1. GIUSTIZIA & RIMPASTO. IN AULA SI PARLA DI PRESCRIZIONE BREVE. I PD LEGGONO LA COSTITUZIONE. FUORI PROTESTANO I FAMILIARI DELLE VITTIME DELL’AQUILA. I RESPONSABILI CONTANO I POSTI DI GOVERNO.
Oggi alla Camera è previsto il voto finale, in diretta tv, sul processo breve, compresa la prescrizione breve che serve al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per scansare la eventuale condanna per corruzione nel processo Mills, con annessa interdizione dai pubblici poteri. Mentre in aula a Montecitorio si svolgerà la battaglia finale su questo testo, fuori, nelle piazze di Roma, si riuniranno i familiari delle vittime di diversi disastri, dall’Aquila a Viareggio, o le vittime di diversi raggiri finanziari, da Cirio a Parmalat, per protestare contro una norma che, pur di salvare Berlusconi, cancellerà la possibilità di avere giustizia in questi e in molti altri casi. Il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ieri è stato netto: “Si rischia di cancellare la possibilità di fare i processi”. Un dato che vale soprattutto per coloro che hanno risorse finanziarie e potere, con avvocati capaci di mandare i lavori per le lunghe. Un favore ai ricchi, insomma: soprattutto ai cosiddetti colletti bianchi nei casi di corruzione. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ieri ha detto in aula che questa norma avrà un impatto limitatissimo, inciderà solo sullo 0,2 per cento dei processi. E questo passaggio ha fatto scattare ancora più forte la protesta. Pierferdinando Casini, leader dell’Udc: “E allora perché, se è così modesto il problema, siamo qui inchiodati da tre settimane?”. Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Pd: «Non si può dire con tanta arrogante convinzione che un provvedimento non serve a nulla ma lo dobbiamo fare assolutamente. Non siamo mica all`asilo, ci vuole un minimo di decenza».
Di fronte all’ennesimo attacco al sistema giudiziario, le opposizioni hanno fatto ancora una volta muro. Nel momento in cui è arrivata in discussione la norma sulla prescrizione breve, i parlamentari del Pd, su suggerimento del presidente del gruppo, Dario Franceschini, hanno deciso di usare il tempo a disposizione per leggere gli articoli della Costituzione che le forzature della destra e del governo vorrebbero destrutturare. Franceschini ha letto l’articolo uno. A ruota lo hanno seguito Bersani (art. 2), Letta (art. 16), Bindi (art. 3) e tutti gli altri, per una sessantina di interventi. Massimo D`Alema ha scelto l`articolo 87, quello sui poteri del presidente della Repubblica. «E meno male che c`è - ha chiosato D’Alema - dato che in questo momento rappresenta l`unico punto di riferimento per i cittadini». Quindi ha letto l`inizio dell`articolo successivo, l`88: «Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro presidenti, sciogliere le camere o anche una sola di esse». Sottolineando: «Più che una lettura è un auspicio».
Sia pure per pochi voti, una decina in tutto, la maggioranza ha tenuto. Grazie anche alla riunione chiarificatrice avvenuta tra Denis Verdini, coordinatore del Pdl, e i cosiddetti responsabili. Da Il Corriere della Sera: «Siamo partiti che nessuno ci credeva e volevano farci tornare indietro. Ora la vediamo, la nuova America. Siamo quasi arrivati a terra: però ora dobbiamo colonizzarla». Il novello Cristoforo Colombo è Luciano Sardelli, deputato «Noi Sud» e capogruppo dei Responsabili, la «nuova America» è il governo e la colonizzazione è lo sbarco nei ministeri, con la creazione di un insediamento, ovvero un partito. I Responsabili escono rassicurati dall`incontro con Denis Verdini, uno dei coordinatori pdl. Le poltrone ci sono, non è ancora chiaro se quattro o cinque alla Camera e una o due al Senato (a Coesione nazionale-Io Sud), ma
sono disponibili. Ogni sottogruppo dei Responsabili sarà accontentato. In cambio, la pattuglia dei 29 deputati ha assicurato massima fedeltà alla maggioranza….”.
2. IMMIGRAZIONE ED EUROPA. LA LEGA ABBASSA LA CRESTA, TRA IMPOTENZA E INCAPACITA’. LA CHIESA OFFRE UNA MANO E BACCHETTA L’UE. MA CASTELLI ROMPE L’INCANTESIMO E IMBRACCIA IL FUCILE.
Dopo i fuochi artificiali contro l’Europa, ieri lo stato maggiore della Lega ha dovuto abbassare i toni, su pressione di tutto il resto del governo, per non fare altre brutte figure. Il governo non è riuscito infatti a gestire un’emergenza sicuramente grave, ma che in altri momenti non ha creato tutti questi problemi (i numeri relativi all’immigrazione durante la crisi del Kosovo furono molto più alti, ma la situazione fu gestita con efficienza). L’Europa ha respinto al mittente tutte le richieste chiedendo all’Italia di fare prima di tutto il suo dovere, sfruttando anche la perdita di credibilità dell’Italia dovuta ai comportamenti personali del premier per non fare sforzi più impegnativi.
Il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, ha criticato ieri l’atteggiamento dell’Europa, venendo così anche in aiuto del governo italiano. Ma l’insperato sostegno è stato in qualche modo vanificato dalle terribili parole in libertà pronunciate ieri, durante una trasmissione radiofonica, dal sottosegretario leghista Castelli: “Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli, almeno per ora».
3. OGGI CONSIGLIO DEI MINISTRI. TREMONTI PRESENTA IL CONTO DI ALTRI TAGLI DA FARE IN ITALIA E DELLE PROMESSE DA PORTARE IN EUROPA. IL PD RIPRESENTA IL SUO PIANO NAZIONALE PER LE RIFORME PER MOSTRARE COSA SI POTREBBE FARE DI MEGLIO.
Oggi all’ora di pranzo si riunirà il Consiglio dei ministri per varare il Def, documento di finanza pubblica che mette le basi per poi preparare bilancio e legge di stabilità (la vecchia finanziaria) e per varare il piano nazionale delle riforme che l’Italia comune tutti i paesi Ue deve presentare all’Europa entro la fine del mese. Secondo le anticipazioni, la crescita dell’economia italiana sarà inferiore al previsto, l’1,1 rispetto al previsto 1,3 per cento, e solo l’anno venturo dovrebbe arrivare all’1,3. Il rallentamento avrà un impatto pesante anche sui conti pubblici. Il valore del deficit pubblico in queste condizioni sarà pari al 4,6 per cento del Prodotto interno lordo (tutta la ricchezza prodotta dal paese in un anno). Bisognerà ridurlo al 3,9 per cento, secondo la tabella di marcia stabilita da Tremonti anche in collegamento con gli impegni europei. E questo significa un intervento pari a 8 o 9 miliardi di euro l’anno. Come ha scritto oggi La Stampa: “Altro che maggiori risorse per la crescita, calo delle tasse e ministeri più ricchi, come invoca un pezzo della maggioranza di governo. I colleghi di Giulio Tremonti se ne dovranno fare una ragione”. Non a caso ieri, durante il dibattito parlamentare sul processo breve, nei capannelli del centrodestra non si parlava altro che di tagli. Il ministro dell’Economia oggi presenterà anche il Pnr, documento in cui metterà l’accelerazione delle opere pubbliche, la riprogrammazione dei fondi comunitari per le regioni meridionali non ancora spesi, il rilancio del Sud, l’aumento dell`efficienza della pubblica amministrazione, un Piano nazionale per le Reti di nuova generazione che potrebbe veder coinvolta anche la Cassa Depositi e Prestiti. Cioè, per larga parte, quello che il governo avrebbe potuto fare e non ha fatto nella normale gestione del paese.
Nelle stesse ore in cui si riunisce il Consiglio dei ministri il Partito Democratico terrà una conferenza stampa alla Camera per ripresentare il piano nazionale delle riforme messo a punto nei mesi scorsi con il contributo di diversi centri di ricerca e di economisti, oltre che con le proposte scaturite dalle assemblee nazionali del Pd. Piano già presentato a Bruxelles e illustrato in diverse occasioni alle forze sociali, la Confindustria, i commercianti e gli artigiani, le aziende cooperative, l’associazione bancaria, i sindacati confederali. E’ il contropiano del Pd per la riscossa del paese: dove si propongono la riforma fiscale per abbassare le tasse sui lavoratori e sulle imprese per alzarle sulla rendita finanziaria (esclusi i bot), la lotta all’evasione fiscale, norme per fare in modo che il lavoro flessibile costi di più alle imprese del lavoro precario e norme contro la precarietà; molti interventi per il lavoro femminile; riforme per favorire gli investimenti e la vita delle piccole e medie imprese… Insomma un contropiano completo, con proposte relative anche alla possibilità di affrontare il problema dei debiti pubblici in Europa creati per colpa della crisi. Il Pd ha pronto il proprio progetto alternativo per l’Italia.
4. DOPO LE LEGGI, LA DESTRA VORREBBE CHE ANCHE LA STORIA FOSSE SCRITTA AD PERSONAM.
Da L’Unità: Definire Alcide De Gasperi «uno statista formatosi nel clima della tradizione politica cattolica» è un «tentativo subdolo di indottrinamento» presente nel libro di storia contemporanea scritto da Della Peruta-Chittolini-Capra. Un testo eversivo a tal punto, questo come altri, da richiedere l`istituzione di una Commissione d`inchiesta parlamentare «sull`imparzialità dei libri di testo scolastici», in particolare quelli di storia. La prima firmataria del progetto di legge è Gabriella Carlucci, ma i deputati indignati del Pdl sono già 19 e il testo presentato il 18 febbraio è stato assegnato alla commissione Cultura della Camera il 14 marzo. Quindi, se ne discuteràpresto. Un`«emergenza nazionale» che il Pdl vuole risolvere subito. Secondo i firmatari i libri di storia sono pieni di «visioni ufficiali» asservite al centrosinistra e pericolose per le giovani generazioni. Per esempio è incredibile leggere nel De Bernardi-Guarracino che dal 1948 «l`attuazione della Costituzione sarebbe diventato uno degli obiettivi dell`azione politica delle forze di sinistra e democratiche»; ancora più grave trovare nell`Ortoleva-Revelli, noti storici sovversivi, questa definizione di Oscar Luigi Scalfaro: uomo distintosi «per il rigore morale e la valorizzazione delle istituzioni parlamentari».
5. POTERE, DENARO E GEOPOLITICA. SI RIUNISCE IL G20 E IL FMI IN USA, MA PRIMA, IN UN’ISOLA CINESE, SI RIUNISCONO I NUOVI GRANDI: CINA, INDIA, RUSSIA, BRASILE, SUD AFRICA.
Oggi ad Hainan, isola e provincia cinese, si riuniscono a sorpresa i rappresentanti di Cina, Brasile, India, Russia e Sudafrica. Il vertice lampo del cosiddetto Brics - acronimo dai nomi dei Paesi che lo compongono - precede la riunione del G20, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale in Usa. L’iniziativa, presa dalla Cina, è significativa. Vi partecipano quattro presidenti e un premier. «Sotto un sistema politico ed economico dominato dall`Occidente, ricchezza e potere globali sono stati a lungo distribuiti in modo iniquo tra Paesi sviluppati e no», ha scritto in un editoriale Tao Wenzhao, del centro per le relazioni sino-americane dell`università Tsinghua, e invece i Paesi del Brics hanno «influenza sugli sforzi globali per una buona "governance"».
Ecco un gruppo di potere con il quale l’Occidente industrializzato, finora dominatore incontrastato nel mondo, dovrà imparare a fare i conti.
6. ANCHE GLI USA HANNO PROBLEMI DI DEFICIT. E QUESTA INCERTEZZA SUL FUTURO SOSTIENE LA QUOTAZIONE DELL’EURO.
Da Il Sole 24 Ore: “Il Fondo monetario lancia l`allarme sulla situazione dei conti pubblici degli Usa. Alla vigilia dell`annuncio da parte del presidente Barack Obama del piano di riduzione del debito, il “Fiscal Monitor” dell`Fmi osserva che gli Usa sono l`unico Paese avanzato, insieme al Giappone, che accuserà nel 2011 un aumento del deficit pubblico. Il disavanzo americano toccherà il 10,8 per cento del Pil, il più alto fra le principali economie.
Gli Stati Uniti devono adottare misure credibili di riduzione del deficit al più presto, secondo Carlo Cottarelli, direttore del dipartimento affari fiscali dell`Fmi, per evitare sforzi più pesanti successivamente”.
Secondo molti esperti, l’incertezza sul futuro dei conti pubblici in Usa sta indebolendo il dollaro (cioè gli investitori stanno lasciando parzialmente gli Usa per mettere i soldi in altre aree dove regnano altre monete). E questo sarebbe una delle ragioni che sostengono le quotazioni dell’euro.
7. FUKUSCHIMA. ALLARME ROSSO COME A CERNOBYL. L`Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha deciso di alzare fino al massimo il livello dell`emergenza nella centrale atomica di Fukushima e di ammettere, così, quello che molti esperti internazionali vanno dicendo ormai da settimane. E cioè che a Fukushima la situazione è stata sottovaluta. Quindi da ieri non più livello 5 ma 7, il più alto della scala Ines, quella che classifica gli incidenti nucleari per gravità. Nella storia dell`energia atomica il mondo ha assistito a un disastro di quel grado soltanto con l`esplosione del reattore di Chernobyl, in Ucraina, nel 1986.
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