Proposta di integrazione tra i vari contributi raccolti finora in occasione del congresso del circolo PD Casalpalocco-AXA a cura di Giorgio Di Maio
In vista del congresso che il Partito Democratico si
appresta a svolgere, il nostro circolo ha sentito l'esigenza di dare dei
contenuti politici al dibattito, contenuti che purtroppo ancora scarseggiano.
Ci sembra opportuno partire dalla tematica più vicina alla nostra attività ,
cioè il ruolo che devono svolgere i circoli, passando poi a svolgere una breve
analisi della situazione nazionale e locale.
1- Ruolo dei circoli
2- Politica Nazionale
3- Politica Locale
RUOLO DEI CIRCOLI
In questi giorni festeggiamo il sesto anniversario del nostro partito. Un
partito nato con un'ambizione: essere una grande forza progressista in grado di guidare
questo paese, mettendo al centro dell'attenzione i propri iscritti e i propri
elettori. E su questa idea di partito conducemmo la battaglia per il primo congresso,
permettendo a tutti di poter votare per eleggere il segretario, mettendo in primo piano le
persone, vera forza del PD. Negli sei anni abbiamo perso questa strada: i circoli
vengono coinvolti solo per l'organizzazione di primarie e campagne elettorali senza
renderli veramente partecipi della vita del partito. Perciò si deve rendere necessario
che gli iscritti possano partecipare attivamente alle decisioni e alle discussioni,
permettendo loro di ottenere un feedback di ritorno sull'elaborazione politica che
producono. Altrimenti, come spesso accaduto in questi anni, l'attività dei circoli si
perde nei meandri della burocrazia e della struttura del partito rendendo vano lo sforzo
di molti militanti.
Inoltre il partito deve recuperare quella funzione di discussione e formazione
politica che è andata persa negli anni: con l'avvento dei mass media e il bombardamento
di informazioni si è smarrita l'abitudine alla discussione. Ma un articolo di
giornale o un tweet non possono sostituirsi al dibattito: solo con esso si dà la possibilità
di allargare i propri orizzonti e di comprendere a fondo le questioni politiche e di
attualità. Inoltre si stimolano il ragionamento e l'indipendenza del pensiero, caratteristiche indispensabili nella formazione di una persona, prima ancora che di un
politico.
Questo perché un partito, oltre a formare nuove classi dirigenti, deve pensare
anche a formare persone: il circolo deve essere un luogo di attrazione culturale e
crescita personale per i tanti giovani che si avvicinano a noi, giovani che magari non intraprenderanno la carriera politica, ma su cui vale comunque la pena investire, perché un cittadino abituato al dibattito e al libero pensiero è un cittadino
migliore. Infine riteniamo che per valorizzare il lavoro nei modi sopra indicati si debba
operare un taglio dei circoli: vedendo ciò che ci circonda, cioè la situazione dei
circoli romani, constatiamo un numero elevatissimo di circoli, molti dei quali
inattivi o che hanno difficoltà a rimanere aperti. Per tale ragione crediamo che un taglio al
numero dei circoli e l'accorpamento di alcuni , possa garantire meglio il funzionamento
di questi, garantendo un numero di militanti e di finanziamenti sufficienti per
lo sforzo che devono accollarsi i circoli.
POLITICA NAZIONALE
• Per quello che riguarda le grandi scelte di politica nazionale, ci sembra
impossibile trattare qui tutti i temi che la riguardando, ma vogliamo
discutere riguardo quelli a noi particolarmente cari e che danno l'idea del
partito che vorremmo:
• Legge elettorale: su questo tema bisogna essere chiari: non si può
tornare a votare col “Porcellum”. Abbiamo bisogno di una legge elettorale
chiara , semplice e che ci permetta di sapere la sera delle elezioni chi è il
vincitore dando anche ai cittadini la possibilità di scegliere i loro
parlamentari. Quindi come partito dobbiamo vigilare affinché non si ritorni a
una legge di tipo proporzionale, che ci condanni all'eternità a dei governi di
larghe intese.
• Immigrazione: la
Bossi-Fini va modificata e il reato di clandestinità va
abrogato : con esso si complica solo il lavoro di Procure già oberate, poiché
in
Italia vi è l'obbligatorietà dell'azione penale. Riteniamo che la sanzione
amministrativa (rimpatrio) sia più che sufficiente. E a chi crede che le
operazioni di salvataggio ci aggravino di costi che non possiamo permetterci
bisogna rispondere in maniera forte chiara: non è questione di soldi , di idee
politiche diverse o di quanto consenso ci dia o ci tolga , è questione di
civiltà. Il senso della solidarietà e fraternità si è
smarrito in questa crisi e va ritrovato.
• Amnistia: il tema sollevato dal Capo dello Stato è
un problema reale: l'Europa ci ha già sanzionato varie volte perchè nelle nostre carceri non sono
rispettati i diritti umani. E uno Stato di diritto, che pretende di applicare le proprie
leggi deve essere sottoposto anch'esso a queste. Indubbiamente l'amnistia e l'indulto sono soluzioni temporanee che non risolvono il problema alla radice, e non devono essere una scusa per non risolvere i problemi, ma comunque soluzioni
necessarie. Pertanto bisogna pensare ad un'amnistia per una serie di reati(possesso di sostanze stupefacenti, ad esempio), insieme a una riforma della giustizia che depenalizzi alcune fattispecie di reato e che riformuli la custodia preventiva (ricordiamoci che buona parte dei nostri carcerati è ancora
in attesa di sentenza definitiva). Anche qui vale lo stesso discorso fatto per
l'immigrazione: non importa quanti voti si possono perdere e quanto sia
impopolare il provvedimento, è una questione di giustizia e di dignità.
• Europa : forse è il tema più importante e meno discusso di tutti : il
nostro Paese ha ceduto pian piano pezzi della propria sovranità a quest'ente
sovranazionale , ricevendo in cambio enormi vantaggi. E' però ora di fare un
ulteriore passo avanti. Gli Stati Uniti d'Europa devono essere il nostro
obiettivo, creando una grande democrazia europea dove i cittadini possano
eleggere il proprio governo federale secondo i principi del bipolarismo e
dell'alternanza. Solo in questo modo saremo in grado di superare le sfide della
globalizzazione e renderci competitivi in un mercato mondiale sempre più
spietato.
Giustizia sociale
Esistono più di prima gli ideali di giustizia sociale
che hanno animato il socialismo dalla fine dell’800 e che ora nella crisi sono
ancora più attuali. Su questo il PD è geneticamente diverso dalla destra, come
lo era al tempo dell’avvento del fascismo, e su questo deve fare breccia nei
cuori e nella menti degli italiani. Creare uno stato più pulito e più
onesto dove tutti abbiano la possibilità di affermarsi secondo i loro talenti e
non per le amicizie delle loro famiglie.
Dove le lobby non abbiano più il
potere per condizionare lo stato (vedi le recenti proposte della Assobalneari
per acquistare dallo stato le spiagge per quattro soldi).
Prendendo spunto dagli ideali della
rivoluzione francese: Libertà, Fraternità ed Uguaglianza Il PD dovrebbe
adottare questi come fari che guidano la sua politica: la
Energia Il mix energetico attualmente in essere in Italia è il più
costoso d’Europa e costituisce un gravissimo handicap per la nostra
industria. Non basta essere solidali con i lavoratori delle fabbriche di
alluminio in Sardegna che chiudono, bisogna anche dirsi con coraggio che ciò
avviene perché il costo dell’energia in Italia è notevolmente superiore al
resto dell’Europa. E tuttavia bisogna anche dire che il nostro paese fa un pessimo uso
dell’energia: è una contraddizione inaccettabile, infatti, coprire i pascoli di pannelli
fotovoltaici ed allevare le mandrie in stalle al chiuso nutrite a granaglie..
Una caloria proteica prelevata da un animale allevato a granaglie al chiuso
costa in termini energetici (petrolio) dieci volte di più di una caloria
proteica prelevata da un erbivoro allevato al pascolo. Il capitolo zootecnia come quello dell’allevamento ittico sono due
comparti dello spreco energetico nel nostro Paese come d’altra parte nel resto
del mondo ricco. Una agricoltura ed una zootecnia drogate del mondo benestante
sono fra le cause delle migrazioni dai paesi poveri dove contadini e pastori non
possono reggere alla concorrenza sleale dei paesi ricchi. Una solidarietà non
soltanto declamata vorrebbe che le regole del commercio internazionale fossero
modificate tenendo conto anche dei bisogni dei popoli più poveri. Questa è una
delle leve da manovrare per far fronte al fenomeno delle migrazioni. L’equità
sociale e l’attenzione per le fasce più deboli deve rimanere un punto
prioritario e fondamentale del futuro programma del PD e non può fermarsi alle
frontiere dello Stato o dell’Europa né può
essere lasciata alla sola predicazione universale di Papa Francesco.
Paradossalmente egli sembra essere il solo a non essersi dimenticato degli
ideali della rivoluzione francese.
I diritti Intorno alla
questione dei diritti un punto centrale è occupato dal tema della violenza
contro le donne, facendo riferimento ai frequentissimi episodi che hanno visto
sventurata protagonista, tra le tante, una cittadina di questo Municipio.
Ne è nato , tra l’altro, un importante movimento di opinione e di denuncia
molto concreta di questo fenomeno.
Il termine femminicidio risulta fastidioso e sgradevole, eppure esprime molto
concretamente una grave realtà che assegna significato ad una forma di crimine
rivolto punitivamente contro la donna. Cioè, un crimine che perde il suo valore
neutro. Secondo i dati di una ricerca del
Consiglio d’Europa, la prima causa di morte nel mondo per la donna è a seguito
di violenza subita da persona a lei non estranea.
Un grande passo avanti in questa direzione è l’approvazione del decreto
legge contro il femminicidio, che di fatto è legge dall’ottobre di quest’anno,
anche grazie all’impegno del Partito Democratico. Legge che, oltre a definire
le forme di contrasto alla violenza contro le donne, è l’avvio di in piano
nazionale con i finanziamenti per la rete dei centri e le case rifugio.
C’è molto ancora da fare per modificare una coscienza culturale ed ideologica
ma lo strumento di una legge è un passo di grande importanza.
Vogliamo un P.D. che si
faccia portatore dei diritti individuali, come accade nel resto del mondo
occidentale, operando perché davvero cadano tutte le discriminazioni e questo
può e deve essere agevolato da una legislazione pronta e chiara, sullo jus
soli, come sul riconoscimento delle unioni affettive tra persone dello stesso
sesso, il superamento della legge 40 e nuove norme sul fine vita: va da sé che la LAICITA ’ debba rimanere un
faro sempre acceso e ben visibile. Una legislazione nuova e coraggiosa ha anche
il potere di promuovere profondi cambiamenti nel “comune sentire”.
POLITICA LOCALE
Sui temi locali dobbiamo distinguere due fattispecie : al situazione romana e
quella del nostro Municipio.
Sulla sponda capitolina c'è da ricostruire completamente il partito. Con le
ultime tornate elettorale quasi tutti i membri della segreteria romana sono
stati eletti nei più disparati organi lasciando la federazione nelle mani di
nessuno e levando ai circoli il loro punti di confronto e raccordo primario. E'
per questo che vogliamo chiarire che il partito non deve essere un autobus :
chi si impegna in incarichi politici deve portarli avanti fino alla fine del
proprio mandato e svolgere a pieno la propria funzione garantendo ai circoli la
giusta sponda di confronto.
Sul partito municipale partiamo dallo scorso congresso: un congresso pieno di
veleni e personalismi che ha lasciato un vincitore in una terra bruciata e
nelle condizioni di non lavorare. E' per questo che ci auguriamo che questa
volta si giunga al congresso municipale anche con posizioni differenti, ma con
la serenità che dovrebbe contraddistinguere ogni confronto politico. Ne va
della salute del nostro partito : un partito che si sia così formato può essere
in grado di svolgere quella funzione di coordinamento del lavoro dei circoli e
di confronto con l'amministrazione municipale, funzioni che purtroppo non è
stato possibile svolgere in quest'ultimo mandato. Concludiamo con un augurio di
buon congresso e nella speranza che questa volta si possa dare al nostro
partito la giusta spinta e la determinazione che ci servono per cambiare questo
paese. Il Pd sia a livello locale che a livello nazionale non può
disinteressarsi della questione Alitalia con il problema connesso
dell’aeroporto di Fiumicino: sono in gioco i livelli occupazionali del nostro
territorio i problemi del turismo essendo che l’aeroporto è la massima
industria del Lazio.
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