martedì 26 aprile 2011

Nota del mattino del Partito Democratico 26 aprile 2011

1.    LIBIA.    BERLUSCONI    QUAL    PIUMA    AL    VENTO    F A    L ’ENNESIMA    GIRA VOL T A    E PARLA DI BOMBARDAMENTI SENZA AVER AVVERTITO PARLAMENTO, OPPOSIZIONI E ALLEATI AL GOVERNO. PD: VENGA ALLE CAMERE.
«I nostri aerei non sparano e non spareranno». Parole di Silvio Berlusconi, un mese fa, quando il presidente italiano era «addolorato per Gheddafi», l’amico personale al quale aveva anche baciato la mano. Prima ancora non lo aveva voluto «disturbare» mentre il colonnello sparava sui suoi concittadini. Infine, si era allineato all’intervento, ma con pubblica riluttanza, quasi costretto dal ministro degli Esteri, Franco Frattini (lo ha lasciato trapelare più volte attraverso i giornalisti che lo seguono più da vicino). Ieri sera invece Berlusconi ha improvvisamente indossato i panni del guerriero e rendendo nota una telefonata con il presidente Usa, Barack Obama (della serie: noi grandi della terra decidiamo in quattro e quattro otto), ha annunciato che l’Italia bombarderà la Libia.
In realtà la decisione è stata presa giorni fa, durante la visita del presidente della commissione Esteri del Parlamento Usa, Kerry. Ma fino a ieri, quando Berlusconi ha avvertito Napolitano e poi emesso un comunicato, nessuno era stato informato: non il Parlamento, non le opposizioni. I ministri della Lega hanno fatto fuoco e fiamme contro questa scelta. Ma non è chiaro se davvero sono stati presi alla sprovvista e sono disposti ad andare fino in fondo o se hanno fatto una sceneggiata in pubblico ad uso e consumo del proprio elettorato, già consapevoli che poi in Consiglio dei ministri diranno sì.
Le forze dell`opposizione hanno chiesto un immediato dibattito parlamentare. Il fatto che Berlusconi nella telefonata con Obama abbia garantito la disponibilità italiana a raid aerei «mirati» senza passare per un preventivo coinvolgimento delle Camere è stato criticato da Pd, Idv e Udc. Gheddafi è sicuramente «un nemicodel popolo libico che l`Occidentedeve combattere» ha dichiarato Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, ma la partecipazione degli aerei italiani ai bombardamenti costituisce «una svolta improvvisa e inaspettata, di cui è fondamentale capire meglio le motivazioni». Per questo il Pd ha chiesto un dibattito in Parlamento, necessario anche per capire se le nuove regole d`ingaggio della nostra aereonautica rientrino nel dettato costituzionale e nelle scelte già fatte dall’Onu. In ogni caso, «non si può chiedere ai nostri piloti di partecipare ai bombardamenti con un governo diviso e con un Parlamento che ancora non ne ha discusso». I Democratici aspettano insomma il dibattito parlamentare e hanno fin d`ora fissato quali saranno i vincoli della loro posizione. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, lo ha detto chiaramente: «Il nostro riferimento continua ad essere la risoluzione 1973 dell`Onu. Se verranno confermati i confini di quella risoluzione il Pd non farà mancare il suo assenso». Fermo restando che «sono gravi le divisioni irresponsabili che continuano a manifestarsi dentro il governo, con la Lega che continua a prendere le distanze dalle decisioni di Berlusconi. Questo è un fatto per noi inaccettabile che testimonia della crisi continua e irreversibile di questo esecutivo».
2.    POPULISMO,    PROP AGANDA    E    AFF ARI.    OGGI    L ’INCONTRO    TRA    BERLUSCONI E SARKOZY A ROMA. SI CONCLUDERA’ CON UN ACCORDO SU SCHENGEN, IL SOSTEGNO A DRAGHI PER LA BCE E AFFARI PER PARIGI. LACTALIS LANCIA L’OPA SU PARMALAT.
Non si esclude che la fretta con la quale è stato annunciato il coinvolgimento italiano nei bombardamenti abbia avuto anche lo scopo di far sentire Berlusconi alla stessa altezza del bellicoso Sarkozy, il primo a partire contro Gheddafi. Oggi si svolgerà infatti a villa Madama, a Roma, l’incontro tra i due presidenti, entrambi alle prese con un drammatico calo di consenso interno e alla ricerca di continui colpi di teatro per riprendersi.
La riunione si concluderà con un possibile accordo sulla richiesta di fare il tagliando al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone all’interno dell’Ue (il che non risolve il problema dell’immigrazione, ma permette di mostrare i muscoli) e, forse, con il sostegno francese alla candidatura di Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, alla presidenza della Banca centrale europea. Ma sugli affari non è detto che fili tutto liscio: i francesi sono presenti nel capitale di Edison, gruppo energetico di prima grandezza, e vorrebbero acquisirne il controllo; A2a, colosso milanese e bresciano dell’energia che controlla un’altra quota del capitale della Edison, non intende mollare la presa. I francesi di Lactalis vorrebbero conquistare Parmalat ed hanno lanciato un’opa, offerta pubblica di acquisto. Il governo Berlusconi ha lanciato una crociata per l’italianità della società rinata dopo lo scandalo Tanzi. Ma a un’opa non si risponde con le intenzioni.
Una cosa comunque è già certa: l’incontro sarà un palcoscenico sul quale entrambi i presidenti oggi si esibiranno per fini interni, per mostrarsi ai propri elettori.
3. NAPOLITANO INDICA LA VIA DELLA RESPONSABILITA’. LA DESTRA CANDIDA BERLUSCONI AL QUIRINALE E SI APPRESTA A RIPRENDERE IL CAMMINO PER STRAVOLGERE LA COSTITUZIONE. Il PD AL CENTRO DELLO SCHIERAMENTO DELLE OPPOSIZIONI.
Il discorso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazi-fascismo è stato apprezzato da tutti. "Il 25 aprile festa della Liberazione si colloca quest'anno nella scia delle celebrazioni del centocinquantenario dell'Unità d'Italia che hanno nel marzo scorso toccato il culmine in tutto il paese. Nel richiamare entrambi gli anniversari i punti di contatto appaiono evidenti. Nonostante la distanza e la diversità dei periodi e degli eventi storici, ritroviamo le forze migliori della nazione impegnate a perseguire gli stessi grandi obbiettivi ideali: libertà, indipendenza, unità". "Quei valori già affermatisi attraverso il moto risorgimentale e sanciti con la nascita dello Stato nazionale italiano, dovettero essere a caro prezzo recuperati fra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945. Fu necessario riconquistare con le nostre forze - cooperando con gli eserciti alleati, senza attenderne passivamente i decisivi successi - le libertà negate dal fascismo, l'indipendenza violata dall'occupazione e dal dominio nazista, l'unità di un'Italia divisa in due". "Nel parlare - il 17 marzo scorso a Montecitorio - delle ardue prove superate nel corso della nostra storia di 150 anni" anche e in particolare "all'esperienza rigeneratrice della Resistenza come risposta a colpi durissimi e a rischi estremi vissuti dalla nazione. Dalla memoria e dalla viva consapevolezza di prove come quella possiamo trarre - voglio ripeterlo - la fiducia indispensabile per affrontare le sfide di oggi e del futuro. La complessità di queste sfide e delle incognite che vi si accompagnano, la difficoltà dei problemi che già ci si pongono e ci incalzano, richiedono un nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza. E' questa consapevolezza, è questa sollecitazione che abbiamo sentito esprimersi
nelle celebrazioni del centocinquantenario lo scorso marzo". "Certo, sono poi seguite settimane di aspra tensione nella vita istituzionale e nei rapporti politici, anche per l'avvicinarsi di normali scadenze elettorali. Ebbene, è nell'interesse comune - ha rilevato il Presidente Napolitano - che le esigenze della competizione in vista del voto non facciano prevalere una logica di acceso e cieco scontro; è nell'interesse comune che dal richiamo di oggi, 25 aprile, agli anni della Resistenza, della ricostruzione democratica e del rilancio economico, sociale e civile dell'Italia, dal richiamo a quelle grandi prove di impegno collettivo, venga lo stimolo a tener fermo quel che ci unisce e deve unirci come italiani. E parlo del lascito della Resistenza, dell'eredità di quell'Assemblea Costituente che sull'onda della Liberazione nacque insieme con la Repubblica". "Si proceda - ha concluso il Presidente della Repubblica - alle riforme considerate mature e necessarie, come in questi anni ho sempre auspicato; lo si faccia con la serietà che è doverosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali in cui tutti possono riconoscersi. Senza mettere in forse quei principi, e quella sintesi - così comprensiva e limpida - dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha nella sua Prima Parte sancito. Rendiamo così omaggio a coloro che combatterono e caddero sognando un'Italia libera, prospera e solidale, non più fatalmente lacerata, capace di rinnovare e rafforzare le basi della sua unità".
Discorso chiaro. Il Pdl ha tentato di strumentalizzarlo dicendo che le opposizioni dovrebbero seguirne l’insegnamento, non opponendosi così strenuamente alle riforme costituzionali. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha però chiarito immediatamente le cose: "Oggi il Capo dello Stato ha rivolto un quanto mai opportuno monito, in una data fondamentale che ricorda le radici della nostra Repubblica, al rispetto, nel pur necessario percorso di riforme che dovrebbe accompagnare la crescita del nostro Paese, dei valori e dei principi che sono alla base della nostra Costituzione. E' un monito e un appello che noi condividiamo e nel quale ci riconosciamo". "Io mi auguro che anche il Governo e la maggioranza vogliano, finalmente e non a parole, ascoltare con responsabilità le sacrosante parole del Capo dello Stato. Il chiaro ed esplicito riferimento fatto dal Presidente alla prima parte della nostra Carta mi sembra un evidente allarme lanciato contro quei tentativi espliciti ed impliciti che da settimane cercano di forzare e stravolgere la natura e le ragioni della nostra Costituzione. Tentativi che non sono certo venuti dalle forze di opposizione ma da esponenti della maggioranza e da un governo che di fatto, ricorrendo anche a forzature legislative, non riconosce quell'esperanto democratico che è la nostra Carta costituzionale".
A confermare la strumentalità delle posizioni della destra, ieri dal Pdl sono arrivate anche le prime esplicite proposte di candidare Berlusconi al Quirinale. «Con questa legge elettorale basta un voto in più per la Camera per avere la possibilità di eleggere il presidente della Repubblica. E credo che chi sta apprezzando adesso un`opera come quella del presidente Napolitano potrà bene immaginare, credo con un brivido, come potrebbe essere diversa la situazione, con Berlusconi al Quirinale» ha detto ieri il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, mentre partecipava a Milano al corteo per il 25 aprile. «Perché ormai è chiaro che perseguirà il massimo degli obiettivi, che il suo sogno è di una posizione di preminenza e non di equilibrio. Lo dico anche a chi ha un po` di puzza sotto il naso quando parlo di alleanze larghe per la ricostruzione». «Nella percezione dei cittadini - ha detto ancora Bersani - è molto forte la parte del messaggio di Napolitano quando dice 'non tocchiamo i capisaldi di questa Costituzione'. La Costituzione dice cose chiare riguardo al lavoro, l'uguaglianza, l'onore nello svolgimento delle funzioni pubbliche. Questi pilastri non possono essere picconati. Questo è il sentimento prevalente in questo 25 aprile, un sentimento di democrazia».
4. ELEZIONI. ULTIMO MESE, VOLATA FINALE PER BATTERE LA DESTRA. DOMANI BERSANI PRESENTA I CANDIDATI DEL CENTROSINISTRA. A ROMA, TRA GLI ALTRI, CON FASSINO, MEROLA, MORCONE E PISAPIA.
Meno di un mese alle elezioni amministrative, comincia la volata finale per battere la destra. Domani, alle 11,00, presso il Residence Ripetta, a Roma, il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, presenterà in un incontro con la stampa i candidati del centrosinistra sostenuti dal Pd. Tra i diversi candidati a sindaco ed a presidente di provincia, vi saranno Fassino, Merola, Morcone e Pisapia. Diretta televisiva su Youdem.
5. ORO, ARGENTO E PETROLIO ALLE STELLE. GIOCHI PERICOLOSI A WALL STREET. TROPPI SOLDI IN GIRO. DEBITO USA SOTTO I RIFLETTORI: DOMANI IL GOVERNATORE USA BEN BERNANKE PARLA ALLA STAMPA.
Oro, argento e petrolio a prezzi record, segnale di pericolo perché questo indica che i mercati si aspettano una ripresa dell’inflazione nel mondo o che il dollaro continui a perdere valore rispetto alle altre monete. In Usa si è scoperto che banche e finanziarie hanno continuato a giocare con titoli pericolosi. Il debito pubblico nordamericano è finito sotto i riflettori. E si avvicina la scadenza in cui la Fed, la banca centrale Usa, dovrà decidere se continuare a sostenere l’economia immettendo denaro liquido.
Sono queste le premesse che hanno fatto alzare tutte le antenne quando Ben Bernanke, il presidente della Fed, ha annunciato che domani, dopo la periodica riunione del comitato monetario della Federal Reserve Usa, farà per la prima volta nella storia non un semplice comunicato di poche righe ma una lunga conferenza stampa. Tutti si aspettano un intervento che chiarisca quale sarà strategia Usa per uscire dalle strette. E che cosa pensa del fatto che ora si prevede che l’economia della Cina superi quella degli Usa già nel 2016.
Su La Repubblica colloquio con Giulio Tremonti. Nessuna novità.
6. SIRIA. CARRI ARMATI CONTRO LA RIVOLTA. MA SI INDEBOLISCE L’ASSE DEGLI SCIITI IN MEDIO ORIENTE.
Da Il Foglio: “Tremila soldati, appoggiati da otto carri armati e due blindati, hanno iniziato ieri il rastrellamento a Deraa. Le testimonianze sono drammatiche: "Stanno bombardando coi mortai il centro della città e colpisconole case con i mitra pesanti". E ancora: "Avanzano a plotoni nelle strade e sparano all`impazzata, a caso". Il regime baathista siriano ha deciso di soffocare la ribellione della città che ha dato inizio alla protesta, dispiegando la stessa ferocia con    cui    nel    1982    il    padre    di Bashar,    Hafez,    soffocò    la    rivolta di Hama. La differenza è che questa volta il rais, dopo le prime stragi, ha affiancato alla violenza delle brigate speciali guidate dal fratello Maher un volto "riformatore". Ha ricevuto i parenti delle prime vittime, le ha chiamate "martiri", ha licenziato il governatore della città, ha promesso riforme. Questo è il gioco delle parti tra due fratelli che incarnano l`ala politica e l`ala militare del Baath, ma è chiaro che oggi a Damascoprevale la linea della repressione più spietata”. Secondo Il Foglio, la rivolta sunnita (e dei curdi) contro la minoranza sciita al potere in Siria rafforza l’alleanza dei paesi sunniti (Arabia Saudita e Giordania) che era stata indebolita dalla crisi egiziana e invece mette in difficoltà l’asse sciita, i cui pilastri sono Iran e Siria.

venerdì 15 aprile 2011

tra "vecchi consorziati" e nuove accuse: quali soluzioni per la questione discarica di Casalpalocco?

Il Circolo PD Casalpalocco Axa esprime tutta la sua solidarietà alle esponenti del Comitato di Quartiere ed al COmitato di quartiere tutto, fatti oggetto di pesanti accuse ed illazioni su di un volantino diffuso in questi giorni a tutti i consorziati.
Gli autori delle accuse, pur non facendosi scrupolo di infangare e colpire anche sentimenti privati, hanno scelto di firmarsi con il generico appellattivo di "gruppo di vecchi consorziati", violando in questo modo le più basilari norme di correttezza e lealtà e sottraendosi di fatto a quel necessario confronto che aiuterebbe a fare davvero chiarezza su questo spinoso argomento.

Siamo fermamente convinti che ciascuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ma che nessuno può esimersi dal rispetto delle persone e delle regole di comportamento che sono imprescindibile fondamento di una società civile e democratica.
Il volantino al contrario, attraverso l'anonimato, assume piuttosto i contorni inquietanti dell'intimidazione e della minaccia perché di fatto nulla aggiunge di costruttivo e propositivo alla risoluzione dell'intera vicenda.

Il problema della discarica è di grande importanza per il nostro quartiere e dovremmo piuttosto dare merito a chi, offrendo la possibilità di un confronto pubblico aperto alla cittadinanza, si sta adoperando per tenerla informata e cercare di risolvere questa, come altre questioni, che ci riguardano da vicino.
Purtroppo negli anni molte di queste vicende si sono trasformate in un vero e proprio ginepraio ormai difficilissimo da comprendere anche alle persone più attente, ginepraio reso ancor più indistricabile dalla difficoltà per i consorziati di accedere e conoscere, in tempi utili, conti e vicissitudini del consorzio.
Auspichiamo quindi, a cominciare dall'Assemblea pubblica di Sabato 16 Aprile alle ore 10,00 presso il CSP, un confronto più civile e fruttuoso, che miri alla soluzione dei problemi del quartiere e non solo alle attribuzioni di meriti e colpe. L'occasione sarà resa fruttuosa se TUTTI INSIEME ci adopereremo per comprendere come si è arrivati a questo punto, ma soprattutto per capire cosa si può fare e se è possibile evitare ulteriori, sempre più gravose conseguenze per la cittadinanza di Casalpalocco.

mercoledì 13 aprile 2011

La nota del mattino del 13 aprile 2011

1. GIUSTIZIA & RIMPASTO. IN AULA SI PARLA DI PRESCRIZIONE BREVE. I PD LEGGONO LA COSTITUZIONE. FUORI PROTESTANO I FAMILIARI DELLE VITTIME DELL’AQUILA. I RESPONSABILI CONTANO I POSTI DI GOVERNO.
Oggi alla Camera è previsto il voto finale, in diretta tv, sul processo breve, compresa la prescrizione breve che serve al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per scansare la eventuale condanna per corruzione nel processo Mills, con annessa interdizione dai pubblici poteri. Mentre in aula a Montecitorio si svolgerà la battaglia finale su questo testo, fuori, nelle piazze di Roma, si riuniranno i familiari delle vittime di diversi disastri, dall’Aquila a Viareggio, o le vittime di diversi raggiri finanziari, da Cirio a Parmalat, per protestare contro una norma che, pur di salvare Berlusconi, cancellerà la possibilità di avere giustizia in questi e in molti altri casi. Il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ieri è stato netto: “Si rischia di cancellare la possibilità di fare i processi”. Un dato che vale soprattutto per coloro che hanno risorse finanziarie e potere, con avvocati capaci di mandare i lavori per le lunghe. Un favore ai ricchi, insomma: soprattutto ai cosiddetti colletti bianchi nei casi di corruzione. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ieri ha detto in aula che questa norma avrà un impatto limitatissimo, inciderà solo sullo 0,2 per cento dei processi. E questo passaggio ha fatto scattare ancora più forte la protesta. Pierferdinando Casini, leader dell’Udc: “E allora perché, se è così modesto il problema, siamo qui inchiodati da tre settimane?”. Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Pd: «Non si può dire con tanta arrogante convinzione che un provvedimento non serve a nulla ma lo dobbiamo fare assolutamente. Non siamo mica all`asilo, ci vuole un minimo di decenza».
Di fronte all’ennesimo attacco al sistema giudiziario, le opposizioni hanno fatto ancora una volta muro. Nel momento in cui è arrivata in discussione la norma sulla prescrizione breve, i parlamentari del Pd, su suggerimento del presidente del gruppo, Dario Franceschini, hanno deciso di usare il tempo a disposizione per leggere gli articoli della Costituzione che le forzature della destra e del governo vorrebbero destrutturare. Franceschini ha letto l’articolo uno. A ruota lo hanno seguito Bersani (art. 2), Letta (art. 16), Bindi (art. 3) e tutti gli altri, per una sessantina di interventi. Massimo D`Alema ha scelto l`articolo 87, quello sui poteri del presidente della Repubblica. «E meno male che c`è - ha chiosato D’Alema - dato che in questo momento rappresenta l`unico punto di riferimento per i cittadini». Quindi ha letto l`inizio dell`articolo successivo, l`88: «Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro presidenti, sciogliere le camere o anche una sola di esse». Sottolineando: «Più che una lettura è un auspicio».
Sia pure per pochi voti, una decina in tutto, la maggioranza ha tenuto. Grazie anche alla riunione chiarificatrice avvenuta tra Denis Verdini, coordinatore del Pdl, e i cosiddetti responsabili. Da Il Corriere della Sera: «Siamo partiti che nessuno ci credeva e volevano farci tornare indietro. Ora la vediamo, la nuova America. Siamo quasi arrivati a terra: però ora dobbiamo colonizzarla». Il novello Cristoforo Colombo è Luciano Sardelli, deputato «Noi Sud» e capogruppo dei Responsabili, la «nuova America» è il governo e la colonizzazione è lo sbarco nei ministeri, con la creazione di un insediamento, ovvero un partito. I Responsabili escono rassicurati dall`incontro con Denis Verdini, uno dei coordinatori pdl. Le poltrone ci sono, non è ancora chiaro se quattro o cinque alla Camera e una o due al Senato (a Coesione nazionale-Io Sud), ma
sono disponibili. Ogni sottogruppo dei Responsabili sarà accontentato. In cambio, la pattuglia dei 29 deputati ha assicurato massima fedeltà alla maggioranza….”.
2. IMMIGRAZIONE ED EUROPA. LA LEGA ABBASSA LA CRESTA, TRA IMPOTENZA E INCAPACITA’. LA CHIESA OFFRE UNA MANO E BACCHETTA L’UE. MA CASTELLI ROMPE L’INCANTESIMO E IMBRACCIA IL FUCILE.
Dopo i fuochi artificiali contro l’Europa, ieri lo stato maggiore della Lega ha dovuto abbassare i toni, su pressione di tutto il resto del governo, per non fare altre brutte figure. Il governo non è riuscito infatti a gestire un’emergenza sicuramente grave, ma che in altri momenti non ha creato tutti questi problemi (i numeri relativi all’immigrazione durante la crisi del Kosovo furono molto più alti, ma la situazione fu gestita con efficienza). L’Europa ha respinto al mittente tutte le richieste chiedendo all’Italia di fare prima di tutto il suo dovere, sfruttando anche la perdita di credibilità dell’Italia dovuta ai comportamenti personali del premier per non fare sforzi più impegnativi.
Il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, ha criticato ieri l’atteggiamento dell’Europa, venendo così anche in aiuto del governo italiano. Ma l’insperato sostegno è stato in qualche modo vanificato dalle terribili parole in libertà pronunciate ieri, durante una trasmissione radiofonica, dal sottosegretario leghista Castelli: “Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli, almeno per ora».
3. OGGI CONSIGLIO DEI MINISTRI. TREMONTI PRESENTA IL CONTO DI ALTRI TAGLI DA FARE IN ITALIA E DELLE PROMESSE DA PORTARE IN EUROPA. IL PD RIPRESENTA IL SUO PIANO NAZIONALE PER LE RIFORME PER MOSTRARE COSA SI POTREBBE FARE DI MEGLIO.
Oggi all’ora di pranzo si riunirà il Consiglio dei ministri per varare il Def, documento di finanza pubblica che mette le basi per poi preparare bilancio e legge di stabilità (la vecchia finanziaria) e per varare il piano nazionale delle riforme che l’Italia comune tutti i paesi Ue deve presentare all’Europa entro la fine del mese. Secondo le anticipazioni, la crescita dell’economia italiana sarà inferiore al previsto, l’1,1 rispetto al previsto 1,3 per cento, e solo l’anno venturo dovrebbe arrivare all’1,3. Il rallentamento avrà un impatto pesante anche sui conti pubblici. Il valore del deficit pubblico in queste condizioni sarà pari al 4,6 per cento del Prodotto interno lordo (tutta la ricchezza prodotta dal paese in un anno). Bisognerà ridurlo al 3,9 per cento, secondo la tabella di marcia stabilita da Tremonti anche in collegamento con gli impegni europei. E questo significa un intervento pari a 8 o 9 miliardi di euro l’anno. Come ha scritto oggi La Stampa: “Altro che maggiori risorse per la crescita, calo delle tasse e ministeri più ricchi, come invoca un pezzo della maggioranza di governo. I colleghi di Giulio Tremonti se ne dovranno fare una ragione”. Non a caso ieri, durante il dibattito parlamentare sul processo breve, nei capannelli del centrodestra non si parlava altro che di tagli. Il ministro dell’Economia oggi presenterà anche il Pnr, documento in cui metterà l’accelerazione delle opere pubbliche, la riprogrammazione dei fondi comunitari per le regioni meridionali non ancora spesi, il rilancio del Sud, l’aumento dell`efficienza della pubblica amministrazione, un Piano nazionale per le Reti di nuova generazione che potrebbe veder coinvolta anche la Cassa Depositi e Prestiti. Cioè, per larga parte, quello che il governo avrebbe potuto fare e non ha fatto nella normale gestione del paese.
Nelle stesse ore in cui si riunisce il Consiglio dei ministri il Partito Democratico terrà una conferenza stampa alla Camera per ripresentare il piano nazionale delle riforme messo a punto nei mesi scorsi con il contributo di diversi centri di ricerca e di economisti, oltre che con le proposte scaturite dalle assemblee nazionali del Pd. Piano già presentato a Bruxelles e illustrato in diverse occasioni alle forze sociali, la Confindustria, i commercianti e gli artigiani, le aziende cooperative, l’associazione bancaria, i sindacati confederali. E’ il contropiano del Pd per la riscossa del paese: dove si propongono la riforma fiscale per abbassare le tasse sui lavoratori e sulle imprese per alzarle sulla rendita finanziaria (esclusi i bot), la lotta all’evasione fiscale, norme per fare in modo che il lavoro flessibile costi di più alle imprese del lavoro precario e norme contro la precarietà; molti interventi per il lavoro femminile; riforme per favorire gli investimenti e la vita delle piccole e medie imprese… Insomma un contropiano completo, con proposte relative anche alla possibilità di affrontare il problema dei debiti pubblici in Europa creati per colpa della crisi. Il Pd ha pronto il proprio progetto alternativo per l’Italia.
4. DOPO LE LEGGI, LA DESTRA VORREBBE CHE ANCHE LA STORIA FOSSE SCRITTA AD PERSONAM.
Da L’Unità: Definire Alcide De Gasperi «uno statista formatosi nel clima della tradizione politica cattolica» è un «tentativo subdolo di indottrinamento» presente nel libro di storia contemporanea scritto da Della Peruta-Chittolini-Capra. Un testo eversivo a tal punto, questo come altri, da richiedere l`istituzione di una Commissione d`inchiesta parlamentare «sull`imparzialità dei libri di testo scolastici», in particolare quelli di storia. La prima firmataria del progetto di legge è Gabriella Carlucci, ma i deputati indignati del Pdl sono già 19 e il testo presentato il 18 febbraio è stato assegnato alla commissione Cultura della Camera il 14 marzo. Quindi, se ne discuteràpresto. Un`«emergenza nazionale» che il Pdl vuole risolvere subito. Secondo i firmatari i libri di storia sono pieni di «visioni ufficiali» asservite al centrosinistra e pericolose per le giovani generazioni. Per esempio è incredibile leggere nel De Bernardi-Guarracino che dal 1948 «l`attuazione della Costituzione sarebbe diventato uno degli obiettivi dell`azione politica delle forze di sinistra e democratiche»; ancora più grave trovare nell`Ortoleva-Revelli, noti storici sovversivi, questa definizione di Oscar Luigi Scalfaro: uomo distintosi «per il rigore morale e la valorizzazione delle istituzioni parlamentari».
5. POTERE, DENARO E GEOPOLITICA. SI RIUNISCE IL G20 E IL FMI IN USA, MA PRIMA, IN UN’ISOLA CINESE, SI RIUNISCONO I NUOVI GRANDI: CINA, INDIA, RUSSIA, BRASILE, SUD AFRICA.
Oggi ad Hainan, isola e provincia cinese, si riuniscono a sorpresa i rappresentanti di Cina, Brasile, India, Russia e Sudafrica. Il vertice lampo del cosiddetto Brics - acronimo dai nomi dei Paesi che lo compongono - precede la riunione del G20, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale in Usa. L’iniziativa, presa dalla Cina, è significativa. Vi partecipano quattro presidenti e un premier. «Sotto un sistema politico ed economico dominato dall`Occidente, ricchezza e potere globali sono stati a lungo distribuiti in modo iniquo tra Paesi sviluppati e no», ha scritto in un editoriale Tao Wenzhao, del centro per le relazioni sino-americane dell`università Tsinghua, e invece i Paesi del Brics hanno «influenza sugli sforzi globali per una buona "governance"».
Ecco un gruppo di potere con il quale l’Occidente industrializzato, finora dominatore incontrastato nel mondo, dovrà imparare a fare i conti.
6. ANCHE GLI USA HANNO PROBLEMI DI DEFICIT. E QUESTA INCERTEZZA SUL FUTURO SOSTIENE LA QUOTAZIONE DELL’EURO.
Da Il Sole 24 Ore: “Il Fondo monetario lancia l`allarme sulla situazione dei conti pubblici degli Usa. Alla vigilia dell`annuncio da parte del presidente Barack Obama del piano di riduzione del debito, il “Fiscal Monitor” dell`Fmi osserva che gli Usa sono l`unico Paese avanzato, insieme al Giappone, che accuserà nel 2011 un aumento del deficit pubblico. Il disavanzo americano toccherà il 10,8 per cento del Pil, il più alto fra le principali economie.
Gli Stati Uniti devono adottare misure credibili di riduzione del deficit al più presto, secondo Carlo Cottarelli, direttore del dipartimento affari fiscali dell`Fmi, per evitare sforzi più pesanti successivamente”.
Secondo molti esperti, l’incertezza sul futuro dei conti pubblici in Usa sta indebolendo il dollaro (cioè gli investitori stanno lasciando parzialmente gli Usa per mettere i soldi in altre aree dove regnano altre monete). E questo sarebbe una delle ragioni che sostengono le quotazioni dell’euro.
7. FUKUSCHIMA. ALLARME ROSSO COME A CERNOBYL. L`Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha deciso di alzare fino al massimo il livello dell`emergenza nella centrale atomica di Fukushima e di ammettere, così, quello che molti esperti internazionali vanno dicendo ormai da settimane. E cioè che a Fukushima la situazione è stata sottovaluta. Quindi da ieri non più livello 5 ma 7, il più alto della scala Ines, quella che classifica gli incidenti nucleari per gravità. Nella storia dell`energia atomica il mondo ha assistito a un disastro di quel grado soltanto con l`esplosione del reattore di Chernobyl, in Ucraina, nel 1986.

lunedì 11 aprile 2011

Breve resoconto dell'incontro del 6 Aprile "Progetti ed iniziative sul ruolo della donna nella società contemporanea"

Sono presenti all’incontro:
Paola Pau, Claudia Antolini, Rosa Maria Cilli, Daniela Marisi, Annalucia Nicosia – circolo Axa Palocco; Claudia Monesi, Anna Misciatelli – circolo Acilia; Donatella Buno – circolo Ostia Antica

Analisi della situazione: Si parte dalla necessità di dare seguito al grande movimento politico e di opinione creato dalla manifestazione “Se non ora, quando?”, come fondamentale punto di partenza perché la politica (e il Partito Democratico, dunque) sia sollecitata a dare centralità al ruolo delle donne nel lavoro, la società civile, la cultura. I numeri sono illuminanti: 9 milioni di donne sono fuori dal lavoro; le donne, a parità di mansioni guadagnano fino al 30% in meno rispetto all’uomo; la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società non arriva al 7 %. Con il governo Berlusconi è’ stato cancellato quanto di positivo era stato proposto a favore della partecipazione delle donne. Questo vale per i finanziamenti per gli asili nido, per le politiche della famiglia, per i centri antiviolenza. Al contrario, le proposte del Partito Democratico sono finalizzate a rimarcare che il sostegno all’occupazione femminile, come un welfare totalmente diverso rappresentino crescita e progresso per la società tutta.

Proposte : Partendo da quanto detto, è evidente l’esigenza di fare rete tra i circoli del Municipio, coinvolgendo maggiormente donne e uomini, per far emergere le necessità comuni e perché si faccia sintesi su proposte concrete. In questa direzione bisogna mettere da parte le analisi solo teoriche e dare corpo ad iniziative specifiche. I temi sui quali l’attenzione è più forte sono senza dubbio: il mondo del lavoro, la politica economica, il welfare. Soprattutto quest’ultimo argomento appare a tutte come il più stimolante e interessante. L’idea è quella di organizzare appuntamenti di riflessione, ricerca, analisi, proposte operative. Questo risulta ancora più significativo in una fase intermedia come questa nella quale non è chiaro il ruolo di un coordinamento municipale femminile.

Il prossimo incontro è aggiornato a mercoledi 20 aprile, ore 18 sempre nella sede del circolo Axa Palocco.

martedì 5 aprile 2011

Una nuova sede!

... di Paola Pau

Ricordo molto bene il clima degli anni 2006 e 2007 quando si dibatteva con forza e non poche insicurezze sulla nuova funzione di una sede politica, in virtù della quale sembrava particolarmente urgente abbattere l’inutilità della vecchia concezione di sezione, corrispondente ad un ’altrettanto superata idea della politica, lontana dalla gente e dai bisogni.
Erano molto familiari parole come laboratorio aperto, sfida culturale, spazio del fare. Erano frequenti
i riferimenti alla necessità di dialogo, scambio, interazione. Il termine democratico rimandava
all’organizzazione di una cultura originale e dirompente, molto oltre le vecchie ideologie e le antiche
cordate. Ci si domandava se fosse più semplice, o giusto, denominare circolo uno spazio più simile alla
sede di un’associazione aperta, senza tanta severità o disciplina. Una grammatica nuova, tutta da scrivere e le trasformazioni, si sa bene, danno euforia e disorientamento. Il contesto nel quale si animava questo preciso discorso era la convinzione che in una società di solitudini ed egoismi, nella quale i valori e le idee si scompongono, il principio guida di un’anima progressista e riformista potesse anche ricostruire un tessuto di relazioni e di sentimenti.
Sono trascorsi alcuni anni da allora e quelle riflessioni hanno l’aspetto ingenuo dei passaggi non ancora risolti. Il Partito Democratico non ha avuto un avvio semplice e ancora oggi, nei nostri dibattiti ed incontri, non sono rari i rimandi alla ricerca di un’identità più definita, così come all’assunzione di una più concreta responsabilità dove concetti e valori siano quelli, senza ambiguità e ripensamenti.
Più da vicino, localmente, la vita del circolo ha vissuto non poche difficoltà. La chiusura dei capannoni
di Via Ascalona, diventati in poco tempo luogo di incontri politici, discussioni, momenti di festa molto
vivaci, ha deluso e scoraggiato molti, come fosse l’emblema di un progetto da interrompere ma anche,
al contrario, motivato e animato altri, perché spazi all’aperto e gazebo possono essere tranquillamente
luoghi stabili in cui riconoscersi e ripartire. Dal simbolo della coccinella di Paolo Barnacca, che è stata
per un certo periodo l’immagine scelta per rappresentare l’anima testarda e paziente contro gli abusi di
un’ingiustizia verso la società e l’ambiente, c’è stato un frattempo nel quale si sono celebrati congressi,
eletti segretari, discusso mozioni.
La vita di un partito, insomma.
E’ con questo spirito che saluto l’apertura della nuova sede del circolo AXA Palocco alla quale, senza
troppa retorica, auguro, in un’atmosfera simile a quella di un battesimo laico, lunga vita, vivace armonia, concretezza e sogni.