martedì 5 aprile 2011

Una nuova sede!

... di Paola Pau

Ricordo molto bene il clima degli anni 2006 e 2007 quando si dibatteva con forza e non poche insicurezze sulla nuova funzione di una sede politica, in virtù della quale sembrava particolarmente urgente abbattere l’inutilità della vecchia concezione di sezione, corrispondente ad un ’altrettanto superata idea della politica, lontana dalla gente e dai bisogni.
Erano molto familiari parole come laboratorio aperto, sfida culturale, spazio del fare. Erano frequenti
i riferimenti alla necessità di dialogo, scambio, interazione. Il termine democratico rimandava
all’organizzazione di una cultura originale e dirompente, molto oltre le vecchie ideologie e le antiche
cordate. Ci si domandava se fosse più semplice, o giusto, denominare circolo uno spazio più simile alla
sede di un’associazione aperta, senza tanta severità o disciplina. Una grammatica nuova, tutta da scrivere e le trasformazioni, si sa bene, danno euforia e disorientamento. Il contesto nel quale si animava questo preciso discorso era la convinzione che in una società di solitudini ed egoismi, nella quale i valori e le idee si scompongono, il principio guida di un’anima progressista e riformista potesse anche ricostruire un tessuto di relazioni e di sentimenti.
Sono trascorsi alcuni anni da allora e quelle riflessioni hanno l’aspetto ingenuo dei passaggi non ancora risolti. Il Partito Democratico non ha avuto un avvio semplice e ancora oggi, nei nostri dibattiti ed incontri, non sono rari i rimandi alla ricerca di un’identità più definita, così come all’assunzione di una più concreta responsabilità dove concetti e valori siano quelli, senza ambiguità e ripensamenti.
Più da vicino, localmente, la vita del circolo ha vissuto non poche difficoltà. La chiusura dei capannoni
di Via Ascalona, diventati in poco tempo luogo di incontri politici, discussioni, momenti di festa molto
vivaci, ha deluso e scoraggiato molti, come fosse l’emblema di un progetto da interrompere ma anche,
al contrario, motivato e animato altri, perché spazi all’aperto e gazebo possono essere tranquillamente
luoghi stabili in cui riconoscersi e ripartire. Dal simbolo della coccinella di Paolo Barnacca, che è stata
per un certo periodo l’immagine scelta per rappresentare l’anima testarda e paziente contro gli abusi di
un’ingiustizia verso la società e l’ambiente, c’è stato un frattempo nel quale si sono celebrati congressi,
eletti segretari, discusso mozioni.
La vita di un partito, insomma.
E’ con questo spirito che saluto l’apertura della nuova sede del circolo AXA Palocco alla quale, senza
troppa retorica, auguro, in un’atmosfera simile a quella di un battesimo laico, lunga vita, vivace armonia, concretezza e sogni.

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