cambiala politica economica del governo, le risorse non ci saranno mai. La riforma allora sarebbe da riscrivere. Al leader leghista suggerirei poi di no rivendere in Padania quel che ancora non c`è: è stato votato il presupposto per il federalismo, non è ancora l`attuazione della riforma». «Ci siamo astenuti perché sono state accolte tutte le nostre proposte: noi abbiamo dato per l`ennesima volta prova di essere un`opposizione non pregiudiziale, che si confronta nel merito. Se quel provvedimento fosse andato in aula sarebbe stato comunque approvato e senza i miglioramenti che ci sono stati. Politicamente non ci siamo comunque distratti. Proprio in queste settimane i leghisti sono stati promotori alle Camere della prescrizione breve, dell`inserimento della responsabilità civile dei magistrati nella legge comunitaria, del via libera al conflitto di attribuzione sul caso Ruby. Il Carroccio strumentalizza la tragedia di Lampedusa per lucrare consenso. Ha tenuto sotto scacco il Parlamento sulla Libia. Non ci sono possibilità di collaborazione con una forza così».
Domanda. Bersani ha tuttavia rivolto un appello al Carroccio: siamo noi a garantire l`orizzonte federalista, smettetela - ha detto - di tenere bordone a Berlusconi. Questa sembra un`avance. Lei come la interpreta? «Credo che Bersani abbia voluto ricordare alla Lega i misfatti di cui si sta rendendo corresponsabile: sostiene un premier con quattro capi di imputazione. Noi parliamo agli elettori della Lega, per ricordare che il federalismo lo abbiamo introdotto noi nella Costituzione, sta nel dna del Pd, non in quello nella maggioranza». Domanda. I1 Pd non pecca di tatticismo, in nome della spallata a Berlusconi? «Stiamo perseguendo un obiettivo strategico, che è quello di ricostruire l`Italia dopo Berlusconi. Questa è la strategia dentro cui ci muoviamo e che offriamo alle opposizioni e a tutto il paese, agli elettori della Lega come a quelli del Pdl. Se andassimo a votare Berlusconi non vincerebbe perché non ha più la maggioranza, ma dobbiamo conquistare anche il suo elettorato a un impegno di ricostruzione dell`Italia. Per mandare a casa Berlusconi occorre la capacità di muoversi anche nel breve periodo. Sappiamo bene che dobbiamo fare scoppiare le contraddizioni nella Lega perché - nessuno lo nega- il Carroccio ha ora in mano il governo più di quanto ce l`abbia lo stesso Berlusconi…».
Oggi il comando delle operazioni in Libia passa nelle mani della Nato. Ma intanto i ribelli hanno riconquistato negli ultimi giorni tutti i siti più importanti per il petrolio e il gas della Libia (Es Sider, Ras Lanuf, Brega, Zueitina, Tobruk). I ribelli hanno fatto accordi per esportare petrolio con il Qatar: «In meno di una settimana produrremo dai 100.000 ai 130.000 barili al giorno» ha annunciato un loro portavoce.
Finiti il petrolio e i il gas nelle mani dei ribelli, Gheddafi sta cercando una via di uscita diplomatica. Silvio Berlusconi ha già dichiarato il desiderio di trovare una soluzione diplomatica.
In Siria il presidente Assad sta tentando la strada della mediazione con i ribelli. Ancora non ha fatto nulla, ma ha promesso di abolire le leggi speciali e le dimissioni del governo. Difficile che basti. Molto dipenderà da che cosa accadrà oggi e domani nelle piazze siriane. In Yemen e Bahrein ancora tensioni.
2. LAMPEDUSA: IL GOVERNO GIOCA AL TANTO PEGGIO TANTO MEGLIO. LA LEGA SFRUTTA L’EMERGENZA IN FUNZIONE ELETTORALE. E BERLUSCONI COSTRINGE LOMBARDO (SICILIA) A CHIEDERE…
Lampedusa scoppia. Non solo per gli arrivi dei barconi che si susseguono uno dopo l’altro. La verità è che il governo, come hanno denunciato Livia Turco, Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema alla conferenza nazionale del Partito Democratico sull’immigrazione, ha giocato al tanto peggio tanto meglio: ha evitato di gestire il problema per farlo esplodere sotto i riflettori e le telecamere per sfruttare il tema dell’immigrazione in campagna elettorale e per mettere in difficoltà il governo siciliano, reo di aver lasciato la maggioranza di centrodestra.
In altri momenti drammatici, l’Italia ha dovuto affrontare emergenze altrettanto importanti, ma le ha gestite. Questa volta invece si è voluto far esplodere il problema. E adesso che bisogna gestire il disastro la Lega mostra i muscoli. Intervista del ministro Maroni a Il Corriere della Sera: «La Tunisia aveva promesso un impegno immediato per fermare i flussi migratori, ma le barche continuano ad arrivare. Se non ci sarà un segnale concreto entro i prossimi giorni, procederemo con i rimpatri forzosi». Il ministro dell`Interno Roberto Maroni alza il tiro in materia di contrasto agli sbarchi. Fa propria e rilancia la linea della Lega, poi analizza la posizione dell`Italia nella coalizione che partecipa ai raid in Libia: «Per provare a uscire dal pantano, l`unica soluzione è quella diplomatica proposta da Franco Frattini in accordo con la Germania». Domanda. Venerdì al rientro da Tunisi lei si era mostrato fiducioso sulla collaborazione con il governo locale. Che cosa è cambiato? «Sono arrivate altre mille persone che dicono di essere tunisine. E poi, a bordo di due barconi provenienti dalla Libia, circa mille tra somali ed eritrei. Non siamo in grado di sostenere questi ritmi e dunque bisogna adottare un nuovo atteggiamento»…. Domanda. Lei ha annunciato un piano per la distribuzione dei profughi con una stima di 50.000 persone che potrebbero arrivare dalla Libia in Italia. Crede davvero di riuscire ad assisterle?
«Sono rimasto male impressionato per l`atteggiamento di alcuni amministratori locali che ufficialmente mostrano buona volontà e poi sottobanco cercano motivi per evitare di essere coinvolti. Lo ripeto: l`unica regione esclusa sarà l`Abruzzo. Altrove si procederà secondo il piano che ho sottoposto alle regioni, che prevede un tetto massimo di 1.000 profughi ogni milione di abitanti». Domanda. Chi decide dove alloggiarli? «I governatori in accordo con province e comuni». Domanda. E se ci saranno rifiuti? «Allora saremo noi a individuare le aree…».
Il governatore della Sicilia Lombardo ha lanciato ieri l’allarme. Berlusconi lo riceverà mercoledì. Ed è già prevedibile che metterà sul tavolo anche il tema di uno scambio politico che riguarda la maggioranza di centrodestra.
BATOSTE ELETTORALI PER MERKEL E SARKOZY. IN GERMANIA DILAGANO I VERDI. IN FRANCIA SOCIALISTI E LEPENISTI.
Dopo 58 anni il partito della cancelliera tedesca Angela Merkel è costretto a cedere la guida del Land del Baden-Württemberg, uno dei più importanti motori tecnologici e industriali del Paese. Stando ai risultati provvisori alle elezioni regionali di ieri la formazione conservatrice ha perso il 5,2 per cento dei voti, fermandosi al 39 per cento. Trionfano invece i Verdi, che per la prima volta nella storia si avviano a esprimere un governatore regionale, il docente di etica Winfried Kretschmann. Sull`onda del dibattito sul nucleare il partito ecologista ha centrato il 24,2 per cento dei voti, un dato che non aveva mai raggiunto prima in un`elezione regionale. Rispetto al 2006 si tratta di un balzo di 12,5 punti, sufficienti per scavalcare anche la Spd, che, col 23,1 per cento (-2,1%), raccoglie invece il peggior risultato di sem- pre in Baden-Wiirttemberg. Pesante tonfo per la Fdp, finora al governo con la Cdu: i liberali dimezzano i propri voti e riescono di un pelo a superare lo sbarramento del 5 per cento. Verdi ed Spd insieme governeranno con 71 seggi, uno in più della maggioranza assoluta in parlamento e 4 in più di Cdu e Fdp. I trend del Baden-Württemberg sono stati confermati in parte dalle contemporanee elezioni in Renania-Palatinato. I Verdi, finora fuori dal parlamento regionale, conquistano il 15,3 per cento dei voti, salendo del 10,7 per cento rispetto al 2006. La Spd, al governo da 16 anni con Kurt Beck, resta sì primo partito col 35,7 per cento, ma perde ben il 9,9 per cento dei voti. Buona affermazione per la Cdu, che guadagna il 2,4 e sale al 35,2 per cento. Catastrofico, invece, il dato della Fdp: i liberali dimezzano i loro voti e, con appena il 4,2 per cento, restano fuori dal parlamento regionale. Un risultato, questo, che può innescare il prossimo terremoto politico a Berlino. Non è infatti escluso che Rainer Bruderle, presidente della Fdp in Renania-Palatinato e alleato al governo nazionale di angela Merkel, si dimetta da ministro federale dell`Economia. Il crollo dei liberali è attribuito anche alla sua gaffe sul nucleare, svelata alla vigilia del voto: in una riunione a porte chiuse coi vertici della Confindustria tedesca Briderle avrebbe spiegato che il dietrofront di Berlino sul nucleare era una mossa tattica dovuta solo alle elezioni regionali.
Batosta elettorale anche il presidente gfrancese Sarkozy, nonostante la prova muscolare in Libia. Al secondo turno delle amministrative, vittoria dei socialisti e del Fronte nazionale di Le Pen. Secondo l`ultimo sondaggio Ipsos, al primo turno delle presidenziali Sarkò sarebbe superato sia da madame Le Pen sia da tre dei quattro possibili candidati socialisti, Aubry, Hollande, StraussKahn. Sarkozy passerebbe al secondo turno (sempre dopo Le Pen) solo se i socialisti decidessero di candidare Ségolène Royal.
3. GIUSTIZIA, SETTIMANA DECISIVA PER GLI INTERVENTI SALVA-BERLUSCONI ALLA CAMERA. OGGI SHOW DEL PRESIDENTE A MILANO, CON LA CLAQUE.
Stamane Silvio Berlusconi varcherà la soglia di un`aula del tribunale di Milano per un processo a suo carico. Si tratta dell`udienza preliminare per il caso Mediatrade, nel quale è accusato assieme ad altri 11 imputati, tra cui il figlio Pier Silvio e il presidente di Mediaset Confalonieri, di frode fiscale e appropriazione indebita. Ad accoglierlo troverà, tra gli altri, i suoi fans mobilitati dal Pdl per sostenerlo.
La presenza in tribunale si spiega questa volta con l’esigenza di “mostrare” la propria buona volontà nella settimana della spallata per le gli interventi salva-Silvio alla Camera. Oggi infatti approda all’esame dell’aula di Montecitorio il processo breve e dunque anche la norma per la prescrizione breve per gli incensurati (studiata esattamente per ottenere la prescrizione nei processi più pericolosi per il presidente, come quello per corruzione nei confronti dell’avvocato Mills, già condannato come corrotto). Nonsolo. Dopo l`ok di stretta misura (11 a 10) ricevuto dalla Giunta per le autorizzazioni, da martedì alla Camera la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione per togliere il processo Ruby al tribunale di Milano e passarlo al tribunale dei ministri sarà al vaglio della Giunta per il regolamento dove il centrosinistra è in maggioranza. E` probabile che la decisione finale venga lasciata all`Aula di Montecitorio. Ma resta da vedere se il voto arriverà prima dell`inizio del processo al tribunale di Milano o se le opposizioni riusciranno a dilazionarei tempi fino a dopo il 6 aprile.
4. PD. OGGI IN DIREZIONE LA RINCORSA PER IL VOTO AMMINISTRATIVO E LE INIZIATIVE PER ANDARE OLTRE IL BERLUSCONISMO. INTERVISTA DI BINDI. LE RIUNIONI DI AREADEM E 360.
Questa mattina si riunisce la direzione nazionale del Partito Democratico. Al centro del dibattito, la situazione politica. La Direzione sarà il trampolino di lancio per la corsa finale verso le elezioni amministrative.
Nel fine settimana si sono svolte diverse riunioni. A Iseo si è riunita l’Associazione 360 organizzata dal vicesegretario del Pd, Enrico Letta. A Cortona si è riunita Areadem. Il Messaggero: «Un patto tra le opposizioni». In Parlamento innanzitutto. Ma anche nella società «sui terreni che sono già comuni»: Dario Franceschini ha concluso ieri con questa proposta il convegno di Areadem a Cortona. Del resto l`intera tre giorni, cominciata con una tavola rotonda a cui hanno preso parte, oltre al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Fausto Bertinotti, è ruotata intorno al tema dell`«alleanza costituente». Oggi si riunirà a Roma la direzione del Pd. L`asse tra Bersani e Franceschini è ormai l`ossatura della maggioranza interna. E se il segretario sembra intenzionato a centrare la sua relazione sulla crisi di Berlusconi e sulla crescente responsabilità che grava fin d`ora sul Pd, a partire dai voti determinanti sull`intervento in Libia e dall`astensione sul federalismo regionale, il capogruppo alla Camera ieri ha insistito sull`alleanza delle opposizioni (senza esclusioni verso Udc, Idv e Sei) come la base necessaria per un «progetto di ricostruzione».
Intervista del presidente Rosy Bindi a Il Corriere della Sera: «Sul federalismo regionale ci siamo confrontati nel merito, ma nessuno si illuda che ci siano possibilità di collaborare con i leghisti ». «Non sono al corrente di colloqui particolari tra il mio
partito e il partito di Bossi. Non è il caso che Bossi millanti una telefonata con Bersani che è stata smentita. Il dialogo non c`è, salvo quello che tutti conoscono, cioè l`intervista del segretario alla Padania e il nostro comportamento in Parlamento. Bossi ci ringrazia e fa bene, perché con il nostro lavoro in Bicamerale abbiamo impedito o contenuto i danni del "loro" federalismo. Abbiamo messo ancora una volta sub iudice quel provvedimento la cui attuazione non potrà essere avviata prima del 2013, e solo a condizione che ci siano le risorse. Questa è la clausola di salvaguardia. E sia chiaro che, se non cambiala politica economica del governo, le risorse non ci saranno mai. La riforma allora sarebbe da riscrivere. Al leader leghista suggerirei poi di no rivendere in Padania quel che ancora non c`è: è stato votato il presupposto per il federalismo, non è ancora l`attuazione della riforma». «Ci siamo astenuti perché sono state accolte tutte le nostre proposte: noi abbiamo dato per l`ennesima volta prova di essere un`opposizione non pregiudiziale, che si confronta nel merito. Se quel provvedimento fosse andato in aula sarebbe stato comunque approvato e senza i miglioramenti che ci sono stati. Politicamente non ci siamo comunque distratti. Proprio in queste settimane i leghisti sono stati promotori alle Camere della prescrizione breve, dell`inserimento della responsabilità civile dei magistrati nella legge comunitaria, del via libera al conflitto di attribuzione sul caso Ruby. Il Carroccio strumentalizza la tragedia di Lampedusa per lucrare consenso. Ha tenuto sotto scacco il Parlamento sulla Libia. Non ci sono possibilità di collaborazione con una forza così».
Domanda. Bersani ha tuttavia rivolto un appello al Carroccio: siamo noi a garantire l`orizzonte federalista, smettetela - ha detto - di tenere bordone a Berlusconi. Questa sembra un`avance. Lei come la interpreta? «Credo che Bersani abbia voluto ricordare alla Lega i misfatti di cui si sta rendendo corresponsabile: sostiene un premier con quattro capi di imputazione. Noi parliamo agli elettori della Lega, per ricordare che il federalismo lo abbiamo introdotto noi nella Costituzione, sta nel dna del Pd, non in quello nella maggioranza». Domanda. I1 Pd non pecca di tatticismo, in nome della spallata a Berlusconi? «Stiamo perseguendo un obiettivo strategico, che è quello di ricostruire l`Italia dopo Berlusconi. Questa è la strategia dentro cui ci muoviamo e che offriamo alle opposizioni e a tutto il paese, agli elettori della Lega come a quelli del Pdl. Se andassimo a votare Berlusconi non vincerebbe perché non ha più la maggioranza, ma dobbiamo conquistare anche il suo elettorato a un impegno di ricostruzione dell`Italia. Per mandare a casa Berlusconi occorre la capacità di muoversi anche nel breve periodo. Sappiamo bene che dobbiamo fare scoppiare le contraddizioni nella Lega perché - nessuno lo nega- il Carroccio ha ora in mano il governo più di quanto ce l`abbia lo stesso Berlusconi…».
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