Introduzione
Questo documento preparato per il Congresso del Circolo PD di Casalpalocco-Axa è stato suddiviso per semplicità in tre parti: Una panoramica generale, un’analisi del ruolo politico del PD per il rinnovamento dell’Italia e un’analisi sul livello locale (Roma Capitale e il nostro Municipio).
Panoramica generale.
Leggendo le dichiarazioni degli esponenti del PD riportate sui giornali in questi giorni sembra evidente e comune, per quanto celata dalla prudenza, la previsione che “eliminata” l’anomalia berlusconiana il PD possa finalmente governare l’Italia e applicare le politiche riformiste di sinistra.
Questo potrebbe essere un errore gravissimo e cioè scambiare il sintomo (la febbre/Berlusconi) con la malattia (cosa vogliono davvero gli Italiani). In altre parole Berlusconi da abilissimo impresario e uomo marketing non ha fatto altro che sentire la pancia degli Italiani molto meglio della sinistra in questi 20 anni.
Allora il PD per arrivare a governare l’Italia e non restare un partito a vocazione minoritaria come lo definito Elisabetta Gualmini su La Stampa qualche mese fa, deve scuotersi di dosso alcuni mali antichi che gli hanno impedito di raggiungere una dimensione ed una autorevolezza di tipo europeo. E’ doveroso citare a livello qualitativo alcune di queste limitazioni per evitare di rimanere sul vago. Nel seguito del documento si cercherà di chiarire come queste limitazioni di tipo ideologico abbiano influito in modo decisivo sulla capacità di azione del partito.
Non avere nessuno più a sinistra - in base a questo regola non scritta il PD ha sempre avuto dentro di sé una “minoranza rumorosa” (vedi Fassina) in grado sì di prendere qualche voto in più a sinistra ma anche di far perdere molti più voti al centro;
Ecologismo “Radical chic” - il PD mantiene ancora su molti temi essenziali come energia ed ambiente posizioni pseudo ecologiste tollerando o incoraggiando a livello locale la sindrome nimby.. Queste posizioni non hanno impedito la perdita di voti a favore di Grillo ma hanno impedito da tanti troppi anni di effettuare interventi seri per rimodernare il paese e proiettarlo nel nuovo millennio; (es. le proteste locali contro i termovalorizzatori e i rigassificatori).
Temi etici - è evidente che un partito nato dalla fusione di 2 anime, una essenzialmente laica e l’altra cattolica non può avere un atteggiamento unitario su alcuni tempi etici per questo sarebbe opportuno lasciare questi temi su cui non c’è accordo interno fuori dai programmi lasciando spazio ad una discussione aperta anche alle altre forze presenti in parlamento.
Politically correct – Il PD è stato e continua ad essere politically correct al punto da negare in molte situazioni la realtà perché essa non piace o non rientra negli schemi precostituiti (es. si nega che gli stranieri pur essendo meno del 10% della popolazione siano circa il 35% dei carcerati) invece di prenderlo come un fatto chiedendosi poi perché ciò accade e cercando di eliminare le cause del problema). Il partito per diventare moderno ed efficace deve accettare la realtà per quella che è perché questo è il solo modo per poi riuscire a cambiarla in meglio.
L’elenco di questi temi mostra quanta sia la strada da fare e perché il PD non è riuscito a fare breccia nel cuore di quella maggioranza degli Italiani che diventa politicamente attiva solo al momento del voto. Non va dimenticato che tanti di questi Italiani dopo il fallimento di Berlusconi erano talmente arrabbiati con il PD da votare Grillo. Infatti, pur se nessuna analisi precisa è disponibile, è credibile ritenere che alle scorse elezioni molti delusi dal centro-sinistra abbiano votato Grillo mentre molti delusi del centro destra non siano andati semplicemente a votare.
Senza entrare nel dettaglio di questi temi è essenziale per questo cambiare l’approccio metodologico. Infatti sugli argomenti di maggiore importanza si può discutere all’interno ma poi si deve presentare al paese una posizione unitaria senza voci fuori dal coro. L’esempio forse peggiore è quello recente sull’IMU. Se il governo presieduto da un esponente del PD autorevole e serio ha stabilito la cancellazione della prima rata dell’IMU e si è impegnato a trovare fondi per eliminare anche la seconda, è ridicolo che un esponente del PD presenti emendamenti per reintrodurla. Che credibilità può avere un partito come questo agli occhi degli Italiani?
Tornando al quadro generale andrebbe metabolizzata un’altra verità scomoda: il PD nella seconda repubblica ha governato per qualche anno ma non ha sostanzialmente mai deciso nulla, al più avallando decisioni prese da altri. Se guardiamo indietro infatti vediamo che le poche grandi riforme importanti degli ultimi 25-30 anni portano nomi di esponenti non del PD e in ogni caso non dell’anima Pd proveniente dai DS e prima dal PCI. Basta qualche associazione nome-riforma: Contingenza:Craxi Pensioni: Dini-Fornero Sistema elettorale: Segni.
Questi sono dati di fatto su cui si deve riflettere. Qualcuno dirà: ma il PD amministra la maggioranza delle regioni. Infatti il PD amministra (in molti casi anche bene) ma con il federalismo all’Italiana creato con l’inseguimento della Lega le regioni sono diventate organi di spesa (anzi di deficit) non di decisione. Le amministrazioni locali nel nostro federalismo sono organi di rallentamento e di consociativismo, ormai invisi alla maggior parte degli Italiani grazie ai recenti scandali. In questo il PD si è sporcato a livello qualitativo come è più del PDL, perché per sua natura e storia è assai meno giustificabile Come spiegare al “popolo” democratico i consiglieri regionali sodali di Fiorito e signori locali delle tessere che ora stanno in parlamento. Come spiegare l’ex presidente della regione Umbria che, a parte le raccomandazioni per gli esami universitari del figlio dell’amico, è ora presidente di Italferr senza neppure aver giocato ai trenini?
Insomma, per recuperare credibilità per prima cosa il PD deve capire che la superiorità etica ed intellettuale della sinistra per mille motivi non esiste più. Esistono invece più di prima gli ideali di giustizia sociale che hanno animato il socialismo dalla fine dell’800 e che ora nella crisi sono ancora più attuali. Su questo il PD è geneticamente diverso dalla destra, come lo era al tempo dell’avvento del fascismo, e su questo deve fare breccia nei cuori e nella menti degli italiani. Creare uno stato più pulito e più onesto dove tutti abbiano la possibilità di affermarsi secondo i loro talenti e non per le amicizie delle loro famiglie. Dove spariscano cose solo italiane come l’Associazione dei Giovani Industriali che andrebbe chiamata l’associazione dei figli di papà. Dove vi siano risorse per i deboli e le persone in difficoltà ma non per i fannulloni. Dove le lobby non abbiano più il potere per condizionare lo stato (vedi le recenti proposte della Assobalneari per acquistare dallo stato le spiagge per quattro soldi).
Prendendo spunto dagli ideali della rivoluzione francese: Libertà, Fraternità ed Uguaglianza Il PD dovrebbe pensare che questi dovrebbero essere i fari che guidano la sua politica:
Libertà. È stata riconquistata a caro prezzo e dobbiamo difenderla noi l’Italia deve restare democratica perché lo vogliono gli italiani e non perché ci costringe a ciò l’Europa.
Fraternità Il senso della solidarietà si è smarrito in questa crisi e va ritrovato. E’ importante che ogni iniziativa di solidarietà sia messa in atto con la massima trasparenza facendo ogni sforzo per evitare abusi e furberie. Gli Italiani devono però rendersi conto che la crisi e l’evoluzione dell’economia stanno mettendo potenzialmente tutti a rischio. I capisaldi dello stato sociale , scuola e salute vanno difesi strenuamente ed anzi ogni sforzo va fatto per migliorare la qualità.
Uguaglianza questo è il punto più importante e può essere declinato anche nel termine equità. Il PD non può essere solo lo strenuo difensore dei diritti acquisiti ma deve promuovere leggi ed iniziative per riequilibrare le evidenti disuguaglianze che si sono create. Solo dicendo parole di verità ed avendo fiducia negli italiani il PD potrà superare le barriere che finora gli hanno tenuto lontano buona parte del ceto medio. In questo modo anche in Italia si potrà avere finalmente un vero bipolarismo tra i conservatori che legittimamente vogliono mantenere lo status quo ed i progressisti che vogliono andare verso uno stato più giusto.
Un altro tema fondamentale che il PD al governo dovrà affrontare sarà quello del rinnovamento delle infrastrutture del paese. E’ sotto gli occhi di tutti come la TAV italiana realizzata dalle ferrovie contro mille difficoltà abbia cambiato il volto del paese. Ora per tutti è possibile viaggiare in modo rapido e relativamente economico tra le principali città italiane. Allo stesso modo dovrebbe essere possibile andare al lavoro a Roma o a Milano vivendo nei sobborghi o in località vicine come avviene a Londra Parigi, Berlino.
C’è da chiedersi se le ferrovie sarebbe riuscite a realizzare la TAV negli stessi tempi e con gli stessi costi se l’opera principale e cioè il tunnel dell’Appennino non fosse tra Emilia e Toscana due regioni definite “ rosse” ma al tempo stesso pragmatiche e bene amministrate.
Quanto è accaduto per il tunnel dell’Appennino dovrebbe essere il paradigma per la realizzazione di tutte le nuove infrastrutture ed il rinnovamento di quelle esistenti.
Il coinvolgimento delle realtà locali e delle diverse autorità ed enti deve essere mantenuto, ma andrà assolutamente eliminato il diritto di veto. La sindrome Nimby, colpevolmente alimentata in molti casi anche dalle realtà locali del PD, va affrontata e vinta con l’informazione e la credibilità.
Siamo convinti che questo sia ciò che vuole la maggioranza degli Italiani per sé e per i propri figli e questo può essergli dato solo da un PD che si trasforma e cresce e non da una destra che in Italia è sempre stata e continua ad essere portatrice degli interessi costituiti e coltivatrice delle paure dei cittadini.
Livello Nazionale
A livello nazionale i temi e le sfide che si presentano davanti al PD sono molti ed importanti; è un dato accettato da tutte le forze politiche che il paese è rimasto fermo nel campo delle riforme strutturali e con un gioco di parole delle infrastrutture negli ultimi 30 anni. Si è creato un “gap” rispetto al resto dell’Europa e questa distanza si è progressivamente allargata fino all’esplodere drammatico della crisi negli ultimi 2 anni. Sarebbe troppo facile e molto “italiano” giocare allo scaricabarile addossando tutte le colpe al Pdl o meglio a Berlusconi. La realtà è che anche il PD nei periodi in cui ha governato non è riuscito ad esprimere nessuna riforma concreta sui grandi temi. Anzi per essere onesti bisogna dire che, l’unica riforma di grandi dimensioni, e cioè la riforma in senso federalista del titolo 5° della Costituzione avrebbe, con il senno di poi, fatto meglio a rimanere in un cassetto.
il documento di Goffredo Bettini per il prossimo congresso nazionale del PD è incentrato su due proposte essenziali per la futura vita del partito. La prima di esse è denominata Campo Democratico; sintetizzando e forse semplificando, l’idea è che i fattori che legano tra di loro le persone di “sinistra” devono essere vincenti sulle divisioni del passato. Nella realtà questa tesi sembra ispirata all’ottimismo della volontà gramsciano. Andrebbe ricordato che su molti temi essenziali tra cui in primis ma non solo la politica estera, esiste un elettorato marginale (5-8%) ma non trascurabile che ha idee completamente incompatibili con la realtà in cui l’Italia è inserita. Questi elettori che possono democraticamente esprimere la loro opinione potranno di volta in volta votare per il partito che meglio li rappresenta (SEL, M5S…) ma non vogliono riconoscersi in una forza di governo e non possono essere obbligati a ciò. Dovrebbero quindi avere un diritto di tribuna ma non la possibilità di influenzare in modo ostativo le scelte del prossimo governo. Va ricordato che i governi Prodi e D’Alema si trovarono entrambi nella penosa situazione di essere impossibilitati con la propria maggioranza ad esprimere una politica estera coerente con il nostro sistema di alleanze, bloccati dai veti dell’estrema sinistra esterna ma anche interna al PD. Nelle circostanze critiche solo i voti dell’opposizione permisero di andare avanti.
L’alternativa al progetto del campo Democratico è il ritorno al PD a vocazione maggioritaria che possa arrivare non solo a governare, ma anche a fare ciò che è necessario per il paese. Allora diventa rilevante la considerazione recente di Renzi in cui afferma che il copione di Veltroni era giusto ma gli attori erano sbagliati. In realtà il sogno di Veltroni era un PD maggioritario ma anche inclusivo. E’ sul “ma anche” che si sono scatenate le ironie di Crozza ma anche le difficoltà politiche reali. Infatti, quello che è il limite del “ma anche” è in realtà il limite di tutta la politica italiana degli ultimi anni, dalla concertazione alle conferenze dei servizi. Il voler tener conto degli interessi di tutti si è trasformato nell’asservimento a minoranze rumorose e lobby con poteri di veto. Questo ci ha portato per tutta la seconda repubblica a parlare di riforme senza dire quali sono e nella pratica a non fare nulla o peggio a fare ferrovie e strade con costi/km tripli rispetto al resto d’Europa, ad avere l’energia più cara d’Europa, la giustizia più lenta probabilmente del mondo e via di questo passo.
L’unica riforma al passo dell’Europa e forse anche troppo avanti, è stata quella delle pensioni fatta però con la pistola dell’Europa puntata alla tempia. Non è così che l’Italia può tornare ad essere il paese leader nel campo della crescita e dell’integrazione europea che è stato fino agli anni 60 del secolo scorso. Temi come le pensioni non possono essere affrontati in modo semplicistico e quasi ipocrita dicendo: rimedieremo alle cose che non vanno con i soldi recuperati dall’evasione fiscale. Questo non è governare, è proclamare slogan. L’evasione e l’elusione andranno perseguite con ogni mezzo partendo dall’alto (vedi multinazionali che pagano zero tasse in Italia) ma nel frattempo i soldi che ci sono vanno ridistribuiti meglio. Non si possono considerare pensioni elevate e pagate solo in piccola parte dai contributi versati come un diritto acquisito. Va detto con chiarezza che queste pensioni vengono pagate ogni mese con i soldi dei contributi dei giovani lavoratori che la pensione forse non la vedranno mai.
Allora il Pd deve farsi parte di uno sforzo di rinnovamento ed assumersi le responsabilità che gli competono, cominciando con il dire le cose come stanno veramente e non come se le vogliono sentire dire i gruppi di potere esterni al partito ma anche alcuni attivisti all’interno del partito. Se il discorso di Bettini sul campo Democratico si può prestare a varie critiche, va detto che l’altro principale argomento sollevato quello che va sotto il titolo “Democrazia Deliberante” individua un problema reale e fondamentale, quello dell’allargamento della platea decisionale, reale e fondamentale per il futuro del paese. Il partito potrà evolversi dal partito “pesante” di Bersani a quello “pensante” immaginato da Renzi, ma comunque il concetto di base corretto è che sulle grandi questioni la platea decisionale deve essere allargata. La modalità di allargamento è un tema complesso che richiederà certamente un ulteriore sforzo di analisi per arrivare ad una sintesi realizzabile ed efficace. E’ comunque ipotizzabile che su alcuni grandi temi sia opportuno prevedere il coinvolgimento dell’intera platea elettorale tramite referendum confermativo. Questo dovrebbe valere in particolare per la non più rinviabile riforma costituzionale. E’ infatti evidente che questo parlamento non riuscirà a realizzarla e che la ricerca di un consenso dei 2/3 del parlamento porterebbe con ogni probabilità alla realizzazione di un mostro di Frankenstein piuttosto che di una riforma che, non solo diminuisca i costi della politica, ma anche permetta di legiferare in modo efficiente ed al passo con i tempi.
Nel contesto della riforma generale delle istituzioni si inserisce il discorso relativo alla legge elettorale. Qui il Pd dovrebbe dire con chiarezza che un Porcellum senza il premio di maggioranza o con una soglia irraggiungibile è semplicemente un sistema proporzionale puro, quello abrogato tramite referendum da oltre il 90% degli Italiani. Ed allora non va esclusa dal dibattito politico l’ipotesi che si torni a votare ancora una volta con questo sistema elettorale a meno di non credere che il PDL accetti un maggioritario a doppio turno (la legge dei sindaci). Ovviamente il PD dovrebbe impegnarsi prima del voto su un nuovo sistema elettorale da approvare nel caso abbia la maggioranza nel prossimo parlamento.
Il paese ha bisogno anche di altre riforme importanti e tra tutte spicca quella della giustizia. Il passato ventennio “berlusconiano” ha visto il PD sostanzialmente allineato sulle posizioni della magistratura ma ora che è stata eliminata finalmente l’anomalia berlusconiana, è necessario dire dentro il PD che la giustizia o meglio la non giustizia (giustizia ritardata = giustizia negata) è uno dei più importanti se non il principale problema italiano attuale. Infatti, la lentezza ed inaffidabilità della giustizia civile condiziona ogni aspetto della vita dei cittadini ma anche la realtà economica. L’Italia , per dirlo con una battuta è l’unico paese al mondo dove la frase “fammi causa” è un insulto/minaccia rivolto all’interlocutore. Pensando ad un caso recentemente andato agli onori della cronaca, la vicenda Mondadori CIR, è ridicolo pensare che il fatto risale alla fine degli anni 80 del secolo scorso, che i 2 contendenti hanno ora quasi 80 anni e che il risarcimento ottenuto è 1/3 somma dovuta e 2/3 interessi. Un normale cittadino od un piccolo imprenditore truffato potrebbe attendere 25 anni per avere giustizia? A queste domande vanno date risposte rapide e realmente efficaci.
Il metodo da adottare dovrebbe essere uno solo, che può avere applicazione anche sulle altre tematiche che il Pd una volta al governo dovrà affrontare, e si riassume in due termini di origine anglosassone ma ormai di uso comune: Best Practice e Benchmark. Sostanzialmente il PD di governo invece di inventarsi complicate vie all’Italiana potrebbe più semplicemente esaminare le soluzione ad una serie di problematiche già affrontate e risolte in altri grandi paesi dell’Unione Europea che, con gli stessi costi di Giustizia, hanno tempi enormemente ridotti. Per fare questo sarà necessario certamente parlare con la magistratura ma ricordare sempre che le leggi e le strutture dello stato sono decise dalla politica e quindi dal popolo e non da una minoranza (i magistrati ma anche gli avvocati) autoreferenziale. I 3 gradi di giudizio per tutte le cause sono, per fare un esempio un lusso che l’Italia non può più permettersi e per il penale la frase “colpevole oltre ogni ragionevole dubbio” deve valere anche in primo grado. Il rito abbreviato per delitti gravi con conseguente sconto di pena deve essere concesso solo nel caso l’imputato si dichiari colpevole ecc.
Il PD dovrebbe riconoscere che la politica energetica ed ambientale adottata in Italia sulla spinta di paure fomentate e lobby varie ha portato il paese ad una perdita di competitività verso il resto dell’Europa risolta parzialmente solo stringendo sui salari dei lavoratori ed aumentando le tasse locali.
Infatti il mix energetico attualmente in essere in Italia è il più costoso d’Europa e costituisce un gravissimo handicap per la nostra industria. Non basta essere solidali con i lavoratori delle fabbriche di alluminio in Sardegna che chiudono, bisogna anche dirsi con coraggio che ciò avviene perché il costo dell’energia in Italia è notevolmente superiore al resto dell’Europa. E dire anche che il riciclo al 100% non esiste in nessun paese e che l’ambiente è sicuramente più protetto in Germania dove i rifiuti non riutilizzabili vengono bruciati per produrre energia piuttosto che nell’Italia delle discariche a cielo aperto.
Un altro argomento su cui il PD dovrebbe impegnarsi in modo sostanziale è quello della valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico dell’Italia: in altre parole un grandissimo rilancio del settore turistico per riportare l’Italia tra i primi tre paesi al mondo in termini di flusso turistico dall’estero. Un successo in questo ambito avrebbe ricadute enormi a livello economico, favorendo una crescita non solo delle attività direttamente legate al turismo ma anche di quelle legate in modo indiretto. In questo ambito andrebbe riconosciuta la necessità di riportare a livello centralizzato il marketing del prodotto Italia, attivando iniziative ed accordi internazionali per favorire l’arrivo di flussi turistici più consistenti dai paesi emergenti.
L’equità sociale e l’attenzione per le fasce più deboli deve rimanere un punto prioritario e fondamentale del futuro programma del PD. A questo proposito, per evitare proclami elettorali e fallimenti poi di governo, dovrebbe essere messo in chiaro che nuove risorse economiche statali non ci saranno e quindi si dovrà necessariamente puntare su una ridistribuzione migliorativa di quelle esistenti. A questo proposito sarebbe essenziale affrontare il tema dei cosiddetti “diritti acquisiti”, chiarendo che in molti casi si tratta di privilegi non più giustificabili e sostenibili. E’ un tema delicato su cui la demagogia si spreca ma il momento impone di parlare con chiarezza a tutti gli Italiani non per spaventare ma anzi per ridare speranza.
Sul tema del lavoro molto è stato detto sia dai sindacati che dalle associazioni di categoria di industriali e commercianti. Anche in questo caso però la verità o almeno un’analisi obiettiva risulta assente. Per esempio sarebbe bello sentire i sindacati ammettere che è necessaria una flessibilità assai maggiore nel pubblico impiego e considerare senza pregiudizi una riforma come quella proposta da Pietro Ichino per il mercato del lavoro. Sarebbe bello sentire gli industriali ammettere che il problema in Italia non è solo il cuneo fiscale ma la produttività bassa. E dire che la produttività è bassa, non perché gli italiani lavorano poco, ma perché producono manufatti con basso valore aggiunto; per capirci l’operaio che fabbrica BMW in Germania ha una produttività assai maggiore di quello che fabbrica Panda in Italia.
Soprattutto sarebbe bello avere un PD che ha il coraggio di dire le cose come stanno sia ai sindacati che agli industriali chiedendo ed ottenendo la collaborazione di entrambi.
Livello Locale
A livello locale tutti si dichiarano d’accordo sulla necessità di riportare i circoli del PD al centro della vita del partito. Le metodologie proposte dai candidati sia per la segreteria nazionale che per quelle locali vedono in genere auspicare un maggiore uso della rete e degli strumenti di interazione come social network e blog. Perché ciò abbia un senso compiuto è però necessario aumentare l’osmosi tra i circoli e le realtà amministrative in cui il PD è presente. Ogni persona messa in ruoli di governo dovrebbe sempre pensare che risponde primariamente alla realtà locale che lo ha eletto e che amministra e non alla direzione del partito.
Entrando nello specifico delle problematiche locali di Roma e del X Municipio condividiamo con la maggior parte di Roma il problema enorme della viabilità e dei trasporti locali. In più abbiamo un problema specifico legato alla presenza di Consorzi che continuano a garantire a spese dei residenti servizi che dovrebbero invece essere garantiti dal Comune. Questo sarà ancora più vero quando diventerà legge l’imposta TASI sui servizi indivisibili.
Per quanto riguarda il problema dei trasporti e della infrastrutture ad essi relative, assai poco per non dire quasi nulla si è fatto negli ultimi 20 anni. I problemi sono molteplici e si riferiscono sia alla mancanza di fondi che alle complicazioni burocratiche che rallentano la realizzazione di una qualsiasi opera e ne dilatano i tempi ed i costi di realizzazione.
Nell’ambito del X municipio le priorità per i trasporti individuabili sono :
Il raddoppio della via del Mare con contemporanea sistemazione delle laterali.
La realizzazione dei sottopassi per eliminare le code ai 3 semafori di Casalpalocco Axa-Acilia e Malafede.
L’aumento della frequenza delle corse sul trenino Roma-Lido
Un’ulteriore tematica da tenere strettamente sotto controllo nell’ambito del nostro Municipio è quella ambientale legata alle problematiche idrogeologiche. La rete dei canali è prossima alla saturazione e l’aumento delle costruzioni, in particolare all’Infernetto, ha aumentato la quantità di acqua che viene riversata su di essi. Inoltre fenomeni atmosferici estremi si stanno presentando con sempre maggiore frequenza aggravando il rischio. Su questo argomento sarebbe bello e quasi unico riuscire ad intervenire prima che avvenga la prossima tragedia annunciata….
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