Questo documento,elaborato al di fuori di stereotipate liturgie, intende essere un contributo al prossimo dibattito congressuale che ,come noto, dovrà definire la linea del partito per qualche anno a venire e, nel contempo, individuare i soggetti che avranno il compito di darle attuazione.
Superfluo richiamare la situazione di crisi in cui si dibatte la società italiana se non per sottolineare che la nostra azione deve di nuovo e con forza attingere ai valori, per noi imprescindibili, della legalità e della solidarietà civile.
Detto ciò ci sentiamo di poter affermare che la partecipazione è il presupposto fondamentale della solidarietà civile : come possiamo aiutarci se non conosciamo le nostre necessità e come possiamo conoscerle se non c’è modo di recepirle e di confrontarle?
I circoli sono nati per queste esigenze. Hanno ancora valore così come li conosciamo o nell’era digitale possono assumere una natura puramente virtuale?
Non c’è dubbio che i nuovi mezzi permettano una comunicazione infinitamente più veloce e , allo stesso tempo ,se lo si desidera, più completa. Ma ci resta difficile pensare che un tweet possa validamente sostituirsi al dibattito dal vivo.
L’esigenza di mantenere i circoli come entità fisiche risulta comunque fortemente ridimensionata. C’è il bisogno, legato pure a ragioni economiche, facilmente intuibili, di commisurare il numero dei circoli ad una maggiore consistenza dei “ bacini di utenza”. Meno circoli , più attrezzati , però, per essere luoghi di attrazione culturale e di valido confronto delle idee. Soprattutto per i giovani.
Sul terreno pratico, i circoli , se vorranno farsi partecipi di una profonda azione di rinnovamento del tessuto sociale , che speriamo sia la prima delle voci nell’agenda dei prossimi governi, dovranno contribuire con il loro comportamento quotidiano al ripristino di tanti valori morali , primo fra tutti l’onestà , ormai pressoché dimenticati o peggio ancora considerati prerogativa dei soggetti destinati al più totale insuccesso.
Così i consigli municipali dovranno trovare un giusto equilibrio fra l’esigenza di dare risposta ai problemi che più travagliano i loro elettori e quella di combattere ogni forma di compromesso. Sembra una questione di poco conto ed invece il mancato rispetto di un tale principio ,oltre a costituire un atteggiamento deprecabile sul piano etico , si è tradotto nel bieco disordine che contraddistingue tutti i nostri ambiti di vita. Basti considerare il caos edilizio che caratterizza i nostri quartieri per rendersene conto.
E per muoversi nella giusta direzione , ovverosia per contribuire per quanto loro possibile al risanamento della società ,presupposto fondamentale per il conseguente ripristino di una corretta azione politica, i circoli dovranno dare il buon esempio. Coloro che nel loro ambito saranno chiamati ad assumere ruoli superiori a quello di semplice iscritto dovranno essere” cittadini al di sopra di ogni sospetto” . Ciò posto lo stesso principio automaticamente varrà per le istanze istituzionali di livello superiore ( municipi, comuni , regioni…….)
Sul piano pratico, se non esiste un elenco dei requisiti che debbono essere patrimonio imprescindibile di quanti nell’ambito della nostra organizzazione rivestano una qualsiasi carica, occorre redigerlo. Se invece l’elenco esiste, e può essere composto da pochi elementi , occorre passare ai controlli. Che ne direste, ad esempio, di un consigliere municipale , comunale regionale che abbia vertenze in atto con il fisco o , peggio ancora, sia un evasore certificato?
Ciò posto, I circoli debbono essere un mezzo per raccogliere le istanze di primo grado, quelle che vengono direttamente dai cittadini, A livello superiore, deve avere luogo un azione volta a redigere una graduatoria di queste istanze ,per avviarle a soluzione nell’ordine in cui di urgenza e di importanza in cui si collocano oggettivamente.
Spiegare ai cittadini che le loro esigenze sono sacrificate ad altre più urgenti è il primo dei doveri se si vuole aspirare ad una società più giusta ed evitare che l’azione politica si risolva nello sfoggio di potere o di capacità manovriera dei singoli rappresentanti .
In questo quadro, pare di poter affermare, che per la soluzione dei nostri problemi la potestà deliberativa debba restare una prerogativa del livello comunale. Del pari giusto sembrerebbe fosse stabilita, ove già non lo sia, l’obbligatorietà della consultazione preventiva dei circoli in specie quando sono in ballo questioni di carattere comune.
Sul piano nazionale vorremmo che fosse rispettato il principio appena accennato: considerare i problemi nell’ottica della massima solidarietà civile.
Di conseguenza vorremmo che le strutture politiche fossero alleggerite al massimo, ad esempio con l’eliminazione di una delle due camere, con l’abolizione delle provincie , con la riduzione del numero e della consistenza degli apparati regionali e comunali.
La classe politica , il nostro partito in testa, dovrebbero dare l’esempio di una profonda onestà intellettuale e di vera solidarietà riducendo la propria consistenza ed il proprio grado di ingerenza in tutte le istanze della società.
Vorremmo,ad esempio, che fossero finalmente riveduti i criteri pessimi sin qui adottati , con il beneplacito di tutte le forze politiche , compresa la nostra, per la costituzione dei consigli di amministrazione degli enti pubblici o a maggioranza pubblica (vedi aziende municipalizzate) e vorremmo fossero eliminati gli ostacoli che vengono frapposti al cammino di quei pochi soggetti che tentano la strada del rinnovamento .
Dobbiamo diffondere la consapevolezza del dovere di combattere i cosiddetti poteri forti della nostra società, prendendo atto che sono ben più subdoli e numerosi di quelli storicamente consciuti.
Secondo questa visione anche la struttura del nostro partito dovrebbe essere alleggerita e semplificata al massimo , cosi che non possa costituire un centro di potere in grado di mettere in atto pesanti condizionamenti nelle vicende interne, a partire da quella congressuale.
Per questo le primarie aperte a tutti i cittadini sono l’unico mezzo per impedire la sclerotizzazione che si verifica con la legittimazione reciproca tra segreterie ed apparati di partito e che porta al rinnovamento della classe dirigente solo per cause naturali ,di forza maggiore.
Esistono argomenti di più ampio carattere politico che dovrebbero qui essere presi in giusta considerazione? La domanda è chiaramente retorica e la risposta , di contro, deve essere estremamente chiara: esistono ma a noi sarebbe sufficiente (!) che fosse dato ascolto ai suggerimenti che abbiamo dato perché sono alla nostra più immediata portata, convinti come siamo che il resto verrà di conseguenza o , come si usa dire oggi, verrà per “default”.