lunedì 11 novembre 2013

Proposta di integrazione tra i vari contributi raccolti finora in occasione del congresso del circolo PD Casalpalocco-AXA a cura di Giorgio Di Maio 

In vista del congresso che il Partito Democratico si appresta a svolgere, il nostro circolo ha sentito l'esigenza di dare dei contenuti politici al dibattito, contenuti che purtroppo ancora scarseggiano. Ci sembra opportuno partire dalla tematica più vicina alla nostra attività , cioè il ruolo che devono svolgere i circoli, passando poi a svolgere una breve analisi della situazione nazionale e locale.
1- Ruolo dei circoli
2- Politica Nazionale
3- Politica Locale

RUOLO DEI CIRCOLI
In questi giorni festeggiamo il sesto anniversario del nostro partito. Un partito nato con un'ambizione: essere una grande forza progressista in grado di guidare questo paese, mettendo al centro dell'attenzione i propri iscritti e i propri elettori. E su questa idea di partito conducemmo la battaglia per il primo congresso, permettendo a tutti di poter votare per eleggere il segretario, mettendo in primo piano le persone, vera forza del PD. Negli sei anni abbiamo perso questa strada: i circoli vengono coinvolti solo per l'organizzazione di primarie e campagne elettorali senza renderli veramente partecipi della vita del partito. Perciò si deve rendere necessario che gli iscritti possano partecipare attivamente alle decisioni e alle discussioni, permettendo loro di ottenere un feedback di ritorno sull'elaborazione politica che producono. Altrimenti, come spesso accaduto in questi anni, l'attività dei circoli si perde nei meandri della burocrazia e della struttura del partito rendendo vano lo sforzo di molti militanti.
Inoltre il partito deve recuperare quella funzione di discussione e formazione politica che è andata persa negli anni: con l'avvento dei mass media e il bombardamento di informazioni si è smarrita l'abitudine alla discussione. Ma un articolo di giornale o un tweet non possono sostituirsi al dibattito: solo con esso si dà la possibilità di allargare i propri orizzonti e di comprendere a fondo le questioni politiche e di attualità. Inoltre si stimolano il ragionamento e l'indipendenza del pensiero, caratteristiche indispensabili nella formazione di una persona, prima ancora che di un politico.
Questo perché un partito, oltre a formare nuove classi dirigenti, deve pensare anche a formare persone: il circolo deve essere un luogo di attrazione culturale e crescita personale per i tanti giovani che si avvicinano a noi, giovani che magari non intraprenderanno la carriera politica, ma su cui vale comunque la pena investire, perché un cittadino abituato al dibattito e al libero pensiero è un cittadino migliore. Infine riteniamo che per valorizzare il lavoro nei modi sopra indicati si debba operare un taglio dei circoli: vedendo ciò che ci circonda, cioè la situazione dei circoli romani, constatiamo un numero elevatissimo di circoli, molti dei quali inattivi o che hanno difficoltà a rimanere aperti. Per tale ragione crediamo che un taglio al numero dei circoli e l'accorpamento di alcuni , possa garantire meglio il funzionamento di questi, garantendo un numero di militanti e di finanziamenti sufficienti per lo sforzo che devono accollarsi i circoli.


POLITICA NAZIONALE
• Per quello che riguarda le grandi scelte di politica nazionale, ci sembra impossibile trattare qui tutti i temi che la riguardando, ma vogliamo discutere riguardo quelli a noi particolarmente cari e che danno l'idea del partito che vorremmo:
Legge elettorale: su questo tema bisogna essere chiari: non si può tornare a votare col “Porcellum”. Abbiamo bisogno di una legge elettorale chiara , semplice e che ci permetta di sapere la sera delle elezioni chi è il vincitore dando anche ai cittadini la possibilità di scegliere i loro parlamentari. Quindi come partito dobbiamo vigilare affinché non si ritorni a una legge di tipo proporzionale, che ci condanni all'eternità a dei governi di larghe intese.
Immigrazione: la Bossi-Fini va modificata e il reato di clandestinità va
abrogato : con esso si complica solo il lavoro di Procure già oberate, poiché in
Italia vi è l'obbligatorietà dell'azione penale. Riteniamo che la sanzione
amministrativa (rimpatrio) sia più che sufficiente. E a chi crede che le
operazioni di salvataggio ci aggravino di costi che non possiamo permetterci
bisogna rispondere in maniera forte chiara: non è questione di soldi , di idee
politiche diverse o di quanto consenso ci dia o ci tolga , è questione di civiltà. Il senso della solidarietà e fraternità si è smarrito in questa crisi e va ritrovato.

Amnistia: il tema sollevato dal Capo dello Stato è un problema reale: l'Europa ci ha già sanzionato varie volte perchè nelle nostre carceri non sono rispettati i diritti umani. E uno Stato di diritto, che pretende di applicare le proprie leggi deve essere sottoposto anch'esso a queste. Indubbiamente l'amnistia e l'indulto sono soluzioni temporanee che non risolvono il problema alla radice, e non devono essere una scusa per non risolvere i problemi, ma comunque soluzioni
necessarie. Pertanto bisogna pensare ad un'amnistia per una serie di reati(possesso di sostanze stupefacenti, ad esempio), insieme a una riforma della giustizia che depenalizzi alcune fattispecie di reato e che riformuli la custodia preventiva (ricordiamoci che buona parte dei nostri carcerati è ancora in attesa di sentenza definitiva). Anche qui vale lo stesso discorso fatto per l'immigrazione: non importa quanti voti si possono perdere e quanto sia impopolare il provvedimento, è una questione di giustizia e di dignità.

Europa : forse è il tema più importante e meno discusso di tutti : il nostro Paese ha ceduto pian piano pezzi della propria sovranità a quest'ente sovranazionale , ricevendo in cambio enormi vantaggi. E' però ora di fare un ulteriore passo avanti. Gli Stati Uniti d'Europa devono essere il nostro obiettivo, creando una grande democrazia europea dove i cittadini possano eleggere il proprio governo federale secondo i principi del bipolarismo e dell'alternanza. Solo in questo modo saremo in grado di superare le sfide della globalizzazione e renderci competitivi in un mercato mondiale sempre più spietato.


Giustizia sociale Esistono più di prima gli ideali di giustizia sociale che hanno animato il socialismo dalla fine dell’800 e che ora nella crisi sono ancora più attuali. Su questo il PD è geneticamente diverso dalla destra, come lo era al tempo dell’avvento del fascismo, e su questo deve fare breccia nei cuori e nella menti degli italiani.  Creare uno stato più pulito e più onesto dove tutti abbiano la possibilità di affermarsi secondo i loro talenti e non per le amicizie delle loro famiglie. 
Dove le lobby non abbiano più il potere per condizionare lo stato (vedi le recenti proposte della Assobalneari per acquistare dallo stato le spiagge per quattro soldi).
Prendendo spunto dagli ideali della rivoluzione francese: Libertà, Fraternità ed Uguaglianza Il PD dovrebbe adottare questi come  fari che guidano la sua politica: la
Libertà. È stata riconquistata a caro prezzo e  dobbiamo difenderla  noi: l’Italia deve restare democratica perché lo vogliono gli italiani e non perché ci costringe a ciò l’Europa. Gli Italiani devono però rendersi conto che la crisi e l’evoluzione dell’economia stanno mettendo  potenzialmente tutti a rischio nel proprio benessere, nella propria dignità, nella propria libertà  I capisaldi dello stato sociale, scuola e salute vanno difesi strenuamente ed anzi ogni sforzo va fatto per migliorare la qualità. E’ importante che ogni iniziativa di solidarietà sia messa in atto con la massima trasparenza facendo ogni sforzo per evitare abusi e furberie.  Uguaglianza   questo è il punto più importante e può essere declinato anche nel termine equità. Il PD non può essere solo lo strenuo difensore  dei diritti acquisiti ma deve promuovere leggi ed iniziative per riequilibrare le evidenti disuguaglianze che si sono create Le recenti rivelazioni sullo spionaggio internazionale dicono chiaramente quali livelli di rischio corrano la libertà e la democrazia   . 

Energia Il mix energetico attualmente in essere in Italia è il più costoso d’Europa  e costituisce un gravissimo handicap per la nostra industria.  Non basta essere solidali con i lavoratori delle fabbriche di alluminio in Sardegna che chiudono, bisogna anche dirsi con coraggio che ciò avviene perché il costo dell’energia in Italia è notevolmente superiore al resto dell’Europa. E tuttavia bisogna anche dire  che il nostro paese fa un pessimo uso dell’energia: è una contraddizione inaccettabile,  infatti, coprire i pascoli di pannelli fotovoltaici ed allevare le mandrie in stalle al chiuso nutrite a granaglie.. Una caloria proteica prelevata da un animale allevato a granaglie al chiuso costa in termini energetici (petrolio) dieci volte di più di una caloria proteica prelevata da un erbivoro allevato al pascolo. Il capitolo zootecnia  come quello dell’allevamento ittico sono due comparti dello spreco energetico nel nostro Paese come d’altra parte nel resto del mondo ricco. Una agricoltura ed una zootecnia drogate del mondo benestante sono fra le cause delle migrazioni dai paesi poveri dove contadini e pastori non possono reggere alla concorrenza sleale dei paesi ricchi. Una solidarietà non soltanto declamata vorrebbe che le regole del commercio internazionale fossero modificate tenendo conto anche dei bisogni dei popoli più poveri. Questa è una delle leve da manovrare per far fronte al fenomeno delle migrazioni. L’equità sociale e l’attenzione per le fasce più deboli deve rimanere un punto prioritario e fondamentale del futuro programma del PD e non può fermarsi alle frontiere dello Stato  o dell’Europa né può essere lasciata  alla sola predicazione universale di Papa Francesco. Paradossalmente egli sembra essere il solo a non essersi dimenticato degli ideali della rivoluzione francese.
I diritti Intorno alla questione dei diritti un punto centrale è occupato dal tema della violenza contro le donne, facendo riferimento ai frequentissimi episodi che hanno visto sventurata  protagonista, tra le tante, una cittadina di questo Municipio. Ne è nato , tra l’altro, un importante movimento di opinione  e di denuncia molto concreta di questo fenomeno.
Il termine femminicidio risulta fastidioso e sgradevole, eppure esprime molto concretamente una grave realtà che assegna significato ad una forma di crimine rivolto punitivamente contro la donna. Cioè, un crimine che perde il suo valore neutro. Secondo i dati di una ricerca del Consiglio d’Europa, la prima causa di morte nel mondo per la donna è a seguito di violenza subita da persona a lei non estranea.
Un grande passo avanti in questa direzione  è l’approvazione del decreto legge contro il femminicidio, che di fatto è legge dall’ottobre di quest’anno, anche grazie all’impegno del Partito Democratico. Legge che, oltre a definire le forme di contrasto alla violenza contro le donne, è l’avvio di in piano nazionale con i finanziamenti per la rete dei centri e le case rifugio.
C’è molto ancora da fare per modificare una coscienza culturale ed ideologica ma lo strumento di una legge è un passo di grande importanza.

Vogliamo un  P.D.  che si faccia portatore dei diritti individuali, come accade nel resto del mondo occidentale, operando perché davvero cadano tutte le discriminazioni e questo può e deve essere agevolato da una legislazione pronta e chiara, sullo jus soli, come sul riconoscimento delle unioni affettive tra persone dello stesso sesso, il superamento della legge 40 e nuove norme sul fine vita: va da sé che la LAICITA’ debba rimanere un faro sempre acceso e ben visibile. Una legislazione nuova e coraggiosa ha anche il potere di promuovere profondi cambiamenti  nel “comune sentire”.



POLITICA LOCALE
Sui temi locali dobbiamo distinguere due fattispecie : al situazione romana e quella del nostro Municipio.
Sulla sponda capitolina c'è da ricostruire completamente il partito. Con le ultime tornate elettorale quasi tutti i membri della segreteria romana sono stati eletti nei più disparati organi lasciando la federazione nelle mani di nessuno e levando ai circoli il loro punti di confronto e raccordo primario. E' per questo che vogliamo chiarire che il partito non deve essere un autobus : chi si impegna in incarichi politici deve portarli avanti fino alla fine del proprio mandato e svolgere a pieno la propria funzione garantendo ai circoli la giusta sponda di confronto.
Sul partito municipale partiamo dallo scorso congresso: un congresso pieno di veleni e personalismi che ha lasciato un vincitore in una terra bruciata e nelle condizioni di non lavorare. E' per questo che ci auguriamo che questa volta si giunga al congresso municipale anche con posizioni differenti, ma con la serenità che dovrebbe contraddistinguere ogni confronto politico. Ne va della salute del nostro partito : un partito che si sia così formato può essere in grado di svolgere quella funzione di coordinamento del lavoro dei circoli e di confronto con l'amministrazione municipale, funzioni che purtroppo non è stato possibile svolgere in quest'ultimo mandato. Concludiamo con un augurio di buon congresso e nella speranza che questa volta si possa dare al nostro partito la giusta spinta e la determinazione che ci servono per cambiare questo paese. Il Pd sia a livello  locale che a livello nazionale non può disinteressarsi della questione Alitalia con il problema connesso dell’aeroporto di Fiumicino: sono in gioco i livelli occupazionali del nostro territorio i problemi del turismo essendo che l’aeroporto è la massima industria del Lazio.



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