sabato 31 marzo 2012

LAVORO, ARTICOLO 18 E AMMORTIZZATORI SOCIALI

Articolo 18, ma anche ammortizzatori sociali, tutele, sviluppo e... due paroline sul ruolo dei circoli e dei cittadini nel determinare la politica di un Partito Democratico più unito, propositivo e quindi incisivo nelle sue azioni. Prosegue il percorso sul lavoro che vedrà il prossimo appuntamento a Maggio dedicato ai giovani e il loro futuro nel mondo del lavoro con la partecipazione di Tiziano Treu e a partire dal suo nuovo libro: Giovani senza futuro?

Abbiamo iniziato parlando di Alitalia circa un mese fa, e ora torniamo a parlare di lavoro al circolo PD di Casalpalocco Axa.
In particolare parliamo di Articolo 18 e ammortizzatori sociali. Lo facciamo con Roberta Turi segretaria generale della FIOM CGIL del nostro territorio (Roma sud ovest) e con Tonino D’Annibale del PD Lazio e vicepresidente della commissione lavoro e politiche sociali e giovanili.
La premessa è chiara, la situazione del lavoro in Italia, nel Lazio, sul nostro territorio è drammatica.

E’ Roberta Turi che ci dà i primi numeri. 42.000 cassaintegrati nel Lazio, molti dei quali si affacceranno alla mobilità nei prossimi mesi. Per loro un futuro incerto, lontano dalla pensione, senza la possibilità di trovare altri impieghi. Le aziende medie e piccole stanno chiudendo una dopo l’altra lasciando a casa migliaia di lavoratori. Multinazionali e grandi aziende hanno il fiato un po’ più lungo, ma anche per loro è iniziata una agonia che le porterà inevitabilmente a cercare nuovi mercati e nuovi paesi.
Gli ammortizzatori sociali attuali sono del tutto inadeguati a sostenere i lavoratori in questo momento. I pochi documenti appena stampati con le linee guida dell’attuale governo su tutele e cassa integrazione sono scoraggianti.
Come pure le proposte di un mercato del lavoro nel quale i lavoratori vengono messi uno contro l’altro con diverse retribuzioni e tutele, a fronte di mansioni identiche. Ogni elemento contribuisce a comporre un quadro poco incoraggiante sul futuro.
L’art 18 sul quale sembrano convergere tutte le colpe, le attenzioni di questo governo e dell’informazione e le ire degli imprenditori è in realtà una grande conquista che non ha per nulla contribuito alla crisi attuale, come pure la sua abolizione non aiuterà in alcun modo la ripresa e lo sviluppo.
L’art.18 è stato invece uno strumento fondamentale per dare ai lavoratori dignità e sicurezza e per liberarli da forme di ricatto e costrizione intollerabili.

In questo quadro risulta con chiarezza come la vera emergenza sia in realtà quella di creare lavoro.
Le responsabilità della politica degli ultimi anni sono ormai evidenti. Le scelte di politica economica e industriale del governo Berlusconi anzi le sue “non-scelte”, il suo immobilismo ostinato e miope incapace di fare altro se non imporre sacrifici, sta producendo ora i suoi risultati più negativi.
La totale mancanza di investimenti e di finanziamenti allo sviluppo, il ricorso a tagli continui nei servizi, nella pubblica amministrazione, nella sanità ha creato una situazione ormai insostenibile. Gli imprenditori presi in una spirale di debiti dovuti spesso ai mancati pagamenti dell’amministrazione pubblica, non possono più sostenere un mercato sempre più fermo. Nessun investimento, nessuna crescita.
La FIOM che segue da vicino le realtà dei metalmeccanici quali i lavoratori nelle telecomunicazioni e nelle manutenzioni tocca quotidianamente con mano la situazione di molte aziende del nostro territorio. Fra fallimenti e trasferimenti, saranno poche le aziende che riusciranno a resistere. Nessuna altra realtà imprenditoriale è pronta a prendere il posto delle aziende che chiudono. Risulta quindi difficile parlare anche di riconversione o formazione.
Le forze politiche di sinistra e i sindacati hanno ormai ben chiari quali siano i punti sui quali si deve intervenire e sui quali non si può scendere a patti. La loro unità è fuori discussione.
Tonino D’Annibale, combattivo e deciso come sempre, ha sottolineato come le pressioni e la partecipazione attiva della base e cioè dei circoli sia stata determinante nell’indirizzare e far maturare le decisioni del partito nella direzione attuale e nell’unirlo intorno a questo tema. Il sostegno dei cittadini che credono in una politica che rispetti il lavoro e i lavoratori sono indispensabili perché le forze di sinistra possano fare un’azione più incisiva in questo campo. La mobilitazione deve quindi accompagnare l’azione dei nostri politici per una maggiore sensibilizzazione e informazione. Il PD si impegna- queste le parole di D’Annibale- a tutelare i lavoratori e questo non solo in modo rivendicatorio, ma propositivo. Sono molte le proposte pratiche messe in campo dal partito democratico, a partire dalla ristrutturazione dei distretti industriali e da un ritorno alla legalità in campo imprenditoriale per un mercato trasparente e sano che incoraggi, questo sì davvero, gli investimenti.

Nessun commento:

Posta un commento